Le famiglie tutte diverse e tutte uguali: l’Arcobaleno dei Diritti
Di Giorgio Moranda

“È l’amore che crea una famiglia”: è con questo motto che una colorata massa di persone ha voluto festeggiare tutti i tipi di famiglia. Grandi e piccoli si sono ritrovati in piazza a Firenze, lo scorso 4 maggio, su invito dell’Associazione “Famiglie Arcobaleno”, per festeggiare, come ogni anno, la bellezza di far parte di una famiglia composta di amore, comprensione e reciproco rispetto.
Perché come è vero che le persone sono tante, tutte diverse, così anche le famiglie possono essere di diversi tipi: due babbi con due gemellini, due mamme con un bimbo, una bimba con un papà e una mamma, una ragazzina con una mamma naturale e due papà “adottivi”, una mamma e un papà con due figli, una mamma e un papà con un figlio omosessuale, una mamma con un figlio eterosessuale, una coppia con un figlio etero e uno transessuale… L’elenco potrebbe continuare all’infinito regalando un’indecifrabile quantità di nuclei famigliari tutti diversi tra loro, ma con un unico comun denominatore nel sentimento d’amore.
Ed è così che ci si rende conto che nelle diversità, appunto come succede anche per le singole persone, le famiglie possono essere tutte uguali e avrebbero bisogno di godere degli stessi diritti di fronte alle regole della realtà sociale in cui vivono: è anche per questo che è importante scendere in piazza, dimostrando simbolicamente l’impegno di una lotta quotidiana per uguaglianza e diritti. Non è da dimenticare, infatti, il vuoto legislativo che, ancora oggi, non permette di considerare uguali tra loro tutti questi tipi di famiglia, e porta a una totale mancanza di rispetto, nello stesso tempo, per la loro uguaglianza e la loro diversità.
Si è alzato dunque, forte, il grido sorridente e colorato da quella piazza, che tanto simbolicamente è collegata all’attuale compagine di governo, per chiedere dignità, rispetto e, ancor prima, un riconoscimento umano d’esistenza.
Foto: Wikimedia
Questo articolo è stato pubblicato quiLasciare un commento
Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina
Se non sei registrato puoi farlo qui
Sostieni la Fondazione AgoraVox







