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PD: Pietro Grasso o Cécile Kyenge?

Il presidente del Senato Pietro Grasso, tessera del Pd in tasca, ha rilasciato una dichiarazione stupefacente. Eccola: "Non possiamo fare in modo che l'Italia diventi un paese dove sbarcano le puerpere per ottenere la cittadinanza italiana dei figli".

A cosa si riferiva Grasso? Alla proposta della ministra per l'integrazione, la bravissima Cécile Kyenge, di considerare italiani a tutti gli effetti i bambini nati nel nostro paese da genitori stranieri. E cioè, sei italiano se risiedi stabilmente in Italia (ius soli) e non tanto se hai genitori italiani (ius sanguinis).

Un principio di civiltà che è l'unica cosa positiva (finora) di questo governo che per il resto sembra una fotocopia del precedente governo dei tecnici. E che permetterebbe di regolarizzare la posizione di centinaia di migliaia di bambini e ragazzi che vivono da noi, frequentano le nostre scuole insieme ai coetanei italiani di cui sono spesso amici, parlano la nostra lingua e che non sono mai stati nei paese di origine dei genitori.



Quindi italiani socialmente integrati a tutti gli effetti ma senza gli stessi diritti degli altri. Un principio che non a caso è contrastato duramente dal centro destra nostrano, popolato da persone che l'integrazione proprio non la vogliono.


La proposta della ministra peraltro è più articolata e prevede che diventi italiano chi nasce in Italia avendo “almeno un genitore residente da cinque anni”, e diventi anche italiano il minore che arrivi in Italia e “concluda almeno un ciclo scolastico - elementari, medie, superiori o formazione professionale”.

Niente a che vedere quindi con la concessione automatica della cittadinanza ai bambini che nascono in Italia, come blatera la destra, e che esiste d'altronde ad esempio negli Usa. In definitiva uno ius soli “temperato” su cui potrebbe essere d'accordo qualunque persona di buon senso che non sia accecata dall'ideologia e dai luoghi comuni della xenofobia, e che non voglia usare questo argomento per raccogliere facili consensi elettorali.

Ovviamente Grasso è ben lungi dall'avere le stesse posizioni di un Maroni o di un Gasparri. Anche lui condivide - sembra - la proposta di Cécile Kyenge, sua compagna di partito. Ma se è così, perché quella dichiarazione che assomiglia così tanto ad analoghe becere dichiarazioni di esponenti del centro destra? Voglia di pacificazione ad ogni costo con il berlusconismo? Maldestro e illusorio tentativo di portare dalla propria parte qualcuno del PdL? Ennesima prova del marasma politico che esiste nei ranghi del Pd? Non si sa.

Per concludere, lasciamo la parola al personaggio televisivo Quèlo, magistralmente interpretato negli anni scorsi dal comico satirico Corrado Guzzanti: fra Grasso e Kyenge “vale la seconda che hai detto”.
 

Questo articolo è stato pubblicato qui

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