“La città caudina”, presentato a Caserta il progetto di candidatura
Lo storico Tito Livio, confermato da Niccolò Machiavelli, ricorda che nel 321.a.C. l'esercito romano rimase intrappolato come in un'imboscata tra le gole della Valle Caudina dai Sanniti, guidati da Gaio Ponzio, subendo una disfatta più che militare morale. Nelle trattative si impose che ciascun legionario fosse umiliato e disarmato perché costretto a passare sotto i gioghi.
Le cosiddette forche caudine, costituite da due assi davanti ai vincitori Sanniti e che danno il nome a quel territorio, già percorso dalla Via Appia e con la città di Caudium, presso Montesarchio. La cosiddetta “Città Caudina” si ripresenta all'attenzione della nazione con 14 comuni, che annunciano di voler avviare un processo di unificazione amministrativa della Valle Caudina proponendosi come candidata a capitale italiana della cultura 2028.
Il progetto di candidatura è stato presentato il 10 dicembre 2025 alla Reggia di Caserta, che ha aderito al Comitato promotore che coinvolge 14 comuni tra la provincia di Avellino e Benevento, un Comitato Civico di oltre 90 associazioni e un comitato promotore composto da oltre 50 soggetti pubblici e privati. Altre Istituzioni sostengono il progetto come l'Archivio di Stato di Benevento e Caserta, il Museo Nazionale del Sannio Caudino, il Conservatorio di Musica di san Pietro a Majella, la fondazione Pietà dei Turchini. Un'ulteriore spinta alla governance congiunta della città caudina deriva dalla partecipazione dei consorzi Gal Taburno e Gal Partenio. Nella sala terra di Lavoro della Reggia di Caserta il Direttore Tiziana Maffei,Pasquale Fucci,Presidente della Città Caudina, Costantino Caturano, Presidente del Parco del Taburno, Leandro Pisano e Giacomo Porrino, curatori del dossier di candidatura della Città Caudina e Franco Napoletano, rappresentante del comitato civico a sostegno della candidatura hanno con l'ausilio di slide esposto i contenuti del progetto, dimostrando l'irreversibilità dei processi di unificazione amministrativa e modernizzazione in corso con l'approvazione delle comunità locali.

Se dovesse essere esclusa la candidatura, si sarà comunque avviato un comune processo di riconoscimento di un destino che lega queste aree, fisicamente rappresentato da un'eccezionale opera ingegneristica, come l'acquedotto carolino, che raccoglieva le acque dalle sorgenti a San Martino Valle Caudina ,convogliandole in un percorso in sotterraneo e scoperto fino a fontane e vasche del parco della reggia di Caserta. Un'antica eredità culturale viene confermata dai ritrovamenti archeologici come il vaso di Assteas, raffigurante il ratto di Europa e dalle presenze romane a Benevento e dal Parco della Via Appia che rende quest'area come terra di passaggio ed indispensabile cerniera tra Tirreno ed Adriatico.

L'obiettivo di questi quattordici comuni che si sono riconosciuti come parte di una sola comunità è quello di fondare una città metrorurale- rurale e policentrica, in grado di superare le frammentazioni storiche e amministrative. I sindaci dei comuni messi in rete di Montesarchio, Cervinara, Airola, Sant'Agata de' Goti, Bucciano, Arpaia, Pannarano, Roccabascerana, San Martino Valle Caudina, Forchia,Paolisi, Moiano, Bonea e Rotondi. erano presenti alla presentazione di Caserta. In ogni caso un denso e lungimirante programma culturale e amministrativo potrebbe costituire un laboratorio, esportabile in quelle le aree interne italiane ed europee dalle simili caratteristiche ed il vaso Assteas sembra confermare questa possibilità di estensione europea.
Il dossier “Città Caudina. Terra futura.Europa abita qui”, redatto da Alessandra Panzini di Marchingegno, Leandro Pisano e Giacomo Porrino accompagnerà la candidatura che concorrerà con altre città alla selezione delle dieci finaliste del prossimo 18 Dicembre che proseguiranno il percorso di selezione sino alla proclamazione prevista a Marzo 2026.
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