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Ragazza “curvy”: un nuovo tipo di donna ideale

Sempre più spesso ci imbattiamo in leggi non scritte di cui la società moderna è portavoce: in tema di bellezza, le raccomandazioni sul “dover essere” proprio della dottrina pura, vedrebbero primeggiare <<l’ars estetica>> e il culto del bello a discapito di altre qualità morali che spesso finiscono in secondo piano. 

Malgrado i principali mezzi di comunicazione obblighino, talvolta in modo morboso, a dover raggiungere il top dell’aspetto fisico, un modello <<unico>> dal quale non discostarsi per “appartenere” alla società stessa e per godere del benessere e del successo personale derivante da questo fattore, sembrerebbe che il pubblico maschile propenda per un identikit di donna curvy, piuttosto che per una taglia “44”.

Con il termine <<curvy>> possiamo definire tutte le persone di sesso femminile che si sentono a proprio agio con forme prorompenti, considerate bellissime e sensuali sebbene, per il senso comune, spesso tale epiteto è sinonimo di donna in sovrappeso. Le donne curvy, quindi, sembrano essere sempre più apprezzate dai soggetti maschili, potendo schierare tra le loro fila modelle famose come Ashley Graham, Candice Huffine e Elisa D’Ospina (laureata in Scienze delle Comunicazione con una specializzazione in Psicologia e dedita alla lotta contro i disturbi alimentari), imponendosi come icone di un canone di bellezza non più necessariamente collegato al prototipo della <<skinny girl>> e delle misure del <<90-60-90>>.

Alla stregua di quanto avviene in America, anche in Italia (Bologna) sono nate associazioni di promozione sociale come la <<Curvy Pride>> che si occupa di organizzare eventi e promuovere iniziative (anche legislative) per affermare una pluralità di modelli di bellezza e a salvaguardia della salute femminile, in antitesi dei modelli appariscenti di archetipo femminile che la nostra società consumistica continua a proporre come modello di riferimento, soprattutto adolescenziale.

Secondo lo psicologo indo-americano Devendra Singh (1993), che ha studiato il fenomeno curvy per circa vent’anni, una percentuale di uomini che oscilla fra il 60 e 70 % degli intervistati preferisce una curvy piuttosto che una donna con una struttura esile; congiuntamente al neuroscienziato Platek, i due professionisti hanno verificato che visualizzare mentalmente una figura curvy stimola il circuito di gratificazione, con sviluppi simili alla dipendenza psicofisica derivante dall’assunzione di stupefacenti.

Il trend suscitato dal successo della conformazione tipica “a clessidra” di tale categoria di donne, infatti, sembra presente non solo nel modello derivante dalle società occidentali (e in quello delle riviste <<for men>> americane a maggior ragione) ma è ravvisabile anche in gruppi sociali e contesti etnografici diversi plasmati dalle forze evolutive nel corso di millenni, in cui la reazione di gratificazione a tale prototipo di donna fa inferire che esista una sorta di engramma specifico sepolto nelle menti dei soggetti maschili che motiva tale preferenza.

Secondo Anne Fleszer (2016), scrittrice sul network “LoveDignity.com”, i motivi per cui la scelta maschile ricade sulle curvy sono i seguenti:

– Gli uomini hanno più cuscini “naturali”su cui dormire;

– Le forme femminili sono completamente naturali e non il risultato di interventi di chirurgia plastica additiva;

– I cinque sensi del partner hanno un “territorio” di sensualità più vasto da esplorare;

– Le posizioni sessuali da poter mettere in atto sono più varie, rappresentando delle vere e proprie <<sex bomb>>;

– Gli uomini hanno una maggiore confidenza con la propria partner;

– Il seno e il fondoschiena sono di volume maggiore rispetto alle ragazze skinny;

– Le curvy girls sono più soffici al tatto, apparendo altresì più giovani dell’età che hanno in realtà;

– Le curvy rappresentano uno stereotipo di bellezza “classica” di una donna, che ha il pregio di non giudicarsi negativamente per l’aspetto fisico.

Sempre in argomento, uno studio recentissimo compiuto da Alvarado e Morales (2017) presso il Dipartimento di Psicologia della UNAM in Messico, a conferma di questo trend, è stato rilevato che il sesso forte sia più felice con un alter-ego curvy piuttosto che con una partner magra, rendendolo quantitativamente 10 volte più felice rispetto a quest’ultima tipologia.

La donna curvy, secondo i due esperti, porta inconsciamente ad un atteggiamento di maggiore ottimismo, incentivando la coppia a sorridere di più davanti alle difficoltà quotidiane e sviluppando quel pizzico di autoironia che diventa una risorsa mentale preziosa per dare il giusto peso alle difficoltà quotidiane. Un secondo riscontro è, altresì, lo sviluppo di una maggior inclinazione al problem-solving dimostrando, nei fatti, che la virtù di tale categoria femminile è quella di avere meno complessi e ossessioni per le proprie forme in eccesso (arrivando anche a tollerare la propria cellulite) auto-accettandosi per quello che sono. Le curvy girl, inoltre, renderebbero maggiormente felici i propri partner maschili attraverso un incremento del benessere psicologico di coppia, con un conseguente aumento della propria qualità di vita (QDV) e avendo anche effetti concreti addirittura sulla longevità. Nello stesso anno, un successivo studio compiuto su un campione di 49 donne della Florida da un team di psicologi della Florida State University, accomunate dal desiderio di perdere peso corporeo (che prevedeva la somministrazione tramite PC di una batteria di test che testavano le reazioni psico-fisiche alla visione di modelle sul monitor), ha dimostrato che i soggetti femminili con un peso corporeo “magro” reagivano in modo più ansioso e impulsivo alle immagini somministrate, facendo più confronti speculari fra la propria silhouette e quella della modella sullo schermo, rispetto ai soggetti femminili con un peso corporeo “curvy”, in cui tale reazione non avveniva o era minima. I soggetti curvy, infatti, risultavano meno ansiose e più serene dopo aver visto modelle delle stesse misure sfilare (in una sorta di appagamento inconscio) mentre, in egual misura fra le due categorie di donne, tutti i testati ricordavano meglio le modelle curvy intraviste piuttosto che quelle skinny, evidenziando che il ricordo di tali immagini aveva un processo di codifica mnemonica più profondo.

Sul ruolo di categoria nella società americana, alla ribalta delle luci è venuta Elle Chase (2017), già educatrice sessuale della SFSI e membro dell’ “American College of Sexologist and International Society for the Study’s of Women’s Sexual Health” che, nella sua pubblicazione <<Curvy Girl Sex>> ha coniato ben 101 posizioni sessuali per migliorare la vita sessuale femminile, con illustrazioni e indicazioni che partono dai preliminari fino ad arrivare all’uso dei sex toys. L’americana si presenta alle sue lettrici in veste di sexual trainer allo scopo di ricordare alle utenti di ricordarsi di accettare il proprio corpo e che la sessualità è un diritto umano irrinunciabile: lo slogan del manuale è che ….. <<ognuno è nato per il piacere>> e questo è anche il nostro monito.

 

Tirocinante: Andrea Carbone

Tutor: Fabiana Salucci

 

Sitografia:

https://www.cosmopolitan.com/it/lif...

 

 

https://www.elle.com/it/bellezza-be...

https://www.huffingtonpost.it/annal...

http://www.ilsecoloxix.it/p/magazin...

 

 

https://www.pianetadonna.it/notizie...

https://www.psychologytoday.com/int...

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