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Libri d’artista: Una visione internazionale

La mostra An International Vision – Una visione internazionale si inserisce in un dialogo profondo e armonico con il patrimonio storico, artistico e ideale della Casa Museo Hendrik Christian Andersen. L’esposizione è curata da Maria Giuseppina Di Monte, direttrice della Casa Museo Hendrik Christian Andersen, John David O’Brien e Stefania Severi, con la collaborazione tecnica di Veronica Brancati (Casa Museo H. C. Andersen).

Hendrik Christian Andersen, nato a Bergen in Norvegia nel 1872 e morto a Roma nel 1940, fu scultore, pittore e urbanista statunitense. Emigrato giovanissimo negli Stati Uniti con la famiglia, mantenne tuttavia un legame profondo con l’Europa e in particolare con l’Italia. Come molti artisti stranieri, rimase affascinato da Roma, città nella quale decise di stabilirsi definitivamente. Qui fece costruire Villa Helene, dal nome della madre, oggi sede della Casa Museo a lui dedicata. Il piano terreno della villa ospitava originariamente il suo studio di scultore ed è oggi spazio espositivo permanente delle sue opere.

Oltre alla produzione artistica, Andersen fu animato da una forte tensione idealistica. Dedicò infatti gran parte delle sue energie e delle sue risorse a un ambizioso progetto utopico mai realizzato: la costruzione di un Centro Mondiale di Comunicazione, pensato come luogo simbolico e operativo per favorire il dialogo tra i popoli e promuovere una pace duratura. Per diffondere questa visione pubblicò il volume Creation of a World Centre of Communication, una preziosa opera editoriale ricca di mappe, disegni, planimetrie e testi esplicativi. Oggi questo importante materiale iconografico e progettuale è conservato nell’archivio storico del museo e in parte visibile nelle sale permanenti.

La mostra nasce dalle riflessioni sull’opera e sul pensiero di Hendrik Christian Andersen da parte di venti artisti contemporanei: dieci americani, provenienti dall’area di Los Angeles, e dieci italiani, prevalentemente attivi nel contesto romano. Ciascun artista ha tradotto il proprio pensiero in un libro d’artista, dando vita a opere estremamente eterogenee per materiali, tecniche, formati e linguaggi, ma unite da un comune nucleo concettuale.

An International Vision riflette idealmente sulle due “anime” di Andersen – quella americana e quella italiana – mettendole in dialogo attraverso un confronto intenso, poetico e illuminante. L’intero progetto nasce infatti come uno scambio culturale tra i due Paesi, in omaggio alla duplice identità dell’artista.

Non a caso la prima tappa della mostra si è svolta presso gli Archivi della Biblioteca dell’Art Center di Los Angeles, dal 3 novembre al 18 dicembre 2025, grazie all’ospitalità del direttore Robert Diring. La componente americana del progetto è stata coordinata da John David O’Brien, artista e organizzatore culturale, che oltre a realizzare un proprio libro d’artista dedicato ad Andersen ha ideato anche un’installazione site specific per la sede romana. Scrive O’Brien nel catalogo:

«Tutti gli artisti presenti condividono uno stesso obiettivo e un simile livello di riflessione poetica, consentendo ai visitatori di tessere legami significativi sia tra le diverse opere che tra ogni opera e la matrice storica a cui tutte si riferiscono.»

La sezione italiana è stata curata da Stefania Severi, storica e critica d’arte (AICA), che nel suo saggio in catalogo, dopo aver analizzato i singoli percorsi artistici, conclude:

«Tutti gli sguardi degli artisti, così diversificati, sembrano però concordare su una comune considerazione: un World Center è l’unico veicolo per una comunicazione proficua, propedeutica a una pace duratura.»

Fondamentale e costantemente propositivo è stato il contributo di Maria Giuseppina Di Monte, direttrice della Casa Museo, che ha accompagnato il progetto in tutte le sue fasi. La sede espositiva risulta particolarmente significativa non solo per il diretto legame con la figura di Andersen, ma anche perché la Casa Museo conserva una collezione di oltre 150 libri d’artista, avviata a partire dal 2016 attraverso acquisizioni e donazioni. Questa raccolta rappresenta uno spaccato storico che va dagli anni Settanta a oggi e include alcuni dei nomi più rilevanti del panorama artistico nazionale e internazionale.

Gli artisti in mostra sono:

Italiani: Letizia Ardillo, Vito Capone, Antonella Cappuccio, Francesca Cataldi, Elisabetta Diamanti, Luigi Manciocco, Roberto Mannino, Lucia Pagliuca, Riccardo Pieroni, Maria Grazia Tata.

USA: Dawn Arrowsmith, Margaret Griffith, Alex Kritselis, Jonna Lee, Mark Licari, Erika Lizée, John David O’Brien, Carolie Parker, Jody Zellen, Alexis Zoto.

L’allestimento è stato curato da Raffaella Lupi, John David O’Brien e Riccardo Pieroni, con particolare attenzione al dialogo tra le opere e gli spazi della Casa Museo.

Nel corso della mostra, sabato 7 marzo, è previsto un concerto del chitarrista Claudio Giuliani, con un programma dedicato a musiche di compositori internazionali, in sintonia con lo spirito multiculturale del progetto.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’evento la Cooperativa Sociale Apriti Sesamo, la Galleria Sinopia di Roma e la Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS).

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano–inglese, edito da Bertoni, che documenta il progetto e ne approfondisce i contenuti critici.

 

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An International Vision - Una visione internazionale

Libri d’artista - Omaggio a Hendrik Christian Andersen

Dal 16 febbraio al 19 aprile 2026

 

Casa Museo Hendrik Christian Andersen

via Pasquale Stanislao Mancini, 20

Roma

 

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Questo articolo è stato pubblicato qui

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