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 Home page > Tribuna Libera > Non c’è lavoro, non ci sono soldi. Ma sarà vero?

Non c’è lavoro, non ci sono soldi. Ma sarà vero?

Iniziamo con un paio di ragionamenti - ultra semplificati - sull'immigrazione per arrivare ad una questione che riguarda tutti. Com'è noto, ci sono due modi di affrontare la questione dell'immigrazione. Il primo, seguito finora, è quello di trattare gli immigrati come potenziali delinquenti (legge Bossi-Fini), ostacolandone l'inserimento regolare nella società, costringendoli alla clandestinità regalandoli come manovalanza alla criminalità organizzata. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il secondo è quello che fa perno sulla pratica dell'integrazione e (il che non guasta) della solidarietà. E cioè assicurare pari diritti e doveri degli immigrati rispetto agli italiani in modo da permetterne l'inserimento regolare nella società e nel mercato del lavoro e quindi dare anche la possibilità di avere una casa e una vita dignitosa, usando così preziose risorse umane per lo sviluppo e l'arricchimento di tutta la società.

Casa e lavoro? Già sento gli schiamazzi sull'invasione, sulla perdita dell'identità nazionale, sull'islamizzazione. E anche i ragionamenti, apparentemente di buon senso, sui soldi e sul lavoro che non ci sono neanche per gli italiani. Lasciando gli xenofobi di ogni variante - da quelli in tuta mimetica a quelli in doppio petto - ai loro fantasmi di purezza italica, vediamo invece i ragionamenti di chi in buona fede parla di soldi e di lavoro che non ci sono.

Primo: il lavoro non c'è. Neanche per gli italiani, figuriamoci per gli immigrati. Falso. Il lavoro ci sarebbe per tutti se solo si cambiassero le scelte politiche. Pensiamo solo a quanti posti di lavoro, e per giunta socialmente utili, si creerebbero nella manutenzione del territorio che frana ad ogni acquazzone o nella ristrutturazione delle scuole pubbliche che cadono a pezzi o nel campo della cultura (il degrado di Pompei, un esempio per tutti) di cui l'Italia è la capitale mondiale. Per limitare il discorso al solo dato economico, e cioè senza contare le perdite di vite umane, meno frane e inondazioni significano un grandissimo risparmio per la collettività, e la cura e qualificazione del nostro patrimonio paesaggistico e dei nostri immensi giacimenti culturali porterebbero ad un positivo aumento del turismo estero. Non ci vuole una laurea in economia per capirlo. Come esempio eclatante dell'ignoranza e dell'incompetenza dei nostri governanti resterà nella storia la famigerata frase dell'ex ministro Tremonti che ebbe a dire che con la cultura non si mangia.

Secondo: i soldi non ci sono. Falso anche questo. Bisognerebbe evitare spese folli come il Tav e il Ponte sullo Stretto, non solo inutili ma anche inquinanti e nocivi per l'ambiente; bisognerebbe tagliare le spese militari a partire dalla rinuncia all'acquisto degli F35, e rinunciare alle missioni armate all'estero (che ci stiamo a fare in Afganistan?); bisognerebbe far pagare un po' di tasse ai ricchi facendo la patrimoniale e mettere un tetto su stipendi e pensioni d'oro scandalosamente alti; bisognerebbe condurre una seria lotta all'evasione fiscale che ogni anno dissangua la casse dello stato per centinaia di miliardi; bisognerebbe evitare di regalare soldi alle banche o costringerle a fare credito alle piccole imprese. Bisognerebbe farla finita con le politiche di austerità che stanno ammazzando le economie dei paesi europei più deboli, Italia compresa, come dice anche Hollande che non è certo un rivoluzonario.

E allora, cosa ci impedisce di andare a prendere i soldi dove ci sono, e con questi soldi creare lavoro? Certo non possiamo aspettarci che ci venga in soccorso l'iniziativa dei singoli investitori privati, in tutt'altre faccende affaccendati e con una visione limitata alle ragioni immediate del proprio portafoglio. Ci vorrebbe un Governo con la G maiuscola che la faccia finita con la subalternità all'ideologia liberista che ci sta mandando tutti in malora. Un governo con le palle che si ponga un semplice obiettivo: quello di difendere la collettività nazionale, quella pensata da Occupy Wall Street (noi siamo il 99%, voi l'1%). Né più né meno. Ma questo verrebbe dire la fine delle larghe intese. Chi, fra i tremebondi sostenitori del governo Letta avrà tanto ardire?
 

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.220) 1 luglio 2013 16:30

    Il regime dittatoriale italiano catto-fascista-mafioso che governa l"Italia da sempre NON HA MAI AVUTO I SOLDI PER LE OPERE SOCIALI ? Avevo 6 anni di età nel 1970 è mi ricordo che gli UOMINI DEL REGIME ITALIANO CATTO-FASCISTA-MAFIOSO DICEVANO CHE NON C"ERANO SOLDI IN ITALIA PER TENTARE DI FARLA DIVENTARE UNA NAZIONE CIVILE è MODERNA !

    Dal 1980 il REGIME DITTATORIALE ITALIANO CATTO-FASCISTA-MAFIOSO HA DECISO DI FARE GUERRE ALL"ESTERO HA PAGATO PROFUMATAMENTE MIGLIAIA DI MERCENARIE E HA SPESO MIGLIAIA DI MILIARDI DI DOLLARI IN SPESE MILITARI PER NUOVE ARMI !

     

    Che strano ? IL REGIME DITTATORIALE ITALIANO CATTO-FASCISTA-MAFIOSO DAL 1980 TROVA SEMPRE I SOLDI PER FARE GUERRE ALL"ESTERO COSTOSE ED INUTILI O PER LE SPESE MILITARI !

    I NOSTRI POLITICI ITALIANI LADRI ED INCAPACI TROVANO SEMPRE I SOLDI DA RUBARE AL POPOLO ITALIANO !

    I POLITICI DI MERDA ITALIANI NON RIESCONO MAI A TROVARE I SOLDI PER DARE UN SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE (COME AVVIENE DA SEMPRE IN TUTTI I PAESI CIVILI è MODERNI ) OPPURE PER ALTRI SCOPI CIVILI !

     

  • Di GeriSteve (---.---.---.153) 1 luglio 2013 22:08

    Di fatto, è assolutamente vero che oggi, in Italia, non c’è offerta di lavoro e non ci sono soldi: i disoccupati non trovano lavoro e tante aziende sane sono costrette a chiudere per mancanza di liquidità e per clienti che non pagano.

    Che un governo coraggioso potrebbe avviare una politica di rilancio ben diversa da quella attuale è vero, ma ci sono grossi limiti: i capitali privati sono poco disponibili e, invece che i capitali pubblici, noi abbiamo i debiti pubblici.

    Ben vengano i tagli agli sprechi (Tav, ponte...) , ma quei tagli servirebbero (sì e no) a fermare il debito, non certo a produrre capitali per investire in opere di pubblica utilità.

    In questo quadro difficile non si può millantare che si aprano le porte agli immigrati, che tanto ci sarebbero lavoro e capitali: prima risolviamo i problemi di cui sopra, e poi, se davvero avremo lavoro e capitali, vedremo. Di fatto, attualmente l’immigrazione crea lavoro nero e concorrenzialmente affonda il lavoro pulito, proprio quello che , con le tasse, creerebbe capitali pubblici.

    GeriSteve

  • Di (---.---.---.42) 26 luglio 2013 12:11

    Non c’è lavoro? Spesso è vero, e spesso no. Vi racconto la mia esperienza di questa mattina di luglio 2013. La mia mamma ha bisogno di cambiare fornitore di acqua minerale a domicilio. Oggi (e mai più per altri mesi a venire) sono passata a piedi nei pressi di casa sua e ho visto un camioncino che porta l’acqua a domicilio, diverso dal suo, così ho pensato di chiedere per lei. Mi avvicino al camion dove c’è dentro l’aiutante giovane, il quale giustamente mi dice di parlare con il signore più anziano che si stava avvicinando, così gli chiedo se ha un bigliettino da visita. Reazione di risposta: mentre mi dice asciutto che «Eeehh no, non ce l’ho.» se ne va allontanandosi per risalire sul suo camion e andarsene, dimostrandomi quindi un assoluto disinteresse nei confronti di un potenziale nuovo cliente!!! Sono rimasta così male che me ne sono andata a testa bassa pensando proprio "E poi si dice che non c’è lavoro??". Fossi stata io al suo posto mi sarei subito fermata e avrei detto qualcosa come «Accidenti, non ce l’ho...ma può salvare il mio numero di cellulare sul suo?», inoltre avrei chiesto dov’era l’abitazione dove portare l’acqua così da poter dire in quali giorni e in quali momenti potevo passare...insomma avrei fatto del mio meglio per prevedere di servire la nuova cliente che mi si stava prospettando!! Invece quest’uomo è stato così disarmante! E potrei giurare che se domani facessero una manifestazione sindacale per i diritti di chi porta l’acqua a domicilio lui sarebbe in prima fila. E che cattivo esempio per quel ragazzo giovane che lavora con lui e che ha assistito alla scena!! Nadia

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