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 Home page > Attualità > Società > In risposta al Forum su “L’Afganistan, la Sharia e le donne”

In risposta al Forum su “L’Afganistan, la Sharia e le donne”

Torno nel merito del mio articolo perché dai tanti commenti che ho ricevuto penso di dover chiarire alcuni punti.

In primo luogo: sono una free lance. Ho lavorato per molti anni in passato per i periodici RCS-Corriere della Sera. Tuttavia chi (come Mazzetta) mi attribuisce un’impostazione mentale pilotata e monodiretta sbaglia, perché non sa che cosa significhi crescere con il mestiere che si fa, cercare di migliorarsi sulla base
dell’esperienza, soprattutto interrogarsi sulla giustezza di quello che si scrive. Spesso ho pagato per aver cercato di essere equidistante nel riportare i fatti.
 
 

Karim Metref . E’ vero: Karzai è tornato in Afganistan con l’appoggio degli americani. Si era rifugiato con la famiglia negli Usa negli anni ’90 per sfuggire al regime dei talebani. Dopo l’11 settembre Karzai e i Mujaheddin riuniti a Bonn in Germania si accordarono sul nuovo assetto da dare all’Afganistan. Karzai vinse le elezioni nell’ottobre del 2004 e da allora viene definito “sindaco di Kabul”. Poiché il prossimo mese di luglio si terranno nuove elezioni, si suppone che Karzai, con l’articolo di legge che permette lo stupro maritale, voglia accattivarsi il voto della comunità sciita.

Uomo Libero parla di retorica filo-occidentale. Certo se lui è filo-arabo non lo accuso di retorica. Dico soltanto che non mi sembra opportuno alimentare lo scontro contrapponendo Occidente ad Oriente. Né mi sembra intelligente concludere dicendo: “guardate in casa vostra” che di nefandezze il mondo occidentale ne compie già tantissime: violenza sulle donne, mariti che picchiano le mogli, padri che stuprano le figlie, uomini che molestano le bambine. E’ tutto vero. Ma questo modo di ragionare mi pare che sia già stato indicato con un nome (non bello) ma significativo: benaltrismo. Cioè non rispondere nel merito ma cercando altri argomenti.

 
Nel mio articolo ho voluto sottolineare due punti:
Primo: Il rispetto dei diritti umani è un dovere di tutti noi. E mi sembra giusto che ci si indigni e si protesti ogni volta che questi vengono violati. Alcuni esempi: l’ignominiosa impiccagione di Saddam Hussein, la lapidazione dell’adultera, la fucilazione dell’omosessuale.

 
Non penso si possa esportare la democrazia in nessun modo, né con le guerre né con le imposizione delle nostre leggi nei paesi di cultura e civiltà diverse dalle nostre. Questo sarebbe colonialismo. Concordo con Francesco Rossolini quando dice che l’Islam deve trovare da solo la propria strada. Tuttavia le donne prese a sassate perché protestano contro una legge che viola il diritto alla libertà di ciascun essere umano e che le vuole proprietà privata del marito, vanno difese e sostenute.
 
Secondo punto: Contesto l’applicazione della legge coranica da parte dei musulmani che vivono in Europa, Regno Unito soprattutto, per quanto attiene al Diritto Civile. In altre parole queste comunità non si attengono alle leggi dei Paesi ospitanti che sono per lo più Stati laici ed hanno un proprio diritto di famiglia. Per fare un esempio al contrario: gli italiani migranti negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento e decenni successivi non hanno preteso di imporre, laddove il diritto di famiglia era più avanzato del nostro, la propria legge che contemplava il delitto d’onore, la cosiddetta “fuitina” e considerava divorzio e adulterio come figli del demonio. C’erano, ci sono in Usa le comunità cattoliche con le loro chiese, ma gli italiani erano, sono, sottomessi alle leggi americane.
 
Dunque, perché mai dovrebbero gli islamici che arrivano da noi, pretendere di essere giudicati, per quanto attiene ai reati civili, da tribunali islamici che applicano la Sharia?
 
Per essere più esplicita non mi sembra giusto che nei Paesi ospitanti si applichino le leggi della Sharia. Significherebbe per noi, se ciò avvenisse, abdicare alla nostra legislazione e, dunque, alla nostra identità culturale e religiosa.

Commenti all'articolo

  • Di uomo arabo (---.---.---.230) 25 aprile 2009 16:28

     Visani virginia, tu non hai mai detto che in Afghanistan c’e’ un governo fantoccio degli Usa.
     Tu non hai mai detto che, per esempio, Karzai e’ a libro paga della Cia (e prima anche della Unocal).
     Tu nei tui articoletti ometti molte cose, ti appiattisci sulla versione filo-occidentale dei mainstream.
     Tu sei l’esempio lampante di giornalismo (giornalismo ?) servile, compiacente, da salotto, che ripete, con leggere sfumature la tiritera dei mass media di potere.

     i tuoi pezzi non servono assolutamente a nulla di progressivo e mirano solo a mantenere lo status quo.
    E’ inutile scrivere se non si ha in mente il contesto, l’agenda seting del potere, la volonta’ di essere dalla parte delle vittime: quelle vere.

     Se poi sei cosi’ limitata da non capire che insistere strumentalmente nel dipingere il popolo afghano come dei buzzurri cavernicoli che maltrattano le donne giova solo ai nostri governanti bastardi, che stanno massacrando quel Paese con gli F 16, allora sei proprio senza speranza.
     
     Ma cosa pensi, che noi altri "filo-arabi", come tu sprezzantemente ci definisci ( e non mi offendi) ci divertiamo a maltrattare le donne?
     Ma lo sai che nella civilissima Italia c’era fino a ieri il "delitto d’onore"? E ancora oggi le done si fanno due volte il culo e vengono pagate sempre meno?

     Impara a scrivere, Visani. E impara a scrivere cose utili, non retorica propagandistica utile solo a quei guerrafondai bastardi che sono alla testa dei nostri regimi.

     E ti ricordo che tu non parlavi, nel tuo articoletto, di "paesi ospitanti", bensi’ dell’ Afghanistan.
    Ma perche’, Visani, non sono padroni di farsi i cazzacci loro in Afghanistan? Con quale diritto tu dici agli altri come dovrebbero vivere?
     Perche’ pensi che in Tunisia, Paese moderato, nella vulgata retorica occidentale, per le donne sia molto diverso?
     E credi che in Arabia Saudita le donne vadano in giro in bikini?

     Perche’ non spari le tue fregnacce contro i "Paesi arabi moderati"?
    Non lo fai perche’ non hai dietro l’apparato dottrinale dei mainstream. Quello stesso che ti permette(rebbe) di sparare le tue sciocchezze contro il povero Afghanistan.

     E’ vergognoso e da vigliacchi difendere i forti e prendersela coi deboli. E infatti la maggior parte dei gazzettieri dei mainstream sono vergognosi e vili. Per questo fanno i corifei del potere.

     Sappi, giornalista dei mainstream, che l’Occidente in Afghanistan, sta ammazzando la gente. Gente che non ha fatto nulla. Gente che ha la sola colpa di abitare in uno snodo petrolifero mondiale (hai mai sentito parlare di Via della Seta, Kiber Pass, pipeline e cose del genere?...)

     Tu, e quelli come te, stigmatizzando i (numerosi) problemi che affliggono il popolo afghano, non fai altro che giustificare l’aggressione e l’occupazione di quella povera terra.

     Mi sfugge solo se la tua nullita’ giornalistica sia dovuta maggiormente ad un problema di mancanza di intelligenza o a semplice malafede. Ma non e’ una cosa che mi fa perdere il sonno.

     Mai piu’ sprechero’ il mio tempo leggendo qualcosa firmato da te.

     
     Buon pro ti faccia.
    le vittime afghane dell’occupazione occidentale ti ringraziano, ma il loro sangue, prima o poi, ricadra’ sugli ideologi imperiali e i loro servi dei mainstream. anche su di te.

     Mi spiace solo che non possano rispondervi gli afghani stessi, le vere vittime, quelli che non hanno nulla e vivono tra il deserto e le bombe dei nostri regimi criminali.

     Ma la risposta arriva sempre, prima o poi...









    • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.2) 25 aprile 2009 18:37

       uomo arabo dimmi una cosa: Quello che ha detto Virginia sulla manifestazione delle donne è vero o falso? E che ci sia stata una legge che autorizza lo stupro approvata da Karzhai medesimo è vero o falso?

  • Di Patrizia Dall’Occa (---.---.---.148) 25 aprile 2009 17:39
    Patrizia Dall'Occa

    va bene, sono qui... nell’altro articolo Cafenoir ha provato ad opporsi chiarendo in modo assolutamente democratico, come altri hanno fatto, le posizioni di VIrginia.

    Non è servito là e si rischia di ricominciare qui.

    La parola Servilismo è quanto di più abbietto si possa usare. Ma cavolo... nel 2009 ancora si parla di servilismo, potere oscuro, e cosa ancora? Non l’ho nemmeno finito di leggere il tuo commento, Uomo Arabo, perché l’impostazione non mi è piaciuta. Come non mi piace vedere chaimare una persona prima per cognome poi per nome. E’ quest’ultimo che ci contraddistingue, ma comunque, questa è una osservazione del tutto personale.
    Ma è utile per sottolineare una cosa. Ci sono mille modi per esprimere il proprio parere e quello educato è senza dubbio il migliore nonché più costruttivo.

    Si è detto, là e qui, che Virginia Visani, giornalista free lance, con cui si può essere d’accordo o dissentire, è stata poco precisa nell’esposizione dei fatti. Beh... quali fatti? Non si trattava di altro che di partecipazione emotiva e pubblica ad UN FATTO SPECIFICO, non una mossa accusatoria contro una condizione religioso politica, per la quale se si continua con queste proteste si può scrivere per millenni, senza giungere ad una conclusione. Da che esiste, la religione è stata causa di guerre, omicidi, rivendicazioni, e perché? perché non si può dimostrare nulla in merito. Ognuno può e deve credere nel suo Dio, ma di contro si può e si deve anche poter scegliere in quale Dio credere, ma anche questo è un argomento spinoso che rimanderei ad altra sede o articolo.
    Uomo arabo, perché invece che inveire contro, non scrivi qualcosa pro? Agoravox è la voce della piazza, per definizione. C’è posto per chiunque abbia, con civiltà ed educazione, qualcosa da dire.
    Virginia, in due pezzi, ha catturato l’attenzione, stimolato un dialogo, sfociato in invettive. Brutto, non credi? Non sarebbe più bello poter trovare parole rispettose per esprimere gli stessi concetti?
    Basta con sti servilismi... cos’è poi questo servilismo di cui la accusi? Serva di chi? In quanto free lance non è serva d’altri se non di se stessa e dunque come tale libera di esprimere il SUO pensiero, che non è certo verità universale.
    E’ una donna, che si è sentita partecipe di altre donen che sono state aggredite, colpite, ingiuriate per avere dimostrato per qualcosa in cui credono. Non capisco dove sia l’errore. Soprattutto non capisco perché dover parlare di errore. Dove è l’errore se non nelle mani di chi quelle pietre le ha lanciate?

    L’attacco, l’ingiuria, lo sproloquio, la mancanza di rispetto sono mezzi errati per qualcosa che potrebbe essere giusto, quindi, per favore...
    calma e rispondiamo come si deve.

  • Di mazzetta (---.---.---.184) 27 aprile 2009 12:19

    cara Viirginia

    Mi spiace che tu non abbia voluto/potuto rispondere alle mie contestazioni nel merito, in particolare a quelle sull’evidente -errore e/o falso- che minava la credibilità dell’articolo

    errore e/o falso che reiteri e rilanci anche in questo commento, dicendo:"queste comunità non si attengono alle leggi dei Paesi ospitanti"

    probabilmente ti sfugge che l’arbitrato "islamico" in GB (al quale ti riferivi nel pezzo criticato) è perfettamente nel quadro delle leggi britanniche su base volontaria
    se avessi letto bene il commento che avevo fatto al tuo articolo, avresti capito che si tratta di una arbitrato, cioè di -giurisdizione volontaria- e che quindi nessuno in GB può essere soggetto alla Sharia qualora -non lo richieda di comune accordo con la parte in causa-

    mi spiace sempre quando critico qualcuno e questi evade svicolando o parlando d’altro, ma che tu ignori la precisa accusa di aver scritto un falso e anzi lo ribadisca mi lascia davvero basito

    non è tanto l’errore a stupirmi (un sacco di gente scrie di leggi e diritti senza averne la minima contezza), ma è la pervicace insistenza nel veicolare un concetto che già sai essere falso che mi lascia davvero con l’amaro in bocca

    se vuoi crescere professionalmente impara a fare tesoro delle critiche, che nel caso specifico smentiscono platealmente le tue affermazioni: nessun islamico (o altro) è costretto a sottostare alla Sharia in Gran Bretagna

    se vorrai rispondere sul merito, ribadisco che le seguenti affermazioni sono false, non discutibili, ma proprio false in quanto riportano una ricostruzione totalmente falsa della questione dell’applicazione della Sharia in GB:
    "queste comunità non si attengono alle leggi dei Paesi ospitanti"
    "
    Significherebbe per noi, se ciò avvenisse, abdicare alla nostra legislazione e, dunque, alla nostra identità culturale e religiosa"
    "la Sharia è stata riconosciuta ufficialmente nelle cause di divorzio e di diritto di famiglia, comprese le cause di violenza maritale. (Questa poi è clamorosa, la violenza è materia da codice penale e non esiste alcun paese che deroghi al proprio diritto penale, figurarsi la GB, si parla di -diritto civile- e tu mescoli disinvoltamente le cose per sostenere la tua tesi)
    "Ovviamente il fatto preoccupa molto più le donne musulmane che gli uomini  in quanto queste non potranno sfuggire al tribunale islamico. Pur occidentalizzate nei costumi, vi dovranno sottomettersi in materia di rapporti famigliari. "

    Spero di esseri spiegato e di avere un riscontro, diversamente continua pure a scrivere seguendo le tue convinzioni maturate sull’ignoranza dei fatti, ma poi non pretendere di indicare quelli che ti criticano come filo-qualcosa

    Qui la questione è semplicemente che da filo-realtà non sopporto questi profluvi di sciocchezze che vanno a gonfiare allarmi infondati e ad alimentare razzismi degni di quei talebani che tanto stigmatizziamo
    m


  • Di Mazzetta (---.---.---.184) 27 aprile 2009 12:48
    Mazzetta

    dimenticavo, ecco il link all’articolo del Times http://www.timesonline.co.uk/tol/ne...
    che avevo allegato al commento al pezzo precendente, chiunque può rendersi conto di come faccia a pugni con le tesi di Virginia,
    spero anche la stessa Virginia

  • Di Lara (---.---.---.184) 27 aprile 2009 13:44

    Trovo molto grave che la signora Visani abbia evitato di rispondere a Mazzetta nel merito delle falsità che questi gli contestava già nell’articolo precedente e che anzi le abbia ripubblicate come se niente fosse.

    Gli errori capitano a tutti, ma quello su cui i lettori non possono transigere è la buona fede del giornalista, che in questo caso sembra messa decisamente in dubbio

  • Di virginia (---.---.---.181) 27 aprile 2009 16:29

    Prima di tutto se devo rispondere lo faccio con chi non insulta e non usa violenza verbale.

    Dunque, caro Mazzetta, che t’incazzi tanto da augurarmi di essere presa a pugni, se leggi bene codesto mio articolo, non ho detto che le donne in Inghilterra sono obbligate a valersi del tribunale islamico, però se qualcuno per loro decide che vada applicata la Sharia, per esempio in caso di adulterio, le donne hanno la possibilità di ribellarsi?
    E in tema di matrimonio, se un padre decide che la figlia non debba amare un occidentale, può la figlia ribellarsi in base alla legge del paese ospitante? 

    Sei un presuntuoso, uno di quelli, e sono tanti, che non ascoltano l’interlocutore, nè cercano di convincerlo della bontà delle proprie argomentazioni usando la logica e il ragionamento.

    Cerchi lo scontro, maleducato e ignorante. Dunque è meglio che tu parli con chi come te pretende di avere sempre ragione magari a suon di insulti.

  • Di Mazzetta (---.---.---.184) 27 aprile 2009 18:42
    Mazzetta

     Cara Virginia

    mi dovresti fare il favore di quotare dove ti avrei insultato e dove mi sarei mai augurato che qualcuno ti picchiasse. l’unico riferimento ai "pugni" è nella frase: "chiunque può rendersi conto di come faccia a pugni con le tesi di Virginia"
    ed è riferito al link che ti ho porto perché tu potessi renderti conto del tuo errore.

    nel fare l’offesa in questo modo risulti sgradevole e offensiva, oltre a dimostrare una scarsa comprensione del testo scritto, ma se serve sono anche pronto a farti un disegno, basta chiedere

    poi calmati e non cercare di mandare la cosa in caciara per sottrarti al confronto.

    dici: " non ho detto che le donne in Inghilterra sono obbligate a valersi del tribunale islamico,"

    ma invece lo hai detto (e chiunque può verificare) scrivendo: 
    "Ovviamente il fatto preoccupa molto più le donne musulmane che gli uomini  in quanto queste non potranno sfuggire al tribunale islamico. Pur occidentalizzate nei costumi, vi dovranno sottomettersi in materia di rapporti famigliari. " Come ho quotato correttamente dal primo pezzo e come continui a ribadire nonostante la dimostrazione contraria

    Non sai cos’è e come funziona un arbitrato? Usa un motore di ricerca prima di perdere il controllo e insultare, ma forse fai finta di non capire, perché se chiedi qui sopra: " però se qualcuno per loro decide che vada applicata la Sharia, per esempio in caso di adulterio, le donne hanno la possibilità di ribellarsi?"
    ... vuol dire che proprio non riesci ad accettare il fatto che in GB la Sharia sia praticabile esclusivamente se scelta dalle parti in causa su base volontaria.

    Infatti ribadisci chiedendo:
    "E in tema di matrimonio, se un padre decide che la figlia non debba amare un occidentale, può la figlia ribellarsi in base alla legge del paese ospitante? "
    Una domanda alla quale mi vergogno di rispondere per quanto assurda, ma la risposta è che, comunque, in Gran Bretagna (e non in un generico "paese ospitante" di fantasia) valgono le leggi inglesi, la Sharia vale solo se le parti in causa decidono di giudicare la loro controversia secondo la Sharia, nei limiti e nei modi previsti dalla legge britannica. Quindi -chiunque- in Gran Bretagna è soggetto sempre e solo alla legge inglese, se non quando -decide- di preferire un giudizio secondo la Sharia, di comune accordo con la parte in causa. Se non c’è accordo tra le due parti: niente Sharia. Spero di essere stato abbastanza chiaro.

    Poi dici:
    "Sei un presuntuoso, uno di quelli, e sono tanti, che non ascoltano l’interlocutore, nè cercano di convincerlo della bontà delle proprie argomentazioni usando la logica e il ragionamento."

    E qui mi offendo io, perché se dopo DUE volte che ti spiego (con tanto di link) come stanno le cose, tu te ne esci con sciocchezze del genere, vuol dire che cercare di spiegarti le cose è una fatica senza ricompensa, se non una bordata d’insulti come: "Cerchi lo scontro, maleducato e ignorante. Dunque è meglio che tu parli con chi come te pretende di avere sempre ragione magari a suon di insulti."

    Bene, ora ti invito a cercare un solo insulto (e a quotarlo) tra quanto ti ho scritto, poi ti invito a ragionare -serenamente- sulle -falsità che hai scritto- e non ancora compreso e, infine, spero, a scusarti come si conviene alle persone educate che discutono in buona fede, se c’è qualcuno che sta sfuggendo alla discussione sul merito, questa sei tu, adesso mi sembra l’ora di smetterla.

    Io NON ti ho insultata e ho -dimostrato- dove fosse il tuo errore, buttarla in caciara in una discussione sul web non ti servirà a molto, scripta manent, qui non siamo in televisione o su altri media dalla comunicazione unidirezionale dove espedienti del genere possono pagare. Qui la figuraccia rimane a lungo e indelebile

    Diversamente rischi solo di peggiorare quella che a me sembra già una pessima figura, dimostrando da sola chi, tra me e te, sia il presuntuoso, maleducato e ignorante.

    ciao

    m

  • Di mazzetta (---.---.---.220) 29 aprile 2009 12:16

     
    Come spesso mi è accaduto, resto senza risposta

    Evidentemente Virginia tutto questo interesse nella "crescita" non ce l’ha

  • Di kthrcds (---.---.---.46) 3 maggio 2009 11:43

    In Afganistan gli afgani stanno oggi come stavano prima del 2001. Con l’aggravante che un giorno sì e l’altro pure i bombardieri occidentali sbriciolano interi villaggi e accoppano decine di civili alla volta. In genere i media occidentali fanno finta di niente. Quando proprio è evidente che i bombardamenti hanno ucciso solamente civili - compresi, ovviamente, donne e bambini -, e il numero delle vittime è talmente elevato da costringere il Quisling afgano Karzai a cinguettare una protesta formale, i comandanti militari statunitensi rispondono infastiditi ricorrendo alla formula di rito: "Non abbiamo notizie di vittime civili; il nostro obiettivo era un covo di terroristi. Nel caso fossero confermate vittime civili apriremo un’inchiesta". Il giorno dopo danno un’altra ripassata di F-16 a qualche altro villaggio sperduto tra le deserte lande afgane, tanto per far capire a Karzai chi comanda in afganistan. Oltre a ciò non andrebbe dimenticato che l’uranio impoverito (Depleted uranium) miete oggi - e mieterà domani - vittime tra la popolazione civile nell’indifferenza dei media. Da oltre sette anni va avanti questa storia, e oggi si può dire che gli afgani, dopo aver subito le "attenzioni" della coalizione internazionale sono ormai tutti "talebani". E sarebbe poi interessante sapere a quanti di noi piacerebbe essere "liberati" dalla tirannia con i metodi adottati dalla "coalizione internazionale".

    • Di virginia (---.---.---.19) 3 maggio 2009 13:19

      E’ un commento interessante, che potrebbe costituire ancheun articolo se tu avessi voglia di scriverlo per AV.
      Questo però non aggiunge nè toglie niente (mi pare) a codesto mio articolo che si riferisce esclusivamente alla protesta di alcune donne e alla repressione finita a sassate.
      Su Karzai si dice appunto che per ingraziarsi una parte della popolazione, costui non ha ancora emendato la sua legge.
      Grazie per il tuo contributo

  • Di kthrcds (---.---.---.169) 6 maggio 2009 20:01

    L’oscurantismo maschilista cui sono soggette le donne afgane è ripugnante e vile, e non può essere condiviso da coloro che vogliono vivere in una società composta da donne e uomini, vale a dire persone, aventi pari diritti e dignità e consapevoli dei rispettivi doveri. Ciò ovviamente si intende sia all’interno del proprio ambito familiare, che all’interno della società nel suo complesso. L’esatto contrario di ciò che intendono i sostenitori dell’attuale primo ministro italiano, tanto per fare semplificare. Molti anni fa fu mia moglie a spiegarmi in due parole un concetto semplice che non ho mai dimenticato (e che, peraltro, non mi era affatto estraneo), ossia che lei voleva essere considerata come una persona, prima che come donna. Va senz’altro detto che la condizione femminile in Afganistan è quanto di peggio si possa augurare ad una donna. Il che, però, vale anche per le donne che vivono nei paesi arabi "amici" degli Usa. Forse in un futuro prossimo il diverso approccio dell’amministrazione Obama nei rapporti con il mondo arabo e con l’Islam contribuirà ad avviare un processo evolutivo per ciò che riguarda la situazione delle donne all’interno di quei mondi, ma questo è un altro paio di maniche. Mi sembra comunque che si possa dire che radere al suolo interi villaggi - e, di conseguenza, causare la morte di centinaia di donne e bambini – non possa essere in alcun modo inteso come un contributo al miglioramento della condizione delle donne afgane. Tanto più se si considera che con la centesima parte di ciò che si è speso sinora in bombardamenti e in missioni di “peace-keeping” – peraltro non espressamente richieste dai diretti interessati – si sarebbe potuto risollevare l’intero Afganistan dalla drammatica condizione in cui versa attualmente senza bisogno di coinvolgere mezzo mondo nella cosiddetta “Guerra al Terrore” voluta da George W. Bush. Volendo semplificare all’estremo, se gli afgani invece delle bombe avessero ricevuto il loro corrispettivo in denaro, oggi gli afgani medesimi apparterrebbero alla categoria dei benestanti, nessuno di loro avrebbe in animo di combattere in armi i militari della coalizione internazionale, e i talebani farebbero i comici in televisione. È notizia di oggi che «una bambina afgana di 13 anni è morta uccisa dai colpi di mitragliatore sparati da un blindato italiano di pattuglia nella zona occidentale dell’Afghanistan» (Bruno Persano, Herat, militari italiani sparano. Uccisa bimba di 13 anni, tre feriti, La Repubblica on line, 3 maggio 2009). Secondo la ricostruzione dei militari, l’automobile non si sarebbe fermata all’alt dei militari; mentre il guidatore dell’auto avrebbe affermato di non essersi reso conto in tempo utile delle intimazioni dei militari a causa della pioggia. Nell’articolo de La Repubblica si specifica che l’auto su cui viaggiava la famiglia afgana era una Toyota Corolla, percepita dai militari come “una delle macchine maggiormente segnalate come possibili autobomba”, dando in certa misura l’impressione che quando i militari incrociano un’auto di quel modello prima sparano e poi si chiedono il perché. Un ufficiale italiano intervistato dai tg nazionali spiega che i suoi soldati hanno dovuto reagire a ciò che poteva costituire una minaccia, viste le condizioni in cui si trova l’Afganistan. Già; ma perché allora non restarsene in Italia, dal momento che l’attuale condizione dell’Afganistan è conseguenza anche della presenza della coalizione internazionale di cui l’Italia si ritiene in dovere di fare parte? Visti in tv, nelle poche immagini diffuse dai tg, i soldati italiani hanno l’aria abbacchiata e imbarazzata. In effetti credere di essere stati inviati a combattere il terrorismo e ritrovarsi ad accoppare gente inerme all’interno di un paese che non conoscono, che non li stima, non li ama e che aspetta solo che se ne vadano, li rende più consapevoli del fatto che anziché essere la soluzione del problema afgano ne sono divenuti una componente. Sia quel che sia, una ragazzina di 13 anni è morta e tre suoi familiari, tra cui la madre della vittima, sono rimasti feriti senza un vero motivo. Episodi simili sono pressoché all’ordine del giorno in Afganistan, ed è ipotizzabile che chiunque abbia a cuore il miglioramento della condizione delle donne afgane non ne veda con favore il ripetersi. Già a metà dicembre 2001 uno studio realizzato dall’americano Marc Herold, professore di economia e relazioni internazionali presso l’università del New Hampshire, stimava il numero delle vittime afgane in circa 3.700. Lo studio riportava dettagliatamente i luoghi e le date dei bombardamenti - ricavati per lo più dai resoconti delle agenzie di stampa e da testimonianze oculari - e anche qualche dettaglio indicativo del cinismo della macchina militare. Quando, ad esempio, il 22 e il 23 ottobre 2001 l’aviazione americana uccise 93 civili, un ufficiale del Pentagono disse che “le persone sono morte perché noi le vogliamo morte. Hanno simpatizzato con i talebani!”. Lo studio rivelava che erano stati più di quattromila i raid angloamericani e che in più di un’occasione il Pentagono tentò di nascondere la realtà, negando di aver ucciso dei civili, e attribuendo queste notizie alla propaganda talebana. Dopo circa quattro mesi dall’inizio dei massicci e quotidiani bombardamenti sull’Afganistan, il New York Times si decise a spendere due parole sugli “errori incredibili che hanno causato la morte di centinaia, ma forse anche migliaia di civili”. Tutti questi morti innocenti sarebbero dovuti, secondo il New York Times, al fatto che Cia e Pentagono in troppi casi hanno individuato i loro obiettivi sulla base di informazioni sbagliate e di foto approssimative degli aerei da ricognizione, oltre che al malfunzionamento delle varie apparecchiature. Da allora sono passati quasi otto anni ma sembra che la Cia e il Pentagono continuino a lavorare sulla base di informazioni sbagliate.

    «La Croce rossa internazionale conferma che diverse decine di civili, fra i quali molte donne e bambini, sono morte lunedì notte nel corso di un raid aereo americano nell’ovest dell’Afghanistan, nella provincia di Farah. “La nostra squadra ha visto i corpi senza vita di decine di persone, fra le quali donne e bambini”, ha dichiarato una portavoce della Croce Rossa internazionale, Jessica Barry. ”La maggior parte delle case interessate (dal bombardamento) sono state ridotte in macerie. In diversi villaggi ci sono stati dei funerali collettivi”, ha aggiunto. “Uno dei nostri colleghi della Croce rossa afgana è morto nei bombardamenti, e con lui 13 membri della sua famiglia”, ha continuato la portavoce. Tra lunedì e martedì dei violenti combattimenti a terra, cui è seguito un intervento aereo americano, hanno opposto i talebani alle forze di sicurezza afgane e alle forze internazionali nel distretto di Bala Buluk nella provincia di Farah». (Farah, decine di morti in raid aerei, La Stampa on line, 6 maggio 2009).

    Ecco, visto come vanno le cose, forse sarebbe giunto il momento di chiederci che cosa stiamo effettivamente facendo laggiù, perché aggiungere i bombardamenti alle sassate non contribuisce né al miglioramento della condizione femminile, né a qualsiasi altro miglioramento.

    • Di virginia (---.---.---.247) 7 maggio 2009 10:59

      Ha perfettamente ragione il commentatore che mi precede. Sono esterrefatta e addoloratissima per questi ultimi due episodi di violenza su persone, bambini, innocenti.
      E’ vero, che cosa ci stiamo a fare in Afganistan? Non so, mi chiedo, se questi episodi in cui si spara e si gettano bombe che fanno vittime civili, sia una conseguenza inevitabile di una situazione, diciamo, caotica, confusa, non chiara per la quale non sappiamo più distinguere gli "amici" dai "nemici", se sia un inevitabile risvolto tragico della guerra, o semplice fatalità, Non so proprio.
      So però una cosa: basta guerra, basta guerre!

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