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Una perfetta confusione

Quando si mandano le truppe dove non si è capaci di capire la situazione: locale, culturale e politica, si favoriscono alleanze con soggetti corrotti ed impresentabili, utili a fare sorgere la reazione contro le truppe d’invasione. Ora un rigurgito del Daesh inutilmente sconfitto in Siria e Iraq prenderà il sopravvento sulla stremata e forse indifferente popolazione civile (quella vera).

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Ricordiamo il prezzo dell’occupazione per la nostra amata e dissennata Patria:

– 53 morti;

– 723 feriti;

– 8 miliardi di Euro.

A che pro?

“La storia ci insegna costantemente quante minacce vi siano alla libertà e quanti sacrifici sono richiesti per conquistarla. Ci indica anche che si tratta di un bene indivisibile tra le donne e gli uomini di ogni Continente. Ci rendiamo conto di quanto la mancanza di libertà o la perdita di essa in altri luoghi del mondo colpisca la nostra coscienza e incida sulla comune convivenza nella sempre più integrata comunità mondiale. Nuove sfide si pongono, quindi, continuamente davanti a noi”. (Sergio Mattarella)

Ogni volta che si è parlato o si parla di Afghanistan, in questi anni, i temi erano e sono gli stessi: guerra, violenza e traffico di droga. Del popolo Afgano non si è, quasi mai, trattato: un torto nel torto. Oggi gli attentati, di cui non si capisce la matrice, aggiungono confusione a una situazione assolutamente opaca in cui l’unica vittima sicura è il popolo Afgano che continua a vivere nel terrore e nell’incertezza. Ciò che a me appare lampante è il definitivo abbandono dei traditori del Popolo, da parte delle forze di occupazione, che li hanno usati senza scrupoli e, che pure hanno avuto la loro quota di sangue versato. La strategia della confusione è ancora una volta perfetta, forse lascia tracce anche nella mia analisi.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Giacomo Nigro (---.---.---.244) 30 agosto 21:25
    Giacomo Nigro

    Ora i Talebani devono riuscire la dove Russi e Americani hanno fallito. Dovranno superare le divisioni e dimostrare di saper amministrare un Paese che fa gola a troppi "imperi" che pure spesso si sono scornati contro il duro Paese degli aquiloni.

  • Di Giacomo Nigro (---.---.---.244) 31 agosto 05:44
    Giacomo Nigro

    Vivo di curiosità da soddisfare: l’Afghanistan è per me un mistero come la luce quasi accecante che ne illumina le pietre, come la magia delle corse sui cavalli a contendersi una capra che ho visto in un documentario, o l’aspetto nostalgico di un esule che rivive, in un libro di meraviglie, le gare con gli aquiloni che solcano l’azzurro.

  • Di Giacomo Nigro (---.---.---.29) 11 settembre 13:08
    Giacomo Nigro

    Trentadue richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan sono bloccati al confine con la Polonia e la Bielorussia da settimane, con accesso limitato ad acqua, cibo, alloggi adeguati e cure mediche.

     

    Tra loro ci sono 27 uomini, quattro donne e una ragazza di 15 anni.

     

    Le guardie di frontiera dei due paesi li hanno confinati in una striscia di terra al confine, impedendo l’accesso ad avvocati, operatori sanitari e osservatori sui diritti umani.

     

    Il 25 agosto, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha emesso misure provvisorie e ha chiesto alle autorità polacche di fornire al gruppo cibo, acqua, vestiti, cure mediche adeguate e, se possibile, un rifugio temporaneo. Al 2 settembre, le autorità polacche non hanno rispettato tale ordinanza.  

     

    Tutti hanno diritto di cercare asilo secondo gli strumenti di diritto internazionale ed europeo.

     

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