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Westworld 2x03: La recensione di "Virtù e Fortuna"

 Ancora prima della messa in onda di Westworld 2, c'è stata anticipata l'esistenza di altri parchi oltre quello western che bene abbiamo conosciuto lo scorso anno. Shogun World è stato quello più pubblicizzato e quello che in assoluto siamo più curiosi di vedere, visto che l'episodio lo presenterà sarà interamente in giapponese e sarà svolto completamente in quel nuovo mondo.

Vedendo l'inizio di Westworld 2x03 si ha quasi la sensazione che finalmente sia arrivato il momento di entrare in Shogun World, ma non è così. L'inizio del nuovo episodio di Westworld ci catapulta in un'area del parco che non avevamo mai visto, ma di cui avevamo intuito l'esistenza grazie a vari "indizi" incontrati all'interno del parco: Raja World .

 Vi è stata ricostruita l'India nel periodo in cui era una colonia britannica ed il dominio inglese era quasi una dittatura. In questo luogo, ancora più che nel parco western, gli ospiti la fanno da padroni e passano le giornate sorseggiando il thè sotto splendidi gazebo, cacciando tigri robot e facendosi ovviamente servire e riverire da schiavi muniti di turbante. In questo luogo sembra ancora più marcata la somiglianza tra gli ospiti e gli umani, è infatti uno dei passatempi più in voga cercare di capire chi è umano e chi non lo è. Spesso con metodi un po' "violenti" ma nel mondo di Westworld ormai niente ci stupisce più.

Anche in Raja World, come nelle altre aree del parco, d'improvviso inizia la rivolta degli host. La macchina da presa ci fa seguire le vicende di una ragazza, che subisce l'attacco di una feroce tigre robot che avevamo già visto apparire in uno degli episodi precedenti, però completamente distrutta ai lati di un fiume. Chi è questa ragazza che è stata in grado, per il momento, di salvarsi? Possiede una mappa del parco, quindi non è sicuramente un'ospite come tanti. Sarà importante per il futuro? Solo il tempo ce lo dirà...

 La narrazione ci catapulta di nuovo in Westworld e al suo intreccio di linee temporali, anche se poi nel suo svolgimento è più semplice da seguire da quanto questa serie non ci abbia abituati. Dolore riesce finalmente a riunire i Confederados e li manda in pratica a farsi massacrare contro le squadre di sicurezza della Delos. Quindi richiama la sua Orda e li stermina tutti quanti.

Forte e significativo il confronto tra la Dolore sfrontata e senza problemi nel fare massacri, e la personalità di Teddy che ha ancora dubbi nel sporcarsi le mani di sangue. Infatti usando il suo libero arbitrio Teddy lascerà andare alcuni dei compagni che Dolores aveva sentenziato dovessero essere uccisi. Colpisce molto il modo di avanzare dei soldati della Delos, lento ed inesorabile; ma che non riesce a spazzare via gli host in maniera così facile come pensava di poter fare. quella che doveva essere una sequenza di battaglia piena di phatos ne esce fortemente ridimensionata...forse westworld dovrebbe imparare a fare le battaglie epiche da Game of Thrones a cui spesso strizza l'occhio. 

 Fantastica l'interpretazione di Evan Rachel Wood, che fa veramente venire i brividi nella sua abilità di farci provare empatia con la complessità del suo carattere risultato delle fusioni della personalità di Wyatt e Dolores. Così ci capita di essere violenti come Wyatt nel voler far fuori i nemici che stanno arrivando con quelle strane armi, e provare una tenerezza infinita quando Dolores emerge, forse per il bisogno estremo di provare a se stessa di non essere stata solo uno svago per gli umani, e diventa tenera e protettiva con un padre che pur sapendo non essere realmente il suo ha bisogno di percepire come tale.

Una menzione speciale merita anche il personaggio di Bernard Lowe, che pur essendo cosciente del suo ruolo di androide non può fare a meno di continuare a seguire ciò che fanno gli umani, che ancora non sono consapevoli della sua vera natura. Un attore Louis Herthum che lascia con i brividi ogni volta quando lo vediamo passare dalla rigidità delle sue convizioni, al malfunzionamento che lo riporta alla realtà...lui è solo una macchina anche se a volte non sembra accettarlo o rendersene conto.

Scopriamo che Charlotte ancora non è riuscita a prendere Peter Abernathy, quando vi riesce poi Dolore si getta all'inseguimento per riprendere suo padre...ma perchè la Delos vuole a tutti i costi recuperarlo? Cosa ci sarà di tanto prezioso nella sua mente? Bernard che prova ad entrare in lui per "ripararlo" rimane sconvolto, che sia, come sostengono su reddi, un piano per sostituire con degli host le persone più facoltose del mondo?

Interessante il confronto tra Dolore e Bernard: "C'è della bellezza in quello che siamo. Non dovremmo provare a sopravvivere?"

Ma lui è pieno di dubbi al riguardo: "Quanto è realmente frutto della voglia di Dolores/Wyatt di definire chi è lei, chi sono loro e proteggerli e quanto è frutto della programmazione che le ha dato Robert?"

 Un dubbio che ben si evidenzia nel dialogo tra Lee ed Hector.

L'host è sicuro di provare dei sentimenti per Maeve, ma rimane molto male quando Lee gli fa capire che le belle parole con cui esprime ciò che prova gliele ha messe lui nella mente programmandolo.

Hector, Maeve e Lee nel loro viaggionel parco arrivano a contatto con alcuni residenti della Ghost Nation, che stranamente non rispondono ai comandi di Maeve. Lee li conduce ad un'ascensore che li porta sottoterra nella rete di tunnel della Delos. Dal nulla spunta Armistice, letale come non mai (fantastica la citazione a Game of Thrones che pronuncia Hector vedendola "Lei ha un drago..."). Maeve ritrova anche Felix e Sylvester, che decide di portare con loro. La comitiva quindi torna in superficie, sono molto lontani dal centro di controllo del parco. Qualocosa però non va come dovrebbe: Lee trova la testa di un Samurai sotto la neve. All'improvviso esce da un cespuglio un samurai con una spada pronto a colpirli.....

Non pervenuto in questo episodio l'Uomo in Nero,che al momento è in giro per il Parco assieme a Lawrence alla ricerca della misteriosa Porta a cui vuole farlo arrivare Robert col suo gioco. 

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