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 Home page > Tribuna Libera > Intanto l’Egitto aspira a diventare la settima potenza mondiale

Intanto l’Egitto aspira a diventare la settima potenza mondiale

La rivoluzione di Piazza Tahrir del 25 gennaio 2011 servirà a far cadere Mubarak, le elezioni che seguiranno a quei fatti, porteranno al potere Morsi, che verrà fatto fuori, bandendo i Fratelli Musulmani dall'Egitto, e prenderà il potere il militare Al Sisi, con il colpo di Stato del 2013, in seguito alle rivoluzioni popolari del 30 giugno.

Rivoluzioni tradite, speravano in pane, diritti e libertà. Si son ritrovati con un regime abile a intersecare rapporti con più partner anche opposti tra di loro, come USA e Russia,Europa e Arabia Saudita, negare la realtà, come denunciata dalle organizzazioni umanitarie, considerate in Egitto inattendibili,che continua a mantenere un stato prorogato di sicurezza per consolidare il proprio potere, che se ne strafotte delle richieste delle autorità italiane per la verità per Giulio Regeni, e che aspira a diventare la settima potenza mondiale.

Senza dimenticare che l'Egitto ha l'esercito più potente d'Africa e tra i più potenti del mondo. Giusto per capire di cosa stiamo parlando e dell'importanza che riveste il settore militare con i suoi apparati per il mantenimento del potere.In questo 25 gennaio viene comunicato dalle parti d'Egitto il proprio orgoglio di aspirare a diventare un Paese prospero e ancora più ricco.Dove festeggiano con due giorni di vacanza la festa della polizia e della rivoluzione di piazza Tahrir, e si rende noto che l'Egitto può superare il Giappone e la Germania entro il 2030.

Sul sito del governo si evidenzia l'ultimo progetto finanziato dall'Unione Europea in Egitto. Da 72 milioni di euro circa.Progetti importanti, per l'acqua potabile e di drenaggio nel governatorato dell'Alto Egitto di Sohag per migliorare i servizi ai cittadini. Ciò dopo che il Parlamento europeo aveva prodotto una durissima risoluzione contro l'Egitto per come i diritti umani vengono trattati nella terra delle Piramidi. Intanto, sono tre anni senza Giulio, senza verità. E l'Egitto continua a fare quello che vuole, come vuole.

mb 

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