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Senza podio la lotta ai cambiamenti climatici

Rapporto Germanwatch 2018 – Un podio vuoto per evidenziare l’assenza di azioni efficaci per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5 gradi. La classifica del Rapporto Germanwatch decreta il fallimento delle politiche per il contenimento dei cambiamenti climatici adottate dai 56 paesi del mondo, oltre all’Unione Europea, responsabili di oltre il 90% del rilascio di gas serra globale. Ricordiamo che lo studio, realizzato in collaborazione con CAN (Climate Action Network International) e New Climate Institute, valuta la performance per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi delle diverse nazioni attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI). Un indicatore composto per il 40% dal trend delle emissioni, per il 20% dallo sviluppo delle rinnovabili, per il 20% dal livello di efficienza energetica e per il restante 20% dalla politica climatica attuata dai governi. Il Rapporto completo è scaricabile qui.

Svezia e Marocco le più virtuose

In assenza di paesi sul podio, la nazione con la migliore posizione è la Svezia, quarta con di 76,28 punti, davanti al Marocco con 70,48 punti, premiato per i forti investimenti sulle rinnovabili e per le ambiziose politiche climatiche. Tra i 14 paesi più virtuosi solo un altro non appartiene al Vecchio Continente, l’India, 11° grazie alle basse emissioni pro-capite e allo sviluppo delle rinnovabili. L’Italia si posiziona con altri 16 paesi nella fascia intermedia della graduatoria di Germanwatch, nello specifico al 23° posto con 58,69 punti dietro a Ucraina, Lussemburgo, Romania, Francia e Brasile. Un arretramento rispetto alla 16° posizione della precedente edizione di Germanwatch dovuto al rallentamento dello sviluppo delle rinnovabili e, soprattutto, all’assenza di una politica climatica nazionale adeguata agli obiettivi di Parigi. In compenso il Bel Paese precede la Germania, 27° e penalizzata dall’ancora alta quota di carbone nella produzione energetica, e la Cina, 33° con 49,60 punti, ultima delle nazioni con giudizio medio, ma in ascesa in graduatoria grazie alla riduzione delle emissioni industriali e residenziali e al programma di sostegno alle rinnovabili.

 

La maglia nera è dell’Arabia Saudita

La classifica dei paesi con valutazioni negative inizia dall’Argentina, 34° con 49,01 punti, che precede la Spagna, l’Austria e altre 11 nazioni tra le quali il Sud Africa e la Polonia. Tra le 13 “cattive”, ossia con giudizio molto negativo, ci sono il Giappone(49° con 40,63 punti), la Russia (52° con 37,59 punti), il Canada (54° con 34,26 punti) e l’Australia (55° con 31,27 punti). A chiudere la classifica con punteggi irrisori sono l’Iran con 23,94 punti, gli Stati Uniti con 18,82 punti che precede l’Arabia Sauditacon appena 8,82 punti, segno della totale indifferenza del paese arabo alla lotta al riscaldamento globale.

In Portogallo le migliori politiche

Il Rapporto Germanwatch comprende pure le classifiche parziali per ogni settore considerato riportando, però, la graduatoria completa solo per l’indicatore relativo alle politiche climatiche. Un comparto dove a emergere è il Portogallo davanti a Francia e Olanda, con l’Italia in 30° posizione e le ultime tre posizioni detenute da Australia, Turchia e Stati Uniti.

Il contenimento delle emissioni dei G20

Per gli altri parametri lo studio riporta soltanto le posizioni dei paesi del G20, comprensiva dell’Unione Europea. Nell’indicatore inerente al contenimento delleemissioni di gas serra la Gran Bretagna risulta la più virtuosa davanti a India e Italia, 3° tra i G20, ma 18° assoluta. Una graduatoria dove i paesi con giudizio molto negativo sono sei: Australia, Cina, Canada, Stati Uniti, Corea del Sud e Arabia Saudita.

Il settore energetico tra i G20

In tema di energia sono due gli indicatori considerati. Nello sviluppo delle energie rinnovabili guida il Brasile che precede Turchia e Italia (20° nella graduatoria assoluta), mentre a chiudere la lista ci sono le “cattive” Argentina, Sud Africa, Arabia Saudita e Russia. È sempre terza (18°) l’Italia nell’ultimo parametro considerato, l’efficienza energetica. Una posizione condivisa con il Brasile e alle spalle di India e Messico. Ultime le solite note: Cina, Turchia, Australia, Stati Uniti, Canada, Corea del Sud e Arabia Saudita.

 
 
 
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