A puro titolo di curiosità e di cronaca la "premonizione" del "trappolone" risale alle ore 1.32 del giorno corrente. Come direbbe il poeta: "C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico..."
Aggiornamento: Roma, 6 ott. (Apcom) - La Giunta per le Autorizzazioni
della Camera, con il voto di Pdl, Fli e Lega, ha rinviato al Tribunale
dei ministri di Perugia gli atti relativi alla richiesta di
autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle
Infrastrutture Pietro Lunardi, indagato per corruzione nell’ambito
dell’inchiesta sugli appalti per il G8 con l’accusa di aver acquistato
nel 2004 ad un prezzo di favore da Propaganda Fide un intero palazzo di
cinque piani in via dei Prefetti a Roma in cambio del finanziamento
pubblico di 2 milioni e mezzo di euro per la ristrutturazione di un
immobile a Piazza di Spagna.
"Siamo davanti ad una forzatura del regolamento e della legge - accusa
Marilena Samperi, capogruppo del Pd in Giunta - che serve solo a
prendere tempo e a bloccare le indagini. Il panorama inquietante emerso
dalle indagini sulla cricca degli appalti è contraddistinto dalla
presenza pervicace e continuativa di alcuni soggetti che con un copione
sempre uguale commettevano gravi reati: dalla casa di Scajola a quella
del generale Pittorru a quella del ministro Lunardi. Davanti alla
gravità di questi reati la politica dovrebbe avere essa stessa
l’esigenza di fare chiarezza non certo quella di ostacolare il regolare
corso della giustizia".
Può certamente esserci spazio per i dubbi, soprattutto in un’Italia dove, a orologeria(?), scattano gli allarmi per i puntuali gruppi anarco-insurrezionalisti e gli altrettanto puntuali terroristi. Analogo episodio, secondo quanto riportato dall’AGI, avvenne nel 1995: http://www.agi.it/news/notizie/2010... Al di là delle congetture rimane ferma la nostra condanna verso qualsiasi forma di violenza. E resta, altrettanto, inequivoca la nostra forte contrarietà e tutto il nostro disappunto davanti a quelle strumentalizzazioni di chi ha intenzione di far leva sulla paura, di chi addita responsabilità verso qualcuno, di chi manipola l’episodio con improvvisati parallelismi e rispetto a tutto quanto si presta ad alimentare il marasma.
Si tratta d’un diverso punto di vista. Il mio, ferma restando la diversità di opinioni e se vogliamo anche l’antipatia, non si nutre di sentimenti d’odio, nè di pregiudizio. Il contrasto delle idee deve sempre manifestarsi e restare in un ambito di civile confronto. E, partendo da questi presupposti, non posso sottoscrivere questo permanente clima da guerra civile latente. I teoremi, da qualsiasi parte provengano, devono sempre trovare riscontro. Chi pensa alla simulazione si pone sullo stesso piano di chi, in preda ad altrettanto delirio, punta il dito su presunti mandanti morali. Certo non si è arrivati al peggio, non c’è nessun martire da santificare: c’è solo il richiamo ad una dialettica responsabile. Anche da parte di chi non ha particolarmente brillato, in questi anni, in termini di correttezza e ha frequentemente utilizzato la crociata contro l’avversario.