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Commento di

su Di Pietro, Vendola, Bersani: a sinistra c'è molta confusione


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1 settembre 2012 11:27

Come la vedo io, un "pacco" regalo preconfezionato.

Probabilmente tra i democratici debbono aver pensato che sia giunto il momento di combattere in maniera più agguerrita e con un linguaggio più simile al loro sia l’Italia dei Valori che il movimento 5 stelle, e le affermazioni di Bersani non sono certo state frutto del caso, bensì preparate.
Infatti al Fascisti del Web lanciato dal palco della festa nazionale di

Reggio Emilia è poi seguita qualche giorno dopo la frase sempre di Bersani “è un pirla chi dice che sono contro il web”.
Per chi è del settore, risulta palese che si tratti di una strategia comunicativa più aggressiva e che usa un linguaggio più vicino a quell’elettorato potenziale nel quale l’IDV sta mietendo consensi.
Da cosa si capisce che il tutto sia studiato a tavolino?
Da una semplice parola, il termine "pirla", termine che non fa parte del vocabolario di Bersani, né del gergo dialettale emiliano. Comunque nell’uno e nell’altro caso i tentativi non sembrano aver riscosso grande successo.
Aver parlato di fascisti del web ha riversato sulla testa di Bersani e del Pd una valanga di critiche non solo dal web, ma anche da parte di qualche commentatori che hanno sempre visto Di Pietro e Grillo non di buon occhio.

A livello di alleanze il panorama nazionale può aiutare a capire cosa ci potrà riservare il futuro. Poiché sembra si arriverà ad una legge elettorale che non imporrà alleanze prima del voto, l’ipotesi più probabile ad oggi è quella di un listone unico tra Pd e Sel. Il partito di Vendola rischierebbe troppo nel correre da solo, dal momento che la scelta parzialmente moderata e soprattutto il matrimonio post elettorale con l’Udc, sono scelte che stanno facendo perdere molti consensi. Meglio allora ottenere un numero sicuro di parlamentari nella prospettiva di un ingresso definitivo all’interno del Pd. E’ chiaro che stando così le cose Bersani sempre a Reggio si è sparato la frase ad effetto tra Vendola e Casini mi tengo Vendola perché Casini non fa parte del centrosinistra.
Basta vedere la reazione dell’udc per capire che si sono messi tutti d’accordo ad una simile linea.
In questo modo Casini farà la sua campagna elettorale propagandando il proseguimento dell’esperienza Monti, e poi, dopo il voto si vedrà chi andrà a palazzo Chigi, e se la coalizione sarà solo tra Pd+ sel e Udc, o se si proseguiranno le grandi intese con tutto o gran parte del Pdl.
Fatto sta che ieri in Sicilia, è stato raggiunto l’accordo che di fatto sancisce la nascita di una nuova Sinistra, con la S maiuscola, tra Italia Dei Valori, FDS, sel e verdi. Se a questo aggiungiamo che la FIOM sosterrà la campagna referendaria contro l’abolizione dell’ART. 18 messa in campo dall’IDV, non è necessaria una laurea in filosofie antiche per comprendere un dato di fatto, il PD ha intrapreso un percorso che di sinistra ha ben poco, lo ha fatto consapevolmente ed al contrario di quanto afferma, si è autonomamente escluso dalla Sinistra italiana...pace all’anima sua.

Assirelli Luca

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