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Saviano scopre che la Lega Nord è razzista

"Ora la Lega è davvero pericolosa" è il titolo del nuovo editoriale di Roberto Saviano pubblicato su l'Espresso nella rubrica che fu di Giorgio Bocca, "l'anti-italiano". "Ora"? Perché solo ora? E ancora su Facebook, sulla pagina de l'Espresso: "Saviano - Ecco perché la nuova Lega mi fa paura". "Nuova" Lega? Dove sta la novità? 

 

«Ora il movimento vuole agglomerare i razzisti, quelli che gioiscono per l'affondamento dei migranti. Scheggia impazzita della democrazia italiana, molto più dei tempi di Bossi»

Forse che ai tempi di Bossi non c'era già chi gioiva per l'affondamento dei barconi (ché i migranti non affondano, semmai annegano) stracolmi di clandestini? Qualche esempio. 

Giancarlo Gentilini, due volte sindaco di Treviso, baluardo leghista in Veneto, che un paio d'anni fa "affermava"

«Bisogna sparare sui gommoni e sulle carrette del mare, logicamente non quando sono ancora piene di clandestini, ma sugli scafisti, anche con un colpo di bazooka, i gommoni vanno distrutti, perché, a un certo punto, bisogna puntare ad altezza d'uomo»

O l’ex Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che con la sua “battuta” alla ministra Kyenge ha svelato al mondo (e a Saviano) il carattere razzista della Lega Nord, che già nel 2006 dichiarava:

«Una salva davanti, una salva dietro al limite delle acque territoriali e vedrete che le barche non partiranno più.» 

Oppure, tanto per restare in famiglia, visto che Saviano cita Bossi, perché non ricordare il carinissimo videogioco ideato dal figlio di quest'ultimo, Renzo: “Rimbalza il clandestino”. L’applicazione era presente sulla pagina ufficiale della Lega Nord su Facebook, gestita - a suo dire - dal Trota in persona. Scopo del gioco, manco a dirlo, “respingere” i barconi di clandestini che si avvicinano all’Italia. Affondandoli? Ma no, bisognava solo cliccare spasmodicamente sulla carretta virtuale finché questa non “spariva” magicamente dallo schermo.

Dopo aver analizzato il “crepuscolo familista di Bossi”, in una dura quanto struggente critica della decadenza della Lega, colpevole di aver dilapidato “il capitale politico accumulato negli anni” (che Saviano riassume nell’“elettorato delle partite Iva” e nel “ceto medio produttivo dell’operoso nord”) l’autore di “Gomorra” ci racconta di come la Lega avrebbe “tradito il suo elettorato”, “agglomerando i razzisti”.

Ora, c’è davvero qualcuno che ha mai creduto (a parte Saviano, naturalmente) che la Lega non fosse un partito razzista? Un partito che non si riassumesse perfettamente nel motto “padroni a casa nostra” o in una frase che il suo fondatore e leader maximo, Umberto Bossi, ha ripetuto più volte: «Gli immigrati hanno dei diritti, però solo a casa loro»? Se non è - ed è sempre stato - razzismo, questo, il più gretto, becero e meschino dei razzismi, allora cos’è? Ce lo spieghi, Roberto Saviano, lui che è sempre disposto a spiegarci ogni cosa.

La Lega è sempre stata “una scheggia impazzita nella nostra democrazia”. I suoi “continui e mal dissimulati incitamenti all'odio razziale” hanno avuto e continuano ad avere “gravi conseguenze”. E non c’era bisogno di aprire un procedimento giudiziario per diffamazione aggravata dall’odio razziale sull’ex Ministro Calderoli per rendersene conto.

Lo stesso Calderoli che nel 2010, riguardo la discussione sul voto agli immigrati affermava senza remore alcuna:

«Un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi».

È lo stesso Bossi, lo stesso Calderoli, lo stesso Borghezio, lo stesso Gentilini. È sempre la stessa Lega Nord. 

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