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Regicidio in Portogallo

Un gruppo di repubblicani uccise Re Carlo I e il principe Luigi Filippo, duca di Braganza erede al trono del Portogallo.

 
Questo doppio regicidio, che è un esempio emblematico di eversione e di terrorismo istituzionale, è l'atto fondamentale della repubblica portoghese. 

In un periodo di crisi socio politica, questo terribile atto fu il risultato delle crescenti tensioni alimentate dai repubblicani.

Anche se le responsabilità politiche del regicidio non furono mai accertate (nascoste dal regime repubblicano), il regicidio fu pianificato con cura da chi apparteneva al Partito repubblicano Portoghese, che voleva rovesciare il sistema politico esistente.
Appena re Carlos I decise di assumere un ruolo attivo in politica, per cercare di attuare una serie di misure di moralizzazione della vita politica, i repubblicani lo colpirono a morte per eliminare la Monarchia e, senza pietà, uccisero anche il giovane principe ereditario (20 anni).


La morte del re Carlo (figlio di Maria Pia di Savoia), e del principe causarono indignazione in tutta Europa.

La Monarchia riuscì a resistere per ancora 33 mesi (Re Manuele II), poi la repubblica riuscì ad imporsi, causando un'ulteriore escalation della violenza e corruzione nella vita pubblica del paese.

Dopo 105 anni il Regicidio è ancora ben radicato nella memoria storica dei portoghesi, ben consapevoli di quanto la passione politica spericolata, il disprezzo della legalità e la palese sovversione di un regime abbiano distrutto il Portogallo. 

Il regicidio del 1° febbraio delegittima la repubblica del Portogallo (che cerca di nasconderlo), un regime che si impose con la forza e che preso divenne una dittatura militare.

 

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