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Una pazzia

Salvini dice che il naufragio della nave piena di migranti (8 morti) del 19 marzo è finto, organizzato dalle ONG e dai trafficanti (insieme!!) per convincere i 5S di votare a favore del processo contro di lui.

La stampa parla di cinismo, di una totale assenza di pietà, di propaganda, di una strumentalizzazione di un dramma, di un circo mediatico, ed anche, di paranoia. A me, la parola "paranoia" è immediatamente venuta in mente, nel suo senso clinico, pericoloso.

Mi interessa usare l'analisi di Daniel Sibony, intelligente filosofo e psicanalista (due dottorati). Spiega chiaramente che la paranoia non è solo un sentimento di persecuzione. Ci sono delle varianti che portano ad essere persecutore, megalomane. Porta a pensare che siamo il meglio del mondo. Un'altra variante è l'erotomania. Ovviamente Freud ne ha parlato. La paranoia è anche una paura. C'è la necessità di affermare l'opposto dell'oggetto impressionante usando il pretesto della persecuzione. Il paranoiaco non si appesantisce di verità per dimostrare qualcosa.

Comunque, la paranoia è un delirio, proprio come la gelosia. Comporta anche, e tanto, un'esigenza di protezione narcissica. Mi sembra molto significativo l'esempio dato da Daniel Sibony, di questo avvocato, nel '800. Aveva una paura estrema degli omosessuali. E' arrivato al punto di dire che i raggi del sole si fossero insinuati nel suo ano. 

Insomma la paranoia corrisponde anche ad una paura di perdere la sua propria identità. C'è uno spavento di perdere il suo quadro identitario. La rabbia ne è tanto più forte. Ovvio porta a commettere della bassezze. Staline, Hitler, Kim, Trump sono dei paranoici. Queste persone non vedono fatto storici o sociali, ma azioni pianificati di gente malefica.

Una domanda interessante è: perché i paranoici si mantegono al potere anche quando ci sono per via legale? Un'altra: perché gli elettori scelgono un tiranno? Su guykarl.com l'autore consiglia di rileggerre Etienne de la Boétie, "De la servitude volontaire" e la analisi di Wilhem Reich su il desiderio di fascismo. Se non abbiamo bisogno di spiegazioni su questo desiderio accertato in questi tempi, dobbiamo riconoscere che mettersi tra i denti di Salvini, corrisponde ad una servitudine, peggio, ad una complicità delle sue idee inaccetabile. Quindi, come lo dice molto bene questo autore, le possibilità regalate a Salvini in questo caso vengono dal divorzio tra i dirigenti e i cittadini, dal rigetto della politica, lo chiama a ragione il disastro democratico. Ed è inquietante.

Nella paranoia il superego è onnipresente. Ma Freud vede in essa una pulsione di morte devastante. E' la banalità del narcissismo che produce il male il più terribile. disse Christian Fierens alla Giornata della Psicanalisi 2018 a Draguignan. Il paranoia è spesso convincente ed usa la politica come uno sfogo. E' incapace di guardare in se stesso. Non è per niente che si parla di follia lucida con un'intensità esplosiva quando contamina il popolo. Vi lascerete conteminare?

Françoise Beck

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