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Un racconto indimenticabile: Cetti Curfino

Una donna, poco più che quarantenne, chiusa in carcere per un “tremendo” delitto.
Un giovane giornalista free lance alla ricerca di una storia importante.
Questi i due principali personaggi dell’ultimo romanzo di Massimo Maugeri.

Una donna, poco più che quarantenne, chiusa in carcere per un “tremendo” delitto.
Un giovane giornalista free lance alla ricerca di una storia importante.
Questi i due principali personaggi dell’ultimo romanzo di Massimo Maugeri (Cetti Curfino, ed. La nave di Teseo). Un romanzo - e capita sempre più di rado, che ha il merito di prenderti fin dalle prime pagine e di non lasciarti più, neanche dopo aver finito e chiuso il libro.

La storia della protagonista, difatti, è coinvolgente e commovente, ma soprattutto suscita indignazione, perché – nonostante sia ambientata in questi primi anni del nuovo millennio, descrive una condizione femminile incresciosa, deplorevole, imbarazzante? No, semplicemente assurda.
Una condizione, quella di Cetti (ma non solo la sua, purtroppo), che colloca la donna in un ambito di solo servizio, al Cover Cetti Curfinoconiuge e alla famiglia. Per lei non è ipotizzabile, né tantomeno immaginabile, un ruolo alternativo che risponda a un suo personale desiderio/interesse, per lei nessuna possibilità di realizzazione professionale, tantomeno di studio e crescita culturale, inconcepibile anche una pur minima affermazione di sé.

E tutto questo lo scopriamo pagina dopo pagina, man mano che Maugeri – con sensibilità e delicatezza, dipana la vicenda umana del suo personaggio. Così dalla sua voce e dai suoi scritti, veniamo a sapere che rimasta vedova con un figlio, senza una pensione né alcun sostegno sociale, Cetti cerca in ogni modo di trovare un lavoro, anche umile ma dignitoso, con il quale sostentare sé e il suo piccolo Seby. Ma oltre alla morte sul lavoro del marito, che non la tutela perché lavoratore “in nero”, la donna vive in un quartiere disagiato, dove la crisi occupazionale morde più forte e il suo futuro precipita verso l’unico mestiere, che la sua bellezza, le consente, quello di “buttana”. Un mestiere che lei non sceglie, ma al quale si rassegna, trascinatavi per i capelli e per fame, dalle voglie libidinose del cognato.

Ma “al peggio non c’è mai fine”…
Il suo destino sembra uscire dalle pagine di quella brutta cronaca che riempie da anni i nostri quotidiani, cronaca che racconta di criminalità e violenza, di spaccio e prostituzione minorile, di corruzione e concussione. Così anche il suo ultimo tentativo, mosso nella speranza di salvezza che ancora la anima, si scontra con il malaffare di un politico. Quest’individuo ributtante, dopo essersi giovato per anni della promozione del marito defunto di Cetti promettendo in cambio un onorevole posto di lavoro per il figlio Seby, non solo si dimostra uno spergiuro ma insulta la donna, per essersi prostituita, e l’accusa persino di disonorare la memoria del coniuge morto.

La tragedia è inevitabile.
Ma questa donna ancora deve conoscere il peggio, quello al quale non può esserci rimedio, quello dal quale non c’è via d’uscita…
Un racconto che, nelle pagine del romanzo di Maugeri, scorre accanto a quello della vita di Andrea e dei suoi sogni infranti. Anche per lui la crisi che attraversiamo rende vana l’aspirazione al giornalismo. Sottopagato e sottostimato, impara a sopravvivere (… ma davvero ci riesce?...), aiutato dall’amore della vecchia zia che lo ha cresciuto, e che in cambio dei suoi sogni gli offre l’opportunità di un lavoro frustrante e mediocre.

Cosa scaturirà dall’incontro tra queste due vite spezzate? L’idea di Andrea di fare di Cetti la protagonista di un libro Massimo Maugeridenuncia si potrà alla fine realizzare? E il crimine commesso da lei, è davvero senza possibilità di assoluzione?
Lascio ai lettori il piacere di addentrarsi in questo romanzo, non prima però di avergli consigliato una sbirciatina nella conclusiva Nota dell’autore. Qui Massimo Maugeri ha inserito una scelta di musiche che potrebbero essere una playng list atta ad accompagnare la lettura del suo racconto, e che rappresentano una specie di inno ai diritti della donna. Diritti calpestati perché, come cantò John Lennon, La donna è il negro del mondo, La donna è la schiava degli schiavi.


Ma, come ho scritto all’inizio, il maggior pregio di questo libro è nel restarti dentro; le difficoltà e il sorriso dei personaggi, le loro vite difficili, ma anche la forza del loro carattere che non li fa rinunciare né rassegnare alle avversità, a quella tragedia che noi come loro attraversiamo, vivendo. Insomma, un gran bel libro, scritto oltretutto in un limpido italiano. Merce, anche questa rara di questi tempi…

 

Cetti Curfino di Massimo Maugeri
Editore La Nave di Teseo
Pagine: 252
Formato cartaceo € 18,00 – Ebook € 9,99

 

Chi è Massimo Maugeri
Massimo Maugeri collabora con le pagine culturali di magazine e quotidiani. Ha ideato e gestisce Letteratitudine (in rete dal 2006), blog letterario d’autore del Gruppo L’Espresso nonché uno dei più noti e seguiti blog letterari italiani, integrato dal quotidiano culturale online LetteratitudineNews.
Dal 2009 cura e conduce una fortunata trasmissione radiofonica culturale di libri e letteratura che ha lo stesso nome del blog, incrociando la propria voce con quella dei più noti scrittori italiani e internazionali.
Ha pubblicato romanzi, racconti e saggi. Il romanzo “Trinacria Park” (Edizioni E/O – Premio Vittorini) è stato inserito da Panorama nell’elenco dei dieci migliori romanzi italiani pubblicati nel 2013. Nel 2017 è uscito il volume “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria) con cui ha celebrato i dieci anni di vita del blog.
Tra i vari riconoscimenti ricevuti: Premio Vittorini, Premio Addamo, Premio Martoglio, Premio Più a Sud di Tunisi, Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino”, Premio Elmo, Premio Promotori della Lettura e del Libro.

 

 

 

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