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L’Italia ha pagato i Talebani. E oggi tutto il mondo ci dice mafiosi e traditori

La storia degli americani che s'arrabbiano con Berlusconi perché in Afghanistan abbiamo pagato i talebani perché non ci sparassero, la trovate ovunque oggi. Non c'è molto d'aggiungere, un paese che spende una fortuna per fare la guerra ai cattivi e poi paga una'altra fortuna (in nero) ai cattivi perché non gli sparino, si commenta da sola.

Così come si commenta da sola la risposta di Berlusconi, che ha usato la risposta-Scajola e ha detto agli americani di non saperne niente e che forse era successo "a sua insaputa". Da notare che nei cable pubblicati da Wikileaks gli americani si dicono tra di loro di aver avuto riscontri precisi all'ipotesi, non c'è quindi margine d'equivoco e ovviamente non serve a molto far notare che gli stessi americani e i loro contractor hanno finanziato più di una volta i loro stessi nemici. Anche perché questo non ha certo ridotto la loro aggressività verso i "nemici" o azzerato il tributo di sangue richiesto alle loro truppe. Proprio il fatto che il nostro fosse il contingente più rintanato e l'unico a non aver avuto attacchi e conseguente perdite paragonabili agli altri, ha spinto gli americani ad indagare e a scoprire gli altarini.

Una gloriosa tradizione italiana quella di pagare i presunti nemici perché stiano buoni, che ha numerosi precedenti. Interessante è invece notare come l'abbiano presa le opinioni pubbliche dei nostri cari alleati e rilevare il quasi completo unanimismo sul termine usato per definirci: mafiosi. I social network, i forum e i commenti agli articoli che commentano questa storia in giro per il mondo sono pieni di prese in giro e di gente che ci dice mafiosi e subito dopo ci bolla come traditori. E come dar loro torto?

Il mondo ha scoperto che Berlusconi governa con metodi mafiosi e che non è quell'alleato affidabile che ha cercato di mostrarsi acconsentendo spesso per primo alle iniziative più guerresche. Per noi non è una novità, ma all'estero molti lo ritenevano "solo" un personaggio ridicolo, un tycoon un po' ignorante, maleducato e buffo, avido di potere e ricchezze. Da ieri lo considerano un mafioso e, purtroppo, considerano tutti noi mafiosi e traditori come lui. Chissà i "mercati" quanta fiducia in più ci riconosceranno per la manovra lacrime e sangue al netto di questa colossale sputtanata, chi mai potrebbe aver fiducia nelle "manovre" di un governo del genere?

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.167) 13 agosto 2011 15:39

    Comunque gli americani sono veramente gli ultimi a dover parlare di pagamenti sotto banco. Sebbene l’Italia abbia fatto l’ennesima figuraccia, che schifo.

  • Di Luca Troiano (---.---.---.225) 13 agosto 2011 17:11
    Luca Troiano
    A parte che gli americani stanno trattando da tempo con i taliban per tirarsi fuori dal pantano afghano, ci sarebbero da dire due o tre cose..
    L’Italia non ha pagato solo i taliban.. ha pagato anche i libanesi, i somali, gli sciiti in Iraq.. ha pagato tutti i signori della guerra locali affinché alle nostre truppe non succedesse nulla.
    Questo perché il nostro governo (in generale, ossia tutti i governi che si sono succeduti finora) deve comporre due esigenze diametralmente opposte: 1) partecipare alle missioni all’estero in ottemperanza agli obblighi che discendono in quanto membri Nato 2) giustificare tale impegno di fronte all’opinione pubblica, che normalmente si "indigna" al sentir pronunciare la parola "guerra". Il rientro dei nostri militari nelle casse di legno fa scemare il consenso popolare intorno alle nostre partecipazioni, così per non perdere la faccia di fronte agli alleati e allo stesso tempo non perdere voti alle elezioni successive (in un Paese come il nostro dove siamo SEMPRE in campagna elettorale) l’esecutivo fa l’unica cosa che sa fare: mettere mano al portafoglio.
    Io non lo se il mondo ci dice mafiosi, quello che so è che il mondo ci considera poco perché noi consideriamo il mondo, troppo chiusi a pensare a bunga bunga e alle altre fregnacce di casa nostra.
    Il mondo ci considera poco perché la censura imposta da tutti i governi al reale operato dei nostri soldati all’estero (come gli innumerevoli incidenti e scontri a fuoco in Afghanistan) impedisce ai media internazionali di conoscere le reali condizioni in cui essi si trovano. Questo è il vero scandalo, non quello di aver pagato due mazzette per risparmiarci qualche funerale di Stato in più.

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