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Sull’attuale era decadente

Il Novecento è ricordato come il secolo in cui la prima metà fu caratterizzata da due sanguinosi conflitti mondiali, la seconda metà invece si caratterizza come quella della ricostruzione delle città distrutte dai bombardamenti e di una nuova politica costituita da importanti accordi economici per garantire un futuro di pace. In parte ci si è riusciti, quantomeno a scongiurare un'altra guerra mondiale, in parte, dagli anni novanta in poi, si sono create condizioni economiche, finanziarie e sociali che hanno provocato enormi disparità economiche e sociali mondiali ben visibili ora, nel corso di questo terzo millennio. La conseguenza è l’attuale era caratterizzata da una nuova pericolosa decadenza generale.

Innegabilmente quella che stiamo vivendo è un’epoca buia e decadente, in tanti aspetti del vivere quotidiano. Un declino che purtroppo possiamo riscontrare in ambito sociale, culturale, politico, economico e persino in quello climatico, con i suoi distruttivi ed evidenti cambiamenti meteorologici. Possiamo percepirlo, respirarlo nell’aria questo nuovo oscurantismo che in maniera sinistra e invadente già incombe sul genere umano totalmente sprofondato in un colpevole sonno delle coscienze e in un generale vuoto di idee e di valori. Un’oscurità che come uno stormo di neri avvoltoi volteggia sulle teste d’un’umanità imbolsita e anestetizzata da decenni di materialismo e di consumismo estremo, di tv commerciali e di martellante disinformazione atta a nascondere le scellerate strategie economiche, finanziarie, politiche ed egemoniche delle più potenti lobby del capitalismo mondiale. Tutto ciò ha generato un’onnipresente propaganda dalle sembianze miti ma molto sottile e potente, che ha propalato e insinuato negli animi questo insano arrivismo e consumismo edonistico a tutti i costi, ricorrendo anche alle sostanze psicotrope, specie nelle giovani menti, ed un improprio desiderio di prodotti di lusso, obbligatoriamente griffati e quindi costosi, da ottenere senza studio e senza ingegno, senza sforzi e senza sacrifici, ma unicamente vendendo o svendendo la propria immagine e anche la propria onorabilità. Un materialismo che ha subdolamente e gradualmente impoverito le nostre coscienze, il nostro pensiero e il nostro linguaggio. Un Mostro Mite che il linguista e saggista Raffaele Simone identifica in questo invadente iper-liberismo, tanto suadente quanto crudele e privo di altruismo ed empatia, che si è instaurato da una quarantina di anni ormai e che subdolamente ha logorato e corrotto le democrazie del mondo. Così ora annaspiamo tutti nelle tenebre come anime in un limbo, sospese tra lo struggente desiderio di effimero e la dolorosa volontà del suo immediato appagamento. Per contrastare simile piano scellerato e antidemocratico adesso serve assolutamente un nuovo illuminismo che risvegli le coscienze e instilli nuovamente nelle menti la necessità umana d’un nutrimento più elevato e spirituale. Dunque quale miglior momento di questo nuovo decadentismo per riscoprire le opere degli Autori illuministi quali: Locke, Kant, Rousseau, Voltaire, Montesquieu, Robespierre? Oppure può essere utile andare a leggere o a rileggere le limpide pagine d’uno scrittore neorealista dal pensiero illuminista come Leonardo Sciascia, che dell’esercizio della ragione e della ricerca della verità fece i suoi verbi. Esiste una cupa incisione dello spagnolo Francisco Goya, che raffigura un uomo addormentato circondato da mostruose creature alate che minacciose gli volteggiano intorno, mentre nell’angolo basso di sinistra campeggia la famosa epigrafe: “Il sonno della ragione genera mostri”. E l’opera letteraria di Sciascia è una continua esortazione al risveglio delle coscienze; è un perenne pungolo all’uso dell’intelletto contrapposto al pregiudizio e all’ignoranza. Oggi più che mai il moderno “Sapere Aude” condensato nell’opera sciasciana e di quella degli illuministi, soprattutto laddove regna l’oscurità e il malaffare, laddove impera l’intrigo e la violenza, è il più prezioso retaggio culturale che i predetti scrittori possano avere consegnato all’umanità.

Angelo Lo Verme

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