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La diaspora leghista non ci sarà

Non ci sarà nessuna diaspora leghista, non hanno principi da difendere, ma solo interessi economici da tutelare e proteggere

Quando Matteo Salvini divenne il segretario della Lega il partito di Umberto Bossi era un movimento secessionista ed antimeridionale. Con il nuovo segretario è cambiato tutto o quasi.

Non più Roma ladrona, ma prima gli italiani. Non più Padania, ma nazionalismo e sovranismo. La giravolta è stata a 360 gradi, ma per tanti leghisti era ed è solo un mezzo, non il fine. Il loro cuore batte ancora per 'Albert de Giussan'.

A volte sembra che ci siano due partiti che convivono all’interno dello stesso movimento. Il voto sul Green pass è stato dirimente. Molti deputati e senatori del Carroccio hanno votato contro il Governo di cui fanno parte o non hanno partecipato alla seduta.

Come spesso succede nel nostro Paese quando si devono prendere decisioni importanti emergono i distinguo e le divisioni. I passaggi di casacca ed il trasformismo sono comportamenti praticati in tutti gli schieramenti politici. 

Lega e Fratelli d’Italia promettono di governare insieme, ma, intanto, i primi sono al governo, mentre i secondi stanno all’opposizione e sono pronti a criticare qualunque iniziativa dell’esecutivo di Mario Draghi

Dicono una cosa e poi fanno l’opposto. Nella propaganda politica sono per la famiglia ‘tradizionale’, ma poi sono i primi a trasgredire questo principio. Sono contrari al Ddl Zan e alla legalizzazione delle droghe leggere, ma poi si scopre che ci sono esponenti di primo piano che organizzano serate o incontri dove ogni eccesso è ammesso e praticato.

Sono governisti quando c’è da spendere, ma nello stesso tempo rimangono sovranisti e populisti. Fanno finta di dividersi, ma poi si ricompattano.

Non ci sono due anime leghiste e non c’è un partito di Giancarlo Giorgetti, di Luca Zaia, di Matteo Salvini o di chi chiunque altro. Non ci sarà nessuna diaspora leghista, non hanno principi da difendere, ma solo interessi economici da tutelare e proteggere.

REDNEWS

Foto da affaritaliani.it

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 6 ottobre 23:44

    Un quadro perfetto. Complimenti, io non avrei saputo spiegare meglio.

    Però due anime ci sono e ci sono sempre state. La Lega Lombarda del Bossi et succ. è ben altra cosa della Liga Veneta, che altro non è che la reicarnazione della vecchia DC veneta. Il sodalizio resiste proprio per le ragioni che lei ha spiegato ma se Salvini persiste nella sua linea prima o poi si arriverà ad una resa dei conti. Magari non sarà una diaspora vera e propria ma sicuramente qualcuno pagherà dazio. 

  • Di Giovanni Pulvino (---.---.---.154) 7 ottobre 16:23
    Giovanni Pulvino

    Con il passare del tempo tutto può cambiare, ma in questo momento non vedo un ’sostituto’ di Matteo Salvini. Le due anime sono complementari, da un lato il populismo ed il sovranismo per acquisire consensi, dall’altro l’anima governista che si preoccupa di cose concrete come i finanziamenti alle imprese e la distribuzione delle risorse pubbliche. Sono due facce della stessa medaglia. La Destra ha sempre operato così e continuerà a farlo anche in futuro.

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