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Islam in Francia: una gonna troppo lunga e sei espulsa da scuola

Un liceo della periferia parigina ha minacciato di espulsione alcune studentesse mussulmane, accusate di portare delle gonne o delle tuniche “troppo lunghe”. Scatta la polemica in un Paese dove l'Islam e i mussulmani sono al centro del dibattito pubblico e dove il burqa è già stato dichiarato fuori legge. 

Un liceo della periferia parigina, a Saint-Ouen, è al centro del dibattito di diversi siti “comunitari” o specializzati in tematiche islamiche e mussulmane francesi: Al Kanz.org (che citiamo spesso), islamenfrance.frAjib.fr, solo per citarne alcuni. 
Al liceo Auguste Blanqui, mercoledì 16 marzo, Aïcha Amghar, la direttrice, ha convocato alcune studentesse di religione mussulmana per comunicare loro che la tenuta vestimentaria che indossano abitualmente è troppo ostentatoria. La direttrice non si riferisce all'hijab, il velo che copre il capo, perché le ragazze – che pur lo indossano – lo fanno solo al di fuori dello stabilimento scolastico. Una legge del 2004 vieta, infatti, l'uso dei simboli religiosi nella scuola pubblica francese. 
Il capo del reato, in questo caso, sono delle gonne “troppo lunghe” o delle tuniche: la direttrice ha infatti invitato le ragazze convocate a vestirsi in «jeans e t-shirt come tutti gli altri» per non incorrere nell'espulsione dall'istituto perché una tunica «non può essere considerata che come un vestito ostentatorio e un segno religioso manifesto». Secondo la signora Amghar i vestiti lunghi che portano le giovani sono un pericolo per la laicità dell'istituto. 
 

 
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Non sono servite a nulla le proteste dei genitori, di un rappresentante del consiglio degli Imam di Francia e della federazione dei genitori degli studenti che hanno ricordato alla preside che una tenuta di questo tipo non viola la legge del 2004. Il Collettivo contro l'Islamofobia in Francia (Ccif) ha condannato l'evento. 
Fateh Kimouche, dal blog specializzato in consumatori musulmani Al Kanz, così commenta: «Il velo non è un problema, l'halal non è un problema, le preghiere non sono un problema, l'arabo non è un problema. Il problema sono i mussulmani. Qualunque cosa facciano, qualcunque concesione siano disposti ad accettare, l'odio per quello che sono, l'odio per quello in cui credono resterà. L'Islamofobia attuale, che sia di stato o ordinaria, non è congiunturale». 

La situazione in Francia

Ricordiamo che recentemente il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha annunciato l'imminente apertura di un dibattito nazionale su laicità e religioni che presto ha preso la forma di un dibattito sul posto dell'Islam in Francia. E il clima, in generale, è teso a causa dell'inasprimento del dibattito. La stessa Marine Le Pen da qualche mese sta aumentando il suo affondo contro le comunità mussulmane: nel dicembre scorso a un'assemblea del Front National a Lione ha affermato che le preghiere mussulmane del venerdì si possono comparare a una sorta di occupazione: «Certo, non ci sono blindati, non ci sono soldati, ma è un'occupazione di fatto che pesa sugli abitanti». Ricordiamo anche che la Francia è stato il primo Paese europeo a vietare il burqa negli spazi pubblici: nel settembre scorso la norma è passata al Senato e prevede multe fino a 30 mila euro, il carcere e “stage di cittadinanza” per le donne incriminate. 
Dal lato loro le comunità mussulmane stanno organizzando delle manifestazioni per inizio aprile sia contro il dibattito sulle religioni, che contro questo episodio di Saint-Ouen. Per il momento invitano a far girare il volanti (nell'immagine di apertura) e a far girare le informazioni. 

Francesca Barca
Europa451
Questo articolo è stato pubblicato qui

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