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Rimpatri in Ruanda, l’Alta corte di Londra prende tempo

L’Alta corte di Londra ha rinviato l’esame di un ricorso sulla legalità delle espulsioni di richiedenti asilo verso il Ruanda.

Una buona notizia considerando, che dopo la sospensione all’ultimo minuto del primo volo, l’attuazione del cinico accordo tra Regno Unito e Ruanda rimane sospesa.

Resta però incredibile l’ostinazione delle autorità britanniche, incuranti del fatto che è palesemente ovvio che molte delle persone che verrebbero trasferite in Ruanda sono fuggite da conflitti e persecuzioni, spesso proprio dagli stati dell’Africa subsahariana.

Inviare persone in un paese a 4000 miglia di distanza da quello dove si avrebbe diritto a chiedere asilo ed essere costretti a farlo in Ruanda, dove la situazione dei diritti umani non è delle migliori, rappresenta una completa abdicazione morale e giuridica agli obblighi di diritto internazionale del Regno Unito.

Le autorità di Londra sostengono che l’accordo con Ruanda darà un colpo al traffico criminale di esseri umani. Purtroppo, è prevedibile che accadrà esattamente il contrario: più si impediscono percorsi legali e sicuri, più si costringono le persone a cercare modi sempre più rischiosi per cercare protezione. I trafficanti ringrazieranno.

 

 

 

 

 

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