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Potere e giustizia nel mondo occidentale

Il professor Carlo Iannello, ha pubblicato un saggio fondamentale, per capire bene il funzionamento della giustizia nell'attuale mondo economico, politico e mediatico europeo (e non solo): "Lo Stato del potere. Politica e diritto ai tempi della post-libertà" (Meltemi, 2025, 239 pagine, euro 18).

In questo saggio possiamo seguire l'ottimo approfondimento dell'autore, che si può sintetizzare in alcune questioni fondamentali: il pensiero liberale ha fondato lo Stato di diritto; John Locke indicava i diritti naturali inalienabili delle persone, i diritti alla libertà e alla proprietà; l'Abbate Sieyès sottolineava che i diritti dei cittadini erano garantiti attraverso il principio rappresentativo nell'assemblea; Montesquieu considerava più che giusta, la fondamentale separazione dei poteri (a p. 33). Purtroppo nel mondo sociale, tutto ha un inizio e tutto ha una fine, e non sempre le cose migliorano.

In teoria uno Stato liberale è nato per garantire i diritti dei cittadini, ma "il potere pubblico si è sempre riservato il diritto di limitare le libertà in modo ampiamente discrezionale, anche in assenza di un effettivo danno ad altri" (p. 34). In un certo senso il potere di un Re veniva quasi sempre limitato in qualche modo; mentre uno Stato risulta spesso troppo invadente. Forse il potere dei re è stato limitato anche per favorire alcuni poteri più o meno nascosti.

Anche tutte le cose inimmaginabili che sono successe, con i vari eccessi mediatici e burocratici dell'epidemia mediatica covidiana, sono chiaramente molto indicative. Oramai siamo arrivati "all'estinzione sostanziale dello Stato democratico, del cui apparato totalitario, tuttavia, l'ideologia del capitale continua ad aver bisogno per realizzare i propri fini" (p. 215). Ma la maggioranza delle persone rimane accerchiata dalle convenzioni sociali e dalla burocrazia istituzionale e aziendale sempre più pervasiva. E la televisione continua a occuparsi dell'importante missione che mira all'intorpidimento mentale. 

Oggigiorno lo Stato contemporaneo si è ridotto "alla sua sola condizione economica... una radicale mercatizzazione della società nel suo complesso, che ha prodotto la neutralizzazione della politica, l'eclissi della libertà, la loro trasformazione in post-libertà; ciò che ha rappresentato una profonda mutazione del fine stesso dello Stato" (p. 216). La libertà è diventata un fenomeno quasi puramente effimero e discorsivo...

Per Santi Romano, magistrato e politico di altri tempi (nato a Palermo nel 1875), lo Stato oggi è "l'unico istituto... fra quelli che l'umanità ha finora conosciuto, che sia in grado di dar vita ad un ordinamento politico che impedisca alla futura società corporativa di ritornare a una costituzione assai simile a quella feudale" (da pag. 218). Ma oggi, i cambiamenti lenti, sempre meno lenti, fanno abituare i cittadini alle loro condizioni sempre più svantaggiose. 

Noi restiamo quello che facciamo. Purtroppo non ci rendiamo conto che facciamo sempre troppe cose a favore delle istituzioni e delle aziende commerciali, e sempre meno cose per noi e per le nostre famiglie. Gli italiani continuano a essere i lavoratori meno pagati in Europa. Quasi nessuno reagisce o dice qualcosa di utile. I sindacati si sono abilmente volatilizzati...

 

Carlo Iannello insegna Diritto Costituzionale, Dirittto pubblico dell'economia, Diritto dell'ambiente e Biodiritto, all'Università della Campania "Luigi Vanvitelli". Inoltre è stato Visiting Professor in alcune università francesi. Sono numerose le sue collaborazioni e pubblicazioni, e risulta consigliere comunale della città di Napoli.

 

Nota molto riflessiva - "Il linguaggio politico è progettato per far sembrare vera la bugia, rispettabile l'omicidio e dare una parvenza di solidità al puro vento" (George Orwell); "La verità è la principale vittima di ogni forma di guerra" (Amian Azzott). Aldo Moro contribuì alla vita pubblica, con due importanti novità costituzionali: l'articolo 9, la difesa statale della Cultura e l'articolo 32, la tutela dell'autonomia personale nelle Cure sanitarie (p. 226).

Nota mediatica - Oggi i potenti temono molto il dissenso e "proliferano agenzie di stampa che si auto-attribuiscono il potere di accreditare qualsiasi informazione come falsa o vera". Del resto oggi le politiche dei vari paesi occidentali "si fondano sul consenso molto di più che nel passato, perché necessitano della collaborazione spontanea dei governati" (p. 221). Come quello che accade con l'adesione "volontaria al mercato libero dell'energia".

Nota economica - Meno i lavoratori vengono pagati, più guadagnano le banche con i mutui. Del resto la "tecno-economia", esprime la sua volontà di potenza, va oltre i limiti e strumentalizza "lo Stato per la realizzazione dei propri scopi" (p. 219; Natalino Irti, professore emerito, presidente dell'Istituto Italiano di Studi Storici, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e socio dell'Istituto Veneto di Scienze).

Nota capitalistica - "L'attuale sistema capitalistico è diventato così fragile che le continue emergenze che si susseguono appaiono come una stampella per evitarne l'implosione" (p. 221).

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