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Commento di Geri Steve

su "Pisapia è matto", "Non ho mai detto che è matto". Il tempo del vero e del falso


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Geri Steve 21 maggio 2011 18:03

Pienamente d’accordo sul fatto che sarebbe l’ora di rimettere le cose al loro posto.
Meno d’accordo sull’analisi. Mi sembra che tu sostieni che ritratta per non pagare il prezzo di aver esagerato; una specie di pentimento per convenienza.

Io credo invece credo che sia tutto programmato, l’insulto e la ritrattazione.

L’insulto serve a sminuire l’avversario, ad affermare che non e’ "persona di rispetto", ma che e’ uno a cui si puo’ anche dare del matto, tanto poco conta. Siamo all’interno di una logica da delinquenza, da mafia, ma e’ anche una logica che tante fiction televisive ci rappresentano come quella "normale".

La "ritrattazione" non avviene perche’ lui ha improvvisamente scoperto che l’insulto non paga, no: la ritrattazione e’ un altro insulto, e’ -come tu dici- un atto di arroganza che dimostra -sempre in quella logica- la superiorita’ di chi lo commette.

Tradotto: io sono io, e tu conti cosi’ poco che io posso permettermi di darti del matto e di non chiederti scusa, affermando sfacciatamente che io non l’ho mai detto, cosa che tutti sanno non vera.

Portare la campagna elettorale a livello di insulti ha poi due vantaggi.
primo : ci saranno elettori-spettatori che voteranno il politico piu’ bravo nell’insultare, cioe’ quegli elettori che, convinti di aver capito cosa giudicare, giudicheranno chi ha vinto il duello del miglior insulto
secondo : si evita cosi’ di entrare in quei discorsi sgradevoli del tipo "come governero’ " o tipo "come ho governato", discorsi che rischiano di risvegliare la razionalita’ degli elettori.

Geri Steve


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