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Tony Palazzo per leggere "Corro nudo"

Tony Palazzo dalle parole ai fatti, alla prosa stampata come spero e speriamo: "Fatti non fummo per vivere di "mi piace", ma qualcuno doveva per forza rompere i coglioni...".E allora?

C'è una proroga di alcuni giorni, che a me è servita per comunicare e sottoscrivere la campagna crowdfunding del suo libro "Corro nudo". Lui è stato ed è un attore, un fotografo, un regista, un pittore... lui vuole essere con tutte le sue forze scrittore e voce narrante di se stesso, aggiungo, se posso, che è un amico che conosco da anni.
"Non so quale sia il modo giusto per comunicare d’aver scritto un libro, perciò ve lo dico così: ho scritto il mio primo libro. E mi sono affidato alla piattaforma di crowdfunding “Produzioni dal basso” per una campagna di raccolta fondi online per finanziarne il progetto di auto pubblicazione iniziato il 6 giugno. Chi volesse saperne di più per sostenere il progetto, ampiamente spiegato all’interno della piattaforma, può facilmente andare sulla pagina del sito cliccando sul seguente link:
http://sostieni.link/22321 Grazie!"

Per chi scorre la sua pagina Facebook, incappa in una serie di video assaggi del suo libro, che stiamo cercando di far pubblicare, recitati da voci amiche professioniste, io so solo scrivere e ci ho provato anche oggi. Grazie a chi condivide sottoscrive fa quel che può per passione artistica, io con molto piacere vi suggerisco di leggere qualcosa e guardare qualcosa che lo riguarda, siamo entrambi cittadini di Capranica e del web, non dimentichiamoci.
 
 

Una mattina ti svegli, ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.Apri il rubinetto del lavandino e spaventato affondi la faccia nelle mani bagnate d'acqua. La sciacqui più e più volte per timore che non bastino a cambiare quello che hai già visto. Scruti la tua faccia ancora bagnata riflessa nello specchio bugiardo e non capisci. Il vetro appannato non riesce a nascondere quel volto improvvisamente sconosciuto. E le gocce pesanti che vi scivolano sopra lasciano delle cicatrici che fanno male. D'un tratto, al diradarsi della condensa, vedi la tua faccia ancora bagnata, senti brividi di freddo e tutto ti è chiaro. È la depressione, quel male a te sconosciuto, entrato nella tua vita come un gas inodore, silenzioso, devastante. Hai dedicato metà della tua esistenza al lavoro dell'attore. Gli anni dell'accademia, il teatro, il cinema, poi più nulla. Arrivi ai cinquant'anni e pensi di raccogliere il frutto del tuo lavoro, dei tuoi sacrifici, delle tue speranze, invece arriva il silenzio; e con il silenzio l'indigenza, il declino, la disperazione. Ogni minuto che respiri diventa faticoso, ostile, insopportabile, perché non v'è logica e non capisci. Sei un combattente, ti aggrappi alla speranza, al pensiero dei tuoi genitori, all'amore incompreso della tua fidanzata, alla scrittura. L'umiliazione è però tanta e il tarlo della depressione intanto lavora. Gli anni passano inesorabili: uno, due, tre, non li conti più. Nessuno più ti cerca, nessuno più ti vuole per un lavoro, e dubiti di essere mai esistito. Sei sempre stato rispettoso, professionale, così come ti hanno insegnato quei vecchi maestri. Nulla. Devi avere sbagliato qualcosa o c'è in te qualcosa di sbagliato. Gli anni diventano otto. Otto lunghi anni senza uno straccio di lavoro. Otto anni in cui ho indagato dentro di me. Otto anni in cui ho riso di me e ho avuto paura. Otto anni che ho tradotto in un libro dove passione e ragione si scontrano alla ricerca del sogno e della logica, senza tralasciare quell'ironia che mi è sempre stata compagna fedele. E se qualcuno leggendo questo libro dovesse trarne giovamento sarebbe per me una grande gioia e giustificazione nell’averlo scritto. Un libro del quale ne ho fatto anche l'adattamento teatrale, estraendone un monologo dedicato all'attore, un monologo duro, aspro, sanguinolento. E mano mano che prendeva "forma" sentivo che lo avrei potuto mettere in scena io stesso. L'idea di tornare a recitare, di respirare nuovamente quelle tavole di palcoscenico calcate con tanta passione agl'inizi della mia vita d'attore, era già da sola linfa vitale; per tornare a vivere, a sperare e a ricominciare dal teatro che è esso stesso vita e logica della vita.

Tony Palazzo

 

 

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