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Unione Europea: perché conviene

Dell'Unione Europea in Italia abbiamo una conoscenza frammentaria e piena di lacune. I politici più europeisti ci espongono i valori dell'Unione o presunti tali. Spesso lo fanno per raccogliere consenso. 

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D'altra parte in Italia spesso facciamo fatica a capire le istituzioni italiane e ci dobbiamo fidare dei politici che sempre allo scopo di raccogliere consenso esaltano la nostra Costituzione. Nel frattempo il paese fra organi dello stato, regioni, province e comuni fa fatica a orientarsi. Proviamo a spiegare in breve le istituzioni dell'Unione Europea e perché a un paese come il nostro conviene farne parte e impegnarsi a partecipare. L'Unione europea ha tre istituzioni principali: la Commissione, il Parlamento e il Consiglio. La prima è il braccio operativo, chiamata a farne rispettate i regolamenti e a proporre nuove iniziative. Il Parlamento elegge la Commissione e formula i nuovi regolamenti insieme al Consiglio. Il Consiglio è rappresentato dai capi di stato e governo dei 27 paesi o dai loro ministri. Nel Parlamento da molti anni ha la maggioranza una alleanza fra il partito popolare - di centro, moderato, spesso di ispirazione cristiana - e il partito socialista - che raccoglie le sinistre europee. Il Consiglio può votare o a maggioranza o all'unanimità. Quest' ultimo aspetto in particolare fa sì che anche i paesi più piccoli hanno un loro peso e bisogna raggiungere faticosi compromessi. Il nostro paese ha una struttura economica caratterizzata da una vocazione all'esportazione e da un pesante debito pubblico: oltre duemila e ottocentomilardi di euro. Inoltre gli italiani per vari motivi spesso emigrano. La metà delle nostre esportazioni sono rivolte agli altri paesi dell'Unione. Circa trecento miliardi ogni anno che confluiscono nelle nostre aziende che danno posti di lavoro e pagano le tasse. Un quarto del nostro debito pubblico in epoca Draghi è stato acquistato dalla banca Europea che non ci faceva pagare gli interessi. L'Unione facilità enormemente l'emigrazione fra i paesi UE. Si chiama libera circolazione. Se a noi danno fastidio alcune decisioni dell' Unione o atteggiamenti dei singoli stati nei nostri confronti vale anche il contrario. Il nostro debito pubblico per esempio da fastidio a tutti i paesi che hanno accettato l'euro. In particolare i cosiddetti paesi frugali. Quelli che i debiti non li vogliono. Quando siamo entrati nell' euro venti anni fa avevamo un debito di 1300 miliardi di euro e ci siamo impegnati a dimezzarlo in venti anni. Adesso è di 2800 miliardi. Più che raddoppiato. Il bilancio dell'Unione: si parla spesso di fondi dell' Unione che noi non riusciamo a spendere o ottenere. Da dove vengono i soldi? Vengono da tutti i paesi, Italia compresa. Noi versiamo all'Unione e l'Unione detratte le spese di funzionamento dei vari organi li restituisce sottoforma di finanziamenti di progetti - che noi spesso facciamo fatica a utilizzare. Solo di recente l'Unione per finanziare la transizione energetica ha contratto debiti che alle dovute scadenze dovrà restituire. Rimane il fatto che anche grazie a questa istituzione da ottanta anni non abbiamo conflitti e che nelle trattative con blocchi di altri paesi o grandi potenze, insieme si ottiene di più che separatamente.

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