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Rocco Chinnici: su Rai1, la fiction con Sergio Castellitto sul magistrato ucciso dalla mafia

Era il 29 luglio 1983 quando una fiat 127 esplose in via Pipitone Francesco. A perdere la vita furono il magistrato Rocco Chinnici, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile di via Pipitone, Stefano Li Sacchi. Fu il primo a scoprire i meccanismi del fenomeno mafioso. A interpretare il giudice, l’attore Sergio Castellitto, affiancato da Cristiana Dall’Anna nel ruolo della figlia più grande, Ugo Bentivegna, Manuela Ventura. La regia è affidata a Michele Soavi, noto al pubblico per aver diretto “Ultimo”, la serie di Canale 5.

Sergio Castellitto definisce Rocco Chinnici «un eroe solitario». «Un uomo che nasce nel ‘25 e appartiene alla storia tragica di questo Paese, ma soprattutto il rappresentante di una generazione che non c’è più, nel senso della propria morale, del proprio lavoro inteso come una religione. È uno di quei motori che non si costruiscono più. In una delle rare interviste che rilasciò, al giornalista che gli chiedeva quale comportamento debba avere un magistrato, lui risponde secco: “I magistrati devono lavorare”. Un’essenzialità che ci manca molto in un mondo fatto più di politica parolaia che di parole. Chinnici era uno che parlava poco e agiva».

Il magistrato, amico fraterno di Falcone e Borsellino, fu l’artefice del “pool antimafia”. «Ebbe l’intuizione di creare un gruppo di giovani magistrati, veri geni come Falcone e Borsellino, per farli lavorare insieme e spezzare la logica dell’omertà, la diffidenza che esisteva anche dentro la magistratura. Ma non è diventato un eroe nazionale come loro perché è morto prima della tragica escalation della guerra Stato-mafia e non tutti lo conoscono» spiega l’attore.

La figlia Caterina decide di seguire le orme del padre. «Lo ammiravo molto e sapevo che avrei fatto il suo mestiere. Una passione che mi ha trasmesso sin da quando mi portava in pretura: ho visto nascere il “pool” e ho avuto il privilegio di formarmi anche sotto la guida di Borsellino». «Ho avuto momenti di scoraggiamento, ma la sua morte fu uno stimolo. Lui mi ripeteva: ragiona con la tua testa. Ed è quello che faccio», conclude.

La fiction, prodotta da Rai Fiction e Casanova Multimedia e ispirata al libro della figlia Caterina “È così lieve il tuo bacio sulla fronte”, è forte dell’impegno morale e civile della Rai di riservare un dignitoso tributo a una figura autorevole del nostro paese.

 

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