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Pansessualità: l’erotica del dio Pan

Tutti, o quasi, conoscono le distinzioni sessuologiche tra gli individui, differenze basate sul sesso biologico – maschio/femmina – e sull’orientamento – etero/omo/bisessuale – tutti relativi alla categoria di individui da cui si è attratti. Sulla prima distinzione è in corso un ampio dibattito riguardante l’universale, oggettiva validità della connessione tra sesso biologico e genere sessuale, connessione che molti studiosi ritengono essere di natura culturale e psicologica più che biologicamente fondata; in quanto tale sarebbe quindi relativa e non assoluta. Meno noto è il crescente scetticismo scientifico rispetto al concetto di orientamento sessuale.

Sempre più persone mettono in discussione la validità delle classiche categorie in questo senso: si è infatti notato che moltissimi soggetti non rientrano in nessuna o in più categorie, spesso transitando temporaneamente tra l’una e l’altra oppure mostrando caratteristiche miste e non riconducibili ad un semplicistica etichetta, ad esempio quella di bisessuale.

Il fenomeno che più di altri sembra mettere in crisi gli assunti teorici dell’orientamento sessuale è la pansessualità: chi si riconosce in essa sostiene infatti di avere un desiderio che non è vincolato al genere o all’orientamento dell’altro/a, ma è potenzialmente universale: possono ad esempio essere attratti da una donna omosessuale, da un uomo eterosessuale o da un transessuale bisessuale, o altro ancora, sia in momenti distinti che contemporaneamente. Se invece i generi e gli orientamenti oggetto d’attrazione sono molti si parla di polisessualità. Allo stesso modo vi è una sottile distinzione da fare tra la ‘fluidità sessuale’ (Diamond, 2008) e la pansessualità: la prima si riferisce alla variabilità nel corso del tempo ed all’elasticità del proprio orientamento, mentre la seconda descrive chi può essere attratto da qualsiasi genere ed orientamento simultaneamente. Il desiderio è in ogni caso verso uno specifico individuo, non per tutti quelli di un genere o di un orientamento.

In Italia tra i primi a parlare di pansessualità vi fu Mario Mieli (Mieli, 1977), il quale usò questo termine per descrivere l’eros dei bambini molto piccoli, indifferenziato in origine – come è nel modello dello sviluppo psicosessuale di S. Freud (1905), che Mieli cita – e solo successivamente, a suo dire, addestrato e limitato dalla cultura degli adulti per aderire ad un modello di ‘normalità’. In precedenza il termine pansessualità si riferiva invece all’idea, sempre di Freud, che tutte le pulsioni umane avessero una segreta, inconscia natura di tipo sessuale. Un altro fra i nomi più noti legati alla pansessualità è stato quello dell’attore olandese Peter Boom (vedi sitografia), le cui proposte teoriche furono accolte con favore dalla Federazione Europea di Sessuologia.

Il termine pansessualità pare particolarmente adatto a descrivere una tendenza sessuale: oltre ad essere il dio del tutto, Pan era infatti conosciuto nel mito per il suo vasto e focoso desiderio sessuale. Il suo flauto con canne di diversa lunghezza – la Siringa – col quale viene spesso rappresentato, può essere preso oggi come una metafora del modo in cui i pansessuali vivono l’eros: una musica di più note (generi e orientamenti da cui sono attratti), che essi possono far vibrare da sole o insieme, possedendole potenzialmente tutte. Rimanendo nella metafora, viene da chiedersi se tale possibilità sia un dono o se non rischi di generare un caos sonoro, in quanto l’inclusività di tutto nella coscienza, anche degli opposti contraddittori, è uno dei tratti del pensiero psicotico.

Non è un caso, forse, che la mitologia racconti della stretta amicizia tra Pan e Dioniso: quest’ultimo era difatti il dio dell’ebbrezza, dell’eccesso, della genialità ma anche della follia.

Probabilmente la chiave per la comprensione del fenomeno pansessuale sta proprio nella valutazione delle capacità di chi lo vive, ossia dal suo grado di maturità psichica.

Persone molto evolute riescono a gestire una grande complessità ed a farne una ‘melodia’, esprimendo così in modo armonioso e creativo il proprio genio; altre sono vittime del proprio frastuono interiore che riproducono nella sfera sessuale, sono trascinate da impulsi confusi e che li confondono. E’ il caso di chi ha un’immagine di sé troppo indefinita e vive relazioni disordinate, compulsive, tendenzialmente patologiche, anche al di fuori della sfera erotica.

In ogni caso la pansessualità mette in discussione le solide certezze alle quali le teorie spesso si aggrappano, stimolandoci a pensare in modo aperto e critico rispetto a ciò che crediamo di sapere sulla sessualità umana, e questo non può che essere positivo.

 

Tirocinante: Luciano Meoni

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia:

  • Diamond L.M., 2008: Sexual Fluidity: understanding women’s love and desire. Cambridge (MA, U.S.): Harward University Press.
  • Freud S., 1905: Tre saggi sulla teoria sessuale, in Opere4. Torino: Bollati Boringhieri.
  • Mieli M.,1977: Elementi di critica omosessuale. Milano: Einaudi.

 

Sitografia:

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