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 Home page > Tribuna Libera > La ‘gente per bene’ vuole la galera per chi non paga le tasse

La ‘gente per bene’ vuole la galera per chi non paga le tasse

Circa la metà degli italiani non presenta la dichiarazione dei redditi e per il restante 50 per cento c’è una buona parte di contribuenti che elude il fisco, ovvero che dichiara un reddito inferiore a quello percepito, addirittura inferiore a quello di un suo dipendente, o che magari riscuote l’affitto di un immobile in nero e quant’altro.

Il totale fa 105 miliardi di evasione, pari a tre manovre finanziarie!

Fatto sta che la fiscalità generale si rifà sui “soliti fessi”, in linea di massima salariati e pensionati!

Il fatto raccapricciante e che i “soliti fessi” – che certo non navigano nell’oro – sono costretti a pagare anche per i furbacchioni del fisco che spesso e volentieri non solo fruiscono – rigorosamente a “scrocco” – dei servizi pubblici pagati dalla collettività, ma che spesso e volentieri godono anche di agevolazioni e corsie preferenziali che li fanno passare davanti alla gente onesta e per bene.

Fatto sta che i “soliti fessi” cominciano a rompersi le scatole e il sondaggio di Nando Pagnoncelli proposto nella puntata di DiMartedì, il talk-show di approfondimento politico su La7 condotto da Giovanni Floris, parla chiaro. Anzi, chiarissimo.

Infatti, la rilevazione Ipsos interroga il campione su una delle misure allo studio del governo gialloRosso, ossia l’introduzione del carcere per gli evasori fiscali, con soglie di punibilità anche piuttosto basse. Le risposte sono nette, inequivocabili: per il 65% del campione la cella per i furbetti “è una buona idea”. Solo il 23% bolla la proposta come “una cattiva idea”, mentre il restante 12% del campione “non sa, non indica”.

Tra le schede proposte da Pagnoncelli con i suoi sondaggi, ve ne è una seconda che prende in esame la tassa sulle merendine. Il 49% degli intervistati ritiene il nuovo balzello una buona idea; la tassa viene bocciata al contrario dal 44% degli intervistati, mentre il restante 7% del campione non esprime una preferenza al riguardo.

Foto: Pixabay

Questo articolo è stato pubblicato qui

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