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LA " CONTADINA DI BRA " ?
Lurida serva di sion, di wall street e dei nazisti croati, finta pacifista, essere immondo.
Ma quale figlia di contadini, il padre era amministratore di azienda agricola e poi commerciante di legname, quindi origini piccolo-medio borghesi, bugiarda di .erda. Tant´è che i genitori poterono permettersi di mandarla al classico, che notoriamente non ha mai visto figli di contadini sui banchi ! Per non parlare della laurea alla Bocconi, nota università privata costosissima piena di figli di contadini ! Ma vaff...
Notate come per la sionazi bonino si mostri tutta la cartella clinica, per l´antisionazi Dibba segreto militare da 15 giorni...Mmmm...
1. " Nata a Bra (CN), in una famiglia piccolo borghese[7], secondogenita di Filippo Bonino e Catterina Barge, vive i suoi primi anni in una fattoria nelle campagne di Bra, con la sorella maggiore Domenica e il fratello minore Giovanni.[8] Nel 1954 la famiglia lascia l’azienda agricola" : dunque era un´azienda, non campicello di poveri contadini ; ed era famiglia piccoloborghese non contadina : https://it.wikipedia.org/wiki/Emma_Bonino
ITINERARIO E PRIGIONI
La fuga inizia dalla scena del crimine su per via Stresa alta direzione via Trionfale : decine di oculari lo attestano. Il rebus qui è solo, perché fanno il giro di peppe che allunga di 500 metri, quando potevano raggiungere la Trionfale direttamente da Fani alta. Perché perdere secondi preziosi quando tutto si gioca sul filo del rasoio e dei secondi ? Ipotizzo due ragioni : 1. togliersi da via Fani quanto prima, ed evitare così eventuale polizia sfuggita alla controbonifica di regime, che possa venir giù da Fani : immettersi dunque sulla Trionfale lontano da Fani, sì da mimetizzarsi nel traffico intenso della grande arteria. 2. Raccattare il falso testimone Buttazzo.
Presa la Trionfale direzione centro, le 3 vetture del convoglio (132, 128 blu e bianca) svoltano a destra in via Carlo Belli, attestate dall´oculare Scarpato che sta sul balcone proprio lì e nota le due 128 che arrivano a tutta manetta e paletta svicolando nel traffico, e prendono Belli. Non menziona la 132 che sicuramente aveva svoltato già con piccolo anticipo, perché la successiva oculare di questa catena testimoniale, la Iole Dordoni, vede il convoglio che a tutta velocità le viene incontro dall´angolo Trionfale 132 in testa : la Dordoni sta nel punto di intersezione tra Belli e via Marcello Casale De Bustis. La signora vede le 3 macchine che superano la catena (o sbarra e catena) posta su De Bustis angolo via Gherzi, e tirano dritte giù per via Massimi troncone che porta a via Serranti. Bypassando dunque la svolta a sx per il troncone di Massimi dove c´è il 91 (quello che porta a piazza Ennio), troncone dove Moro e gli assassini NON METTONO PIEDE. Cade pertanto la fabula della prigione al 91, IOR etc., che si rivela puro depistaggio nato nel ´78 in ambito P2-GDF piduista- etc. Nessuna prigione al 91.
Nessuna prigione alla Balduina : Di Donato depista e lo stiamo per provare. L´oculare successiva è la signora Anna De Luca in Angelini che ha il giardino proprio adiacente alla sbarra, e da pochi metri vede e conferma che le 3 macchine filano dritto giù verso Serranti e non girano per il 91. Come non girano, puntualizza la Dordoni, nemmeno a destra per il vialetto del 114 di via Massimi angolo Villa Rossini, dove NON c´era tra l´altro affatto ancora la Loyola, né alcun cantiere come supponeva a k di cane lo Zatti. Cose che accertai anni fa con Suor Laura archivista dell´ordine religioso del 114 - se solo mi si leggesse.
Attenzione ora : ad altezza via Giancarlo Bitossi, il convoglio si divide : la 132 svolta a sx per Bitossi, attestata dall´oculare Elsa Maria Stocco. Le due 128 filano diritto per Serranti e quindi piazza Madonna del Cenacolo : è matematico dunque, che la 132 NON portava Moro e NON ha partecipato al trasbordo di Moro nel pulmino, altrimenti non avrebbe avuto il tempo di arrivare a Calvo 1 prima, ben prima delle 9,23 quando il brogliaccio della sala operativa comunica la notizia di Squalo 4 sul ritrovamento della macchina dei terroristi. TeX il poliziotto della suddetta volante della Squadra Mobile da me rintracciato ad ottobre 2023, attesta nel primo docu ma me ideato e curato, che loro avvistarono 3 ragazzi in fuga altezza scalette a via Prisciano, mentre i poliziotti passavano sulla Trionfale angolo Prisciano. E siccome per arrivare da lì a Calvo sosta a Prisciano lato piazzale Medaglie d´Oro compresa (vedi docu) non ci vogliono meno di 6 o 7 minuti nemmeno a tutta manetta e paletta e sirena, chiaro che la 132 parcheggia a Calvo non oltre le 9,15.
Sono pertanto le due 128 ad effettuare il trasbordo assieme al pulmino - con tutta probabilità, a piazza Madonna del Cenacolo come vuole il memoriale morucci per una volta eccezionalmente veritiero, nonostante le pur giuste ma teoriche obiezioni di Alfredo Carlo Moro 1998. Lo dico perché ho 3 testimonianze su Madonna che vi riferirò a suo tempo in altra sede. La Balzerani e Casimirri, entrambi della 128 bianca, rivelarono di aver visto l´ultima volta Moro al trabordo nel pulmino : perché Moro era con loro nella bianca, con ogni probabilità fin da Fani.
A questo punto, il pulmino 850 Fiat con Moro dentro imbocca via della Balduina a scendere, che prosegue cambiando nome in via Ugo De Carolis. Scorta il pulmino almeno la 128 blu, teste TeX che li incrocia a De Carolis mentre Squalo sale verso Calvo. Pochi secondi dopo, l´ultimo oculare della fuga è il calzolaio Giuseppe Schiavone di via Romeo Rodriguez Pereira quasi angolo Largo Damiano Chiesa : lui nota solo il pulmino, che gli scorre davanti agli occhi in direzione Pineta Sacchetti. Purtoppo non può vedere, coperto dal palazzo d´angolo, se gli assassini infilino la pineta o se svoltino prima.
Da qui solo ipotesi ma una certezza importantissima : l´unica possibilità per chi voglia recarsi al Portuense - via Montalcini da largo Chiesa è svoltare a sinistra per via Mario Fascetti. Ed è questo che morucci e faranda propaleranno ad un Imposimato ormai terrorizzato dall´assassinio del fratello dell´11.10.83, e desideroso di chiudere l´istruttoria Moro e fuggire all´estero come farà. Ma io ho scoperto sugli atti CM e confermato con ricognizioni in situ, che Fascetti già all´epoca dei 55 era chiusa da catena ! Oltre ad essere una via privata stretta ma a doppio senso di circolazione, quindi col rischio di rimanere bloccati a lungo da veicolo in senso contrario : insomma, la logica qui è probatoria : sono circa le 9,20 ormai, allarme dato a tutte le forze dell´ordine da tempo, non è concepibile un´altra sosta con tronchesi dopo quella di de Bustis, né il rischio di restare incastrati dal camion della nettezza urbana ! Resta pertanto una sola possibilità : che il pulmino con una o entrambe le 128 abbia infilato la pineta : e quando ne esci dall´altro lato su via della Pineta Sacchetti, sei quasi a forte braschi sede sismi e RUD-gladio nonché CIA.
ALETH
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MISTERO DIBBA
Dibba : dopo ben 16 giorni, nessuna trasparenza, mistero e segretezza totali : nessuna diagnosi resa pubblica. Come escludere scenari come avvelenamento criminale da parte del mossad ad esempio ? Per la bonino, serva di sion e di wall street, si sa tutta la cartella clinica, e così per conte. Per Dibba, segreto militare da più di 2 settimane, roba da nomenklatura sovietica.
Sento puzza di mossad...esami tossicologici subito. Esami del livello di radioattività subito.
Insospettisce anche la sequenza temporale : prima fanno fuori Ranucci da Report, poi malore grave per Dibba...
Tutti dobbiamo sapere, quando si tratta di uno dei pochi personaggi pubblici al mondo che osa attaccare i sionazi pubblicamente, e quindi è loro potenziale bersaglio.
Nemmeno una parola su quel che gli sarebbe accaduto a Cuba.
Mmm...
L´hanno messo fuori gioco politicamente, perché se davvero fu ictus o rottura di aneurisma cerebrale (eventi rari a 48 anni, e comunque inducibili criminalmente), resterà almeno parzialmente disabile a vita, e cmq impossibilitato a fare politica e attivismo antisionazi con la stessa energia di prima.
E tutto questo guarda caso, alla vigilia dell´anno delle politiche...
Un eventuale attentato non è cosa privata ma di preminente interesse collettivo.
Siamo arrivati al punto, oggi 12.9.2026. che l´associazione schierarsi sulla sua pagina fb invita fotografi, giornalisti e fan a stare alla larga dall´ospedale ora che Dibba è tornato in Italia ! :
„ Chiediamo agli amici, ai sostenitori di Alessandro Di Battista e agli operatori dell’informazione di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità.
Invitiamo inoltre tutti a mantenere la massima prudenza e discrezione nella diffusione di fotografie, video, notizie e informazioni che riguardino Alessandro e la sua situazione personale.
Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora. „ :
non avete condiviso nulla finora su cosa diavolo sia successo a Dibba ! Si ha la netta sensazione che famiglia e medici e lo stesso Dibba siano stati imbavagliati.
Qui ci dev´essere qc di molto sinistro sotto.
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CHIUDO LAPORTA
Le 4 fratture non han nulla a che vedere con presunte inesistenti torture, giacché la relazione medicolegale non riscontra alcuna lesione cutanea attribuibile a tortura.
L´edema è un normale fenomeno postmortem, non attribuibile a percosse per mancanza di lesioni sulla superficie del cranio.
L´esplosivo nell´auto fu bufala depistante del procuratore de matteo che la passò al giornalista chiodi che senza factchecking la passò 40 anni dopo a laporta che senza factchecking la strombazza come se fosse verità acclarata : fake news smentita dagli artificieri che ispezionarono l´auto senza trovare alcuna bomba.
La balistica di Fani spiega benissimo perché Moro restò illeso : alla 130 non furono sparate raffiche dalla distanza ma solo da vicinissimo come provano i tatuaggi (segno di colpo ravvicinato) sull´emifaccia sn di Ricci.
I testimoni di Moro a Fani sono almeno 4 : abbiamo la Conti, Marini, Caliò, Evadini.
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GALLINARI SMENTISCE MASSIMI
In articolo de La Stampa di Grignetti del 2.8.2026, si narra che quando Gallinari giunse latitante a casa di Milioni/Salvetti mesi dopo il sequestro,
" «Gallinari, lo chiamo sin d’ora così, visitò la casa e sembrò ritenerla idonea alle sue esigenze. Notò in particolare che c’era la possibilità di accedere al palazzo dal retro, tramite il cancello del garage che dava praticamente su una stradina non frequentata. Prima di scegliere se venire da noi, ci chiese se eravamo disponibili a cercare un appartamento in affitto. Effettivamente ne visionammo anche uno mi sembra in zona Tiburtina. Ma alla fine Gallinari decise che la nostra casa andava bene. Volle tanto le chiavi di casa quanto quelle della cantina». :
se questo è accurato e veridico (è Milioni a parlare), allora è l´ennesima prova che Massimi 91 non fu mai prigione di Moro, altrimenti Gallinari, uno dei carcerieri di Moro stando alla narrativa ufficiale, non avrebbe avuto alcun bisogno di visitare la casa prima di decidere giacché l´avrebbe conosciuta già a memoria per avervi passato 55 giorni con Moro.
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