Le Filippine tornano in piazza contro la corruzione, rischio di repressione
Il 21 settembre è una data simbolica nella storia recente delle Filippine: quel giorno del 1972 venne introdotta la legge marziale. Molti eventi si svolgono in quella ricorrenza.

Un anno fa, il 21 settembre 2025, numerose persone presero parte a manifestazioni contro la corruzione legata ai progetti infrastrutturali per fare fronte alle inondazioni e per chiedere che le persone responsabili del malgoverno fossero chiamate a risponderne di fronte alla giustizia.
Oltre un centinaio di persone arrestate durante le proteste continua a essere sotto inchiesta mentre l’operato violento, in alcuni casi arrivato al livello della tortura, delle forze di polizia è rimasto impunito.
La commissione d’inchiesta nominate dal Senato per fare luce su quello scandalo non ha ancora reso note le bozze del suo rapporto finale, ufficialmente per la mancanza delle firme di alcuni commissari. Una parallela commissione indipendente ha terminato il suo mandato di sei mesi senza pubblicare il rapporto.
Domani le Filippine tornano in piazza con le stesse richieste. Amnesty International ha sollecitato le autorità di rispettare il diritto di protesta pacifica e di non replicare la risposta violenta dell’anno scorso.
(La foto è di Altermidya)
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