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Filippine, i danni alle comunità native del boom del nichel

Lo sviluppo delle automobili elettriche è una cosa buona e giusta, ma i danni alle comunità nei cui territori si scava per estrarre i minerali fondamentali per le batterie passano spesso in secondo piano.

di Riccardo Noury e Monica Ricci Sargentini

Non solo non beneficiano in alcun modo di questo sviluppo, sul quale non vengono consultate, ma i loro diritti umani sono violati e sacrificati in nome dell’industria dell’auto.

Amnesty International ha analizzato la situazione nelle province filippine di Zambales e Pawalan, dove operano o sono in procinto di operare quattro imprese e si registra un vero e proprio boom dell’estrazione del nichel.

La situazione è particolarmente grave nella regione costiera di Santa Cruz, nella provincia di Zambales, e sull’intera isola di Palawan. È qui che la deforestazione è più intensa e i danni alla salute sono più acuti.

L’esposizione alla contaminazione da metalli pesanti investe l’aria, l’acqua e la catena alimentare. Le persone tossiscono, hanno attacchi d’asma, sviluppano irritazioni alla pelle, agli occhi e alla gola. Quella che una volta sgorgava limpida e cristallina ora è un’acqua torbida, di un colore tra il rosso e il marrone.

La documentazione sui progetti minerari, in particolare le analisi sull’impatto ambientale, non è messa a disposizione delle comunità locali. Persino Amnesty International è riuscita a trovarne solo una. Ha chiesto le altre ma non le ha ottenute. Residenti locali parlano di un giro di mazzette con cui si compra il consenso di sedicenti rappresentanti delle comunità.

 

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