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I rapporti tossici tra Italia ed Egitto continuano come se niente fosse, aspettando la sentenza per l’omicidio di Stato di Giulio Regeni

Dire che hanno una faccia tosta è dire poco. Ma ci sta. Il loro mondo, malvagio, funziona così. Come in tutte le dittature. Cosa vuoi che sia aver sequestrato, massacrato ed ucciso un ricercatore universitario?

Perché si erano fatti le pippe mentali che fosse una cattivissima spia al servizio di qualche governo straniero chiamato a destabilizzare Al Sisi? Giulio era lì per fare il suo lavoro di ricercatore. E' caduto nella trappola della paranoia del regime egiziano, da cui non è più uscito e nulla si è fatto per poterlo salvare. E ancora oggi rimane inspiegabile come sia possibile che non lo si sia potuto salvare. In tutto ciò, mentre in Italia, il processo, contro alcuni esponenti degli apparati di sicurezza egiziani, procede, l'Egitto continua a relazionarsi con l'Italia come se praticamente nulla fosse mai accaduto. Ma il problema, come detto, non sono loro, ma noi. Noi come Paese che continuiamo a legittimarli, a sostenerli, a collaborare, e ora anche a valutare di istituire partnership tra università egiziane e italiane, in coordinamento con il Ministero dell'Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica. Recentemente si è svolto un incontro tra il Vice Primo Ministro, Ministro della Salute egiziano con incontra il Ministro della Salute italiano. Ennesimo tassello delle relazioni politiche ben salde tra un Paese mai dichiarato ostile, quale l'Egitto, e l'Italia, che ha considerato la questione di Giulio, come un effetto collaterale, su cui andare oltre. La gente in Egitto continua ad andare a farsi le vacanze, l'Italia continua a sostenere la loro economia, da quella delle armi in poi, si continuano a sostenere processi di cooperazione, tranne, che in ambito giudiziario. Bisognerà aspettare la sentenza, si auspica di condanna verso qui soggetti imputati e accusati dell'omicidio di Giulio, per dover riaccendere nuovamente i riflettori sui rapporti, tossici, tra Italia ed Egitto? Probabilmente sì.

Commenti all'articolo

  • Di Attilio Runello (---.---.---.123) 25 luglio 2025 04:08

    I rapporti fra Stati, soprattutto fra due stati importanti come Italia ed Egitto, non possono essere soggetti a raffreddamenti, interruzioni, ripicche diplomatiche o peggio interruzione dei rapporti commerciali. La vicenda di Regeni è grave? Certo. Anche se non la conosceremo a fondo fino a quando anche la relatrice della tesi britannica, dove studiava Regeni, non ci spiegherà che tesi stava facendo. Tuttavia non si possono raffreddare i rapporti fra Stati per un singolo episodio. Esistono altre strade per chiedere collaborazione e scoprire i responsabili dell’assassinio. In Egitto governano giunte militari da quando andarono via gli inglesi lasciando una debole monarchia. Da oltre Settanta anni. Una volta sola, su invito di Obama, la giunta fece un passo indietro per lasciare spazio a libere elezioni. Vinsero i fratelli mussulmani, che sono fratelli stretti di Hamas e Hezbollah. E dopo un breve governo ritornò la giunta militare al potere per non spingere l’Egitto verso uma politica filo iraniana. Di situazioni come quella di Regeni il nostro paese ne ha dovuto subire diverse. A volte si riesce a salvare o a tirare fuori dai guai i nostri connazionali e altre volte no. Intervenire all’estero non sempre è facile. Nel 1979 in Iran vennero presi come ostaggio tutte le persone che lavoravano nell’ambasciata americana. E gli americani dovettero aspettare un anno e mezzo prima della loro liberazione. Noi piuttosto ingenuamente una decina di anni fa abbiamo fatto mettere in prigione ingiustamente in India due nostri militari che avevano fatto il loro dovere. E la vicenda si è risolta dopo anni. E non si può bloccare gli scambi commerciali fra due paesi per questi motivi. Senza contare che è possibile che anche da noi cittadini stranieri subiscano ingiustizie. Non mi risulta che altri stati interrompano i rapporti con il nostro paese per queste ragioni

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