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 Home page > Attualità > Cronaca > Rosarno: appello contro lo sgombero della tendopoli dei braccianti

Rosarno: appello contro lo sgombero della tendopoli dei braccianti

Gli abitanti della tendopoli di San Ferdinando (tra Rosarno e Gioia Tauro) si stanno organizzando per resistere all'imminente sgombero (18 agosto). 

Finora le rivendicazioni portate avanti con determinazione durante anni di lotte hanno ricevuto come risposta dallo Stato solo violenza e repressione. Alle ripetute richieste di permessi di soggiorno per tutti, contratti regolari, case e trasporti le istituzioni hanno risposto con la predisposizione di un nuovo campo, circondato da recinzioni, controllato da telecamere e con accessi regolati da badge con foto e impronte digitali. Gli abitanti della tendopoli hanno più volte espresso il loro totale rifiuto a vivere in un luogo che assomiglia a un carcere a tutti gli effetti, dove non è lasciato spazio all'autodeterminazione personale e alla libertà di circolazione, per la costruzione e mantenimento del quale sono stati spesi circa 600000 euro. Loro non si arrendono, ed il 18 agosto sono determinati a far sentire la loro voce, a decidere delle proprie vite. Per questo invitano tutti a far conoscere la loro situazione e a supportarli. Ripubblichiamo il loro appello fatto circolare tramite la rete Campagne in lotta.

APPELLO A TUTTE LE PERSONE SFRUTTATE E ARRABBIATE: IL 18 AGOSTO TUTTI E TUTTE A SAN FERDINANDO CONTRO LO SGOMBERO DELLA TENDOPOLI!

Siamo gli abitanti e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria) e vogliamo lanciare un appello a tutta Italia. Questo è un grido di rabbia e dolore contro l'ennessima violenza dello Stato e delle istituzioni nei nostri confronti!

Sono tanti anni che alziamo la testa per chiedere quello che ci spetta per provare ad avere una vita migliore, come ognuno di voi fa ogni giorno. Ma l'unica risposta che abbiamo avuto fino ad oggi è stata violenza, controlli e l'isolamento dentro baracche e tende.

Infatti qui a San Ferdinando lo Stato per la terza volta ha costruito una nuova tendopoli del costo (iniziale) di 625.000 euro!!!! E prevede di spenderne altri 400.000 euro ogni anno per la gestione!!!! Ma questi soldi potevano essere usati in modo diverso, per tutti quelli che vivono in questo territorio, italiani e immigrati! Invece lo Stato ha preferito destinarli tutti da un unico scopo: rinchiudere 550 persone di una prigione!



Non vogliamo più vivere nelle tende, controllati dalle telecamere, con un sistema identificativo per entrare e per uscire e con orari di chiusura e apertura! Inoltre non possiamo neanche cucinare, né decidere quando, come e cosa mangiare, perché all'interno del campo ci sarà una mensa a pagamento, 1,50 euro per ogni pasto!

Siamo stanchi, disperati e arrabbiati perché non veniamo ascoltati e riceviamo solo violenza, razzismo e silenzio! Qui lo Stato lo scorso 9 giugno ha già ammazzato un nostro fratello, Sekine Traore, e adesso se non ce ne andiamo che faranno? Ci ammazzeranno perché ci rifiutiamo di andare a vivere nell'ennesima prigione?

Il 18 agosto inizierà lo sgombero della tendopoli dove viviamo, che sappiamo bene essere un posto orribile, e la conseguente deportazione nel nuovo campo. Ma finchè non ci saranno delle soluzioni reali e le nostre richieste non verranno ascoltate noi da qui non ce andiamo!

Con questo appello vi chiediamo di raggiungerci qui a San Ferdinando, per sostenerci e resistere insieme!

Gli e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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