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"Tim Burton: The light and darkness": dal 18 ottobre alla Florence Biennale Art Design

Tim Burton il noto regista statunitense, conosciuto in tutto il mondo per il suo stile gotico, i suoi personaggi bizzarri, né tristi , né felici, malinconici e spesso isolati e le sue scenografie con linee oblique, castelli in rovina e paesaggi deformati. L’uso quasi ossessivo di colori come il bianco ed il nero, l’uso del gotico come un viaggio emotivo, ricorrente nei suoi film.

“TIM BURTON: THE LIGHT AND DARKNESS”, sarà il titolo della mostra personale, curata da Sarah Brown ospitata alla Biennale di Firenze. Tim Burton stesso dà il nome alla mostra richiamando proprio la dialettica luce e oscurità, tema dell’edizione 2025 della Biennale e che evidenzia l’intima sua poetica. La presenza continua di malinconia ed ironia, di sogno ed incubo. Non solo regista, ma artista che con le sue opere ed il suo stile ha sempre messo in rilievo la sua visione, il contrasto tra la luce e l’oscurità, presente nelle arti visive.

Burton non contrappone luce e ombra: le mette in dialogo. I suoi personaggi vivono al confine tra questi due mondi, rivelando che la vera bellezza nasce dall’unione degli opposti. In questo equilibrio, fatto di contrasti visivi e narrativi, prende forma l’inconfondibile universo creativo che lo ha reso unico.

Cinquanta opere all’esposizione, in cinque sale. Una parte è dedicata a opere che conosciamo anzi in cui riconosciamo l’artista e l’altra fatta di opere che non conosciamo, diventando così un occasione imperdibile per gli appassionati.

Disegni, taccuini, album, installazioni, tre enigmatiche creature in resina, illuminate da un sofisticato gioco di luci, nella prima sala, poi “Carousel Room”. La Carousel Room è una sala immersiva situata fra le sale del percorso espositivo, con caratteristiche volte ad accogliere lo spettatore. È illuminata da luci UV (ultraviolette), che accentuano colori fluorescenti e creano un’atmosfera fuori dal tempo. Il pezzo centrale è una giostra (carousel) ideata e realizzata da Burton, che diventa il fulcro visivo e simbolico della stanza. La replica dell’insegna luminosa di Burton, la copia originale al Neon Museum di Las Vegas ed offre un omaggio alla cultura popolare americana. L’ultima sala è la più attesa, quella che ospiterà i modelli autentici dei personaggi del film “Tim Burton’s Sposa Cadavere”, al ventesimo anno della sua uscita. Victory ed Emily, i pupazzi definitivi come li abbiamo visti nel film.

L’ultima sala raccoglie anche i capolavori cinematografici "Beetlejuice", Edward mani di forbice” e “Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas”, presentati con disegni, altri spazi dedicati alla malinconica vena narrativa, tra disegni e proiezioni.

Il 21 ottobre il regista riceverà il premio alla carriera “Lorenzo il magnifico”, in riconoscimento al suo contributo all’arte visiva.Tim Burton riceverà il Premio alla carriera alla Florence Biennale perché il suo lavoro va ben oltre il cinema: è un artista a tutto tondo. Nei suoi film, disegni e installazioni combina luce e oscurità, sogno e incubo, creando un universo visivo unico che ha influenzato intere generazioni. La sua capacità di rendere “bello” ciò che normalmente è considerato inquietante, di dare voce a personaggi diversi e malinconici, e di unire ironia e poesia, lo rende perfettamente in linea con il tema della Biennale 2025. Questo premio riconosce non solo la sua carriera, ma l’impatto duraturo che le sue opere hanno avuto sulla cultura contemporanea e sull’arte in generale.

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