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In giro per il mondo alla ricerca di nuove forme d’arte

Si può fare arte davvero con tutto? La risposta è sì, c’è la street art che colorando i muri più angusti e gli ecomostri delle metropoli ci offre un salto dimensionale verso la fantasia e dà un tocco di infantile e selvaggio colore ai luoghi in cui si sviluppa; c’è il visual food che permette di modellare il cibo rendendo ogni piatto una vera e propria opere d’arte; c’è la “Guerrilla Gardening” che riempie di piante le zone coperte solo dal cemento, in una sorta di atto rivoluzionario. E poi ci sono gli artisti più buontemponi, sono quelli che fanno arte con ciò che trovano: chiodi, frutta, uova, zollette di zucchero… ogni oggetto diventa un pennello, una scultura, un’opera d’arte. Agoravox Italia vi offre un viaggio virtuale all’interno di queste suggestioni!

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Si intitola Books about Town ed è un’iniziativa promossa dalla National Literacy Trust per celebrare le storie legate alla città di Londra e promuovere la lettura. In 50 diverse località della città sono state installate delle panchine letterarie, a forma di libro aperto, decorate con i personaggi di classici come Peter Pan, Sherlock Holmes, James Bond e Hercules Poirot e ogni panchina è stata progettata da un artista differente.

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C’è chi gioca con i monumenti, con le statue e con le installazioni. Ma non è trasgressione né mancanza di rispetto: è un modo per renderle vive, così in diverse città del mondo turisti armati di macchina fotografica hanno iniziato a sviluppare questo simpatico flash mob.

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Mattoni, intonaco ed edifici fatti di zollette di zucchero? E’ successo: si intitola "New York Sugar Metropolis" ed è un enorme progetto artistico ideato dagli scultori Brendan Jamison e Mark Revels che stanno lavorando a un'ambiziosa installazione nel quartiere di Sugar Hill Harlem. Al progetto, che consiste nella creazione di una vera e propria città fatta solo di zollette di zucchero, collabora un team di artisti professionisti e volontari. L'opera sarà esposta fino a fine luglio 2014 al piano terra di un nuovo edificio con all'interno un museo dello zucchero.

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Arte in punta di dita! Lui si fa chiamare Dito Von Tease, nome d’arte di un italiano che ha deciso di trattare con ironia la metafora “nascondersi dietro un dito” e creare ritratti di personaggi più o meno noti sulle dita. “Se la nostra immagine è ‘il dito dietro il quale ci nascondiamo’ – spiega Dito Von Tease sul suo blog – questo è vero soprattutto per le celebrità, che vivono delle loro maschere”.

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La microarte richiede pazienza e dedizione: è quello che ci vuole per mettere in piedi un’installazione fatta interamente di stuzzicadenti. Il record per questo tipo di arte ce l’ha l’artista Scott Weaver appena trentacinquenne che ha messo in piedi una scultura con 100.000 stuzzicadenti.

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L’arte si fa più estrema e goliardica quando riesce a dare un volto persino alle uova. L’idea rimbalza su Tumblr e coinvolge diversi utenti: ognuno si sbizzarrisce proponendo la sua idea di uovo. Ce ne sono di sorridenti, spaventati, rotti, goliardici, esagitati e persino in stile Spongebob.

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Sono diversi i campionati di sculture di sabbia che si sviluppano e consumano soprattutto in estate in diverse parti del mondo. Il Campionato mondiale di sculture di sabbia chiamato "Harrisand" è disputato in Canada nella città di Harrison Hot Springs (Vancouver).

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E d’inverno tocca ai campionati internazionali di sculture di ghiaccio. I pupazzi di neve diventano arte durante i Festival che si terranno dall´14 al 16 gennaio 2015 a San Candido e dal 19 al 21 gennaio 2015 a San Vigilio. Le sculture in ghiaccio, che potranno essere ammirate anche di sera grazie all’impianto d'illuminazione espressamente previsto, rimarranno al loro posto inviolate fino a quando, con l’approssimarsi della primavera, non si scioglieranno.

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Dipingere con i chiodi è un’arte che ha un nome e una sua corrente: si chiama puntinismo. L’artista David Foster ad esempio con questa tecnica ha realizzato un ritratto della regina d’Inghilterra con trenta mila chiodi e uno di Marilyn Monroe con 5mila chiodi.

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La vostra auto è sporca e necessiterebbe di radicali pulizie? Non vergognatevene perché potrebbe diventare arte. Come insegna Scott Wade, che viene ormai definito l’Artista dei vetri sporchi. Con una serie di pennelli, le dita, e un piccolo aspiratore Scott gratta via la polvere e lo sporco dal vetro posteriore dell’automobile dando vita a riproduzioni di opere celebri perfettamente somiglianti.

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Bryan Berg trentaquattrenne americano, che già era entrato nel guinness dei primati con un’opera analoga ha estrapolato un’arte da un passatempo: i castelli di carte si possono trasformare i vere e proprie installazioni artistiche, precarie ma spettacolari. 

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