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Regionali siciliane: la risposta della gente comune

I primi risultati elettorali provenienti dalla Sicilia sono devastanti.  La politica, a forza di definire antipolitica un movimento di sincero malcontento della gente, ha finito per prendere una randellata senza precedenti. Primo partito in Sicilia, alla luce dei dati, non ancora definitivi, sembra essere il Movimento 5 Stelle di Grillo. Un’intera classe politica è stata bocciata, presa letteralmente a calci nel sedere. Una politica che nonostante fossero così numerosi gli appelli provenienti dalla società civile, affinché si pensasse una volta per sempre alle concrete sorti del paese, ha pensato bene di continuare a interessarsi dei loro sporchi intrecci ed intrallazzi. Questa è la risposta della gente comune, quella gente che stenta ad arrivare a fine mese, quella gente che implorava da tempo una maggiore attenzione alle problematiche sociali ed economiche.

Loro no, hanno pensato, prima di mettere i bastoni tra le ruote del governo Monti, peraltro anch’esso frutto della loro inettitudine, dedicandosi alla sistemazione dei loro interessi personali, strafregandosene sul vero senso della parola della crisi che attanaglia il paese.

Non solo, alla presenza di tanti fatti di corruzione che bene o male hanno investito tutto l’arco parlamentare, non sono stati capaci, una volta per sempre, a darsi una regolata, approvando una seria legge contro la corruzione. La grande preoccupazione oggi è che un risultato elettorale, quale questo della Sicilia, potrebbe spianare la strada ad un paritetico risultato alle prossime consultazioni politiche su scala nazionale.

La preoccupazione non è per la giusta rivendicazione da parte di una maggioranza del paese arrabbiata, offesa e a volte anche vilipesa, quanto per il fatto che alcuni orientamenti su cosa fare in Europa, da parte del Movimento di Grillo, potrebbe portarci in un vicolo cieco. Prima di tutto è da verificare quale tipo di governo si potrebbe configurare, con quali alleanza e soprattutto con quale programma. E’ proprio la preoccupazione che non si abbiano oltre che i numeri, una condivisione sul futuro governativo. Ecco che lo scenario, già visto in Grecia qualche mese fa, potrebbe ripetersi anche qui in Italia andando ad una seconda consultazione elettorale politica, entro giugno del 2013, con conseguenze devastanti per l’economia.

Una strada, quella del buon senso è ancora percorribile anche se i nostri politici, troppo narcotizzati dall’onnipotenza auto conferitasi, non riescono più a guardare oltre il loro naso. E’ dell’altro giorno l’uscita furiosa di Berlusconi contro tutto e tutti, come per dire “muoia Sansone con tutti i filistei”, tanto a lui che cosa gli importa se l’instabilità politica poi apporterà solo un forte peggioramento delle condizioni economiche del paese. 

E cosa dire poi delle primarie del partito democratico, dove l’eventuale vittoria di un candidato anziché apportare unione e condivisione, genererà sicuramente una frattura. Credetemi, le primarie non sono espressione di democrazia, non facciamoci prendere per i fondelli da questi quattro politicanti da tre soldi, le primarie si sono rese necessarie da quanto i partiti non sono stati più capaci di tirar fuori dei veri Politici, su cui contare, aggregarsi e condividerne le strategie. La mancanza di veri uomini dotati di grossa personalità politica e professionale, ha indotto a porre in essere le primarie, segnale evidente di un fallimento della politica alle sue radici. Si proprio così, un fallimento degli apparati direttivi, i quali non sono stati capaci di far crescere e dare spazio alle nuove generazioni. Hanno preferito assegnare scranni e prebende, per fini ben diversi di quelli della crescita culturale, a soggetti che probabilmente non conoscevano che il parlamento italiano si compone di due camere e non di un paio di pied a terre. 

Se oggi questi sono i nostri leader politici, dai quali ancora non si evince ancora un “ravvedimento operoso” come si suol dire in termini di “sanatoria fiscale”, ho la vaga impressione che il futuro che ci aspetta sarà molto ma molto grigio.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.40) 29 ottobre 2012 18:54

    non sono d’accordo le persone che sono state votate nel movimento cinque stelle sono persone preparate , e selezionate con cura .

  • Di (---.---.---.136) 29 ottobre 2012 19:01

    PaoloM.
    L’unico partito che ha vinto le elezioni in Sicilia è quello del non voto (oltre il 50 %) e ciò è un pessimo segnale, ovviamente per la politica, ma anche un indicatore di mancanza di volontà degli elettori di cambiare. Se non si vota si lascia tutto in mano ai "votati", anche se sono la minoranza!

    • Di (---.---.---.173) 29 ottobre 2012 19:34

      Non le viene in mente che più che mancanza di volontà degli elettori di cambiare possa trattarsi di mancanza di una offerta politica credibile?!?

    • Di (---.---.---.188) 30 ottobre 2012 14:35

      In Sicilia hanno votato meno del 50% ma non è la "mancanza di volontà degli elettori di cambiare" è un segno di disillusione e impotenza. Dopo essere andati dietro a tanti venditori di fumo con promesse irrealizzate ma con concreti fatti personali realizzati, l’elettore si è stancato e non vota oppure vota per l’ultimo che ancora lotta per cambiare la politica.

      Beppe Grillo potrebbe essere l’eroe che ci salva da tutto questo schifo che ci circonda

      E dire antipolitica,parlando del M5S, è sbagliato! Chi vuole fare antipolitica non concorre alle elezioni politiche. Chi fa antipolitica la fa per strada con i movimenti e gruppi anarcoidi non va a farla nel Parlamento della Repubblica!

      Detto questo devo ammettere di NON avere votato M5S.

       

       

       

  • Di (---.---.---.173) 29 ottobre 2012 19:31

    Sembra particolarmente contento del modesto risultato di M5s. Il quarto posto di Cancelleri non incide. Ma credo che il fallimento di M5s si misura soprattuto nel non essere riuscito a ridurre - rispetto alla volta precedente - l’astensionismo, che ha drammaticamente superato la soglia psicologica del 50%.

    Fermo restante che condivido la sua feroce critica ai partiti della seconda repubblica, non mi pare che M5s convinca con la sua proposta politica l’elettorato siciliano.

    Come penso che non convincerà l’elettorato italiano il ridicolo programma nazionale di M5s.

    A proposito dottore lei è un pensionato e pergiunta pensionato d’oro. Stia attento a Grillo, forse lei supera la soglia grillina oltre la quale le verrà tolto il di più. Inoltre l’obiettivo della fuoriuscita dall’euro le straccerà ancora di più la sua pensione che da oro diventerà ferro arrugginito.

  • Di Pompeo Maritati (---.---.---.78) 29 ottobre 2012 21:04
    Pompeo Maritati

    Desidero rispondere con ordine ad alcuni commenti che aldilà della condivisone, comunque ringrazio e rispetto.

    Gentile xxx xxx xxx40, non ho minimamente accennato che i Grillini siciliani siano degli incompetenti. Non li conosco, non so chi sono e cosa hanno fatto nella vita, auguro loro di poter dare quel segnale forte che forse noi tutti italiani da tempo stiamo aspettando.
    Al gentile xxx xxx xxx173 dico solo che la mia feroce critica nei confronti dei partiti penso possa essere giustificata dal degrado sociale, economico e soprattutto etico che è sotto gli occhi di tutto. Ciò non deve essere inteso quale partigianeria per il M5S. Da qui alle elezioni politiche son rimasti poco meno di 6 sei mesi, un periodo temporale troppo breve per le inversioni di tendenza ma sufficiente per lanciare segnali di credibile cambiamento. Si approvi una legge seria sulla corruzione, si modifichi la legge elettorale, si comincino a cacciare i "farabutti della politica", si cerchino volti nuovi, professionali e credibili che grazie a Dio in Italia ancora ce ne sono, si rimetta il cittadino al centro dell’attenzione politica e poi vedrà che Grillo altro non sarà che una meteora. Solo che ahimè quanto anzidetto appartiene all’UTOPIA. Vi ringrazio per l’attenzione. 

  • Di paolo (---.---.---.134) 30 ottobre 2012 08:16

    C’è gente che fatica ancora a capire che il primo passo verso la "resurrezione " siciliana era rompere il vaso di Pandora ,mettere la classica zeppa nell’ingranaggio mafioso del consociativismo politico ,dentro il quale ci sono stati tutti , PD e UDC compresi .

    Mettere tredici o quindici (non so quanti saranno ) "deputati " non appartenenti al cerchio magico nel parlamento siciliano è una rivoluzione copernicana e , a prescindere da Crocetta e dal suo reale impegno antimafia,ormai nulla sarà più come prima e la mafia non potrà più celebrare i propri riti di potere indisturbata .

    Era il segnale di civiltà che mi aspettavo dai siciliani e sono sicuro che innescherà un processo di rinnovamento a livello nazionale .
    Il forte assenteismo era scontato ,tra paure e diffidenze non si poteva immaginare che tutto cambiasse d’emblée , ma il segnale c’è stato forte e chiaro .Bravi siciliani !!

    • Di (---.---.---.112) 4 novembre 2012 13:29

      Nell’ottocento i siciliani hanno fatto quattro sanguinose rivolte (1820 - 1848 - 1860 - 1892/4) per liberarsi dai loro oppressori locali alleati dei borboni prima e dei savoia dopo. Nella prima metà del novecento hanno subito diverse altre delusioni cocenti fino a che si sono stancati e si sono fatti corrompere (almeno in maggioranza) dai soldi inviati dalla DC e poi da Berlusconi.
      Il sistema messo su alla fine della seconda guerra mondiale è ormai agli sgoccioli, non è più possibile continuare a corrompere vasti strati di elettori siciliani con il clientelismo perché i soldi sono finiti. Ma nessuno sa indicare come uscire da questo pantano, tantomeno Grillo con le sue sciocchezze sul turismo e agricoltura, per non parlare dei sui suoi rumorosi silenzi sulla mafia. Non c’è da meravigliarsi quindi se la maggioranza dei siciliani ha scelto di non votare, certo se si fossero recati alle urne votando scheda nulla il messaggio sarebbe stato ancora più esplicito, ma è chiaro anche così, anche se Paolo, come tanti italiani, non lo capisce.

  • Di paolo (---.---.---.134) 4 novembre 2012 18:22

    No ,come non lo capisco ,invece lo capisco benissimo . Lo so che Grillo non è la soluzione anche perché nessuno ha una soluzione tou court ,cosi’ come capisco benissimo che il voto mafioso è rimasto in larga parte in standby ,ma l’importante è che il voto siciliano non sia più un monolite ma che esca da schemi precostituiti , che non sia più scontato ma che diventi una variabile sempre meno dipendente dal potere mafioso-politico .E’ un primo passo ma sono sicuro che porta nella direzione giusta. Forza siciliani.

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