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Tutto il Grillo che canta

"Storie di Grilli appartengono da sempre al folklore cinese, e quella del bambino che si uccide per potersi reincarnare in un Grillo e salvare così dalla disgrazia il padre che aveva perso un preziosissimo Grillo di un alto magistrato è stata raccontata di generazione in generazione come esempio classico di pietà filiale. Si dice che furono le dame di corte le prime a tenere dei Grilli nascosti sotto i loro cuscini, in alcune piccole gabbie d’oro. Le notti nel palazzo imperiale, sotto il controllo degli eunuchi, erano spesso lunghe e solitarie, e il cantare così intimo dei Grilli era inteso a tener compagnia alle giovani donne e a dar loro un qualche piacere. Si racconta anche che nei tempi antichi catturare Grilli da mandare a corte era una delle corveè che i mandarini di provincia imponevano ai contadini. (...) Col passare del tempo l’abitudine delle dame fu imitata dalla gente comune e, fino alla Rivoluzione culturale, quasi ogni famiglia aveva una piccola cesta di vimini imbottita con dentro una bottiglia di acqua calda, attorno alla quale venivano tenuti i Grilli di inverno, e tante piccole gabbie di bambù dalle forme più varie: un tempio, una barca, una torre, per tenerli in estate. L’abitudine è ripresa nello scorso luglio (ndr 1984), dopo tanti anni si è sentito di nuovo per le strade di Pechino il grido "Guo... guorrr... guo .... guorrr" vociato dai contadini venuti in città con le biciclette cariche di piccole gabbie di bambù, ognuna con un bel Grillo canterino in vendita. (...) Tenere un Grillo significa regalarsi la grande, vecchia, raffinata gioia di sentire in mezzo all’inverno quella sorprendente, calda voce di primavera mentre tutto attorno è freddo, mentre fuori tira vento o nevica. (...)"

da Tiziano Terzani, "La porta proibita", 1984, Tea

Il maiuscolo e il neretto non sono di Terzani, ma miei, ovviamente. Mi sono ritrovato a leggere queste righe poetiche e le pagine che ne seguono in vista del mio prossimo viaggio in Cina, ed ho pensato sorridendo a quale malizia si può nascondere nelle parole, anche se non voluta, come in questo caso. Qualsiasi cosa ne pensiate di quel Grillo, della vicenda Pd, e via dicendo, chissà se anche noi possiamo regalarci la grande, vecchia, raffinata gioia di sentire ancora un grillo cantare in inverno, quando tutto sarà freddo, tirerà vento, le foglie saranno secche, gli alberi spogli.


P.S. Colgo l’occasione per cantare un pochino anch’io anche se è estate, e vi ricordo di prepararvi al 20 settembre, di diffondere l’iniziativa [email protected]!

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