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Ferragosto: che festa sarebbe se non fosse religiosa

Da Ferragosto al Natale, passando per il Capodanno e 1° maggio. Le uniche feste esclusivamente civili rimangono il 25 apri­le e il 2 giu­gno.

 

 

Che una con­si­sten­te fet­ta del­le fe­sti­vi­tà di ogni cul­tu­ra ab­bia­no una ma­tri­ce re­li­gio­sa è cosa nota e in­ne­ga­bi­le. An­che mol­te del­le ri­cor­ren­ze che fe­steg­gia­mo ai gior­ni no­stri han­no una con­no­ta­zio­ne re­li­gio­sa che af­fon­da le pro­prie ori­gi­ni in epo­che in cui il pro­ces­so di se­co­la­riz­za­zio­ne era di là da ve­ni­re.

Non tut­te però sono tali dal­le ori­gi­ni, mol­te lo sono di­ven­ta­te solo in un mo­men­to suc­ces­si­vo, nel ten­ta­ti­vo di met­ter­vi let­te­ral­men­te il cap­pel­lo so­pra. Il prin­ci­pio è sem­pli­ce: se non è pos­si­bi­le era­di­ca­re i fe­steg­gia­men­ti non re­li­gio­si, al­lo­ra è con­ve­nien­te far­li pro­pri.

Il mese di ago­sto è per gli ita­lia­ni il mese del­le va­can­ze per de­fi­ni­zio­ne. Tale tra­di­zio­ne ri­sa­le nien­te­me­no che a due mil­len­ni fa, pri­ma an­co­ra che Gesù Cri­sto na­sces­se. Le co­sid­det­te Fe­riae Au­gu­ste ven­ne­ro isti­tui­te dal­l’im­pe­ra­to­re Ot­ta­via­no Au­gu­sto come ri­po­so dopo le fa­ti­che agri­co­le che du­ra­va­no tut­ta la pri­ma­ve­ra fino al rac­col­to dei ce­rea­li.

La data del 15, gior­na­ta cen­tra­le del­le fe­sti­vi­tà, è sta­ta in se­gui­to de­di­ca­ta dal­la Chie­sa cat­to­li­ca all’As­sun­zio­ne di Ma­ria, dog­ma dal 1950. Per­si­no l’e­ven­to astro­no­mi­co del­le Per­sei­di, le stel­le ca­den­ti che ani­ma­no il cie­lo not­tur­no nei gior­ni pre­ce­den­ti il Fer­ra­go­sto, vie­ne col­le­ga­to al mar­ti­rio di San Lo­ren­zo e ovun­que vie­ne det­to che la not­te del 10, de­di­ca­ta al san­to, è quel­la di mag­gio­re con­cen­tra­zio­ne del fe­no­me­no, quan­do in­ve­ce la not­te mi­glio­re per as­si­ste­re al fe­no­me­no sa­reb­be per gli astro­no­mi quel­la del 12.

Quel­la del­le Per­sei­di non è nem­me­no l’u­ni­co caso di al­te­ra­zio­ne di ve­ri­tà og­get­ti­ve astro­no­mi­che. Chi non co­no­sce il det­to se­con­do cui la not­te di San­ta Lu­cia, il 13 di­cem­bre, sa­reb­be “la più lun­ga che ci sia”? Il sol­sti­zio d’in­ver­no in real­tà av­vie­ne pa­rec­chio dopo, tra il 21 e il 22 di­cem­bre. E pro­prio il sol­sti­zio è un al­tro fe­no­me­no astro­no­mi­co alla base di ri­cor­ren­ze re­li­gio­se fin dal­l’an­ti­chi­tà.

Nei gior­ni vi­ci­ni al sol­sti­zio d’in­ver­no sono sta­te fat­te na­sce­re nu­me­ro­se di­vi­ni­tà di an­ti­che re­li­gio­ni, da Mi­tra a Ho­rus, fino a da­tar­vi an­che la Na­ti­vi­tà di Gesù, men­tre il sol­sti­zio d’e­sta­te vie­ne fat­to più o meno coin­ci­de­re con la Na­ti­vi­tà di San Gio­van­ni Bat­ti­sta.

Dal Na­ta­le cri­stia­no, fe­steg­gia­to il 25 di­cem­bre, al pri­mo gior­no del­l’an­no pas­sa ap­pe­na una set­ti­ma­na e nuo­va­men­te ci si im­bat­te in una ri­cor­ren­za che per i più è pret­ta­men­te se­co­la­re, ma non per que­sto si è ri­nun­cia­to a ten­ta­re di “re­li­gio­siz­zar­la”. Il Ca­po­dan­no ita­lia­no ri­sul­ta in­fat­ti es­se­re de­di­ca­to, a leg­ge­re i ca­len­da­ri, a Ma­ria Ma­dre di Dio, con l’ec­ce­zio­ne del rito am­bro­sia­no se­con­do cui in­ve­ce il 1° gen­na­io è de­di­ca­to alla Cir­con­ci­sio­ne di Gesù.

Il fe­no­me­no del­la “re­li­gio­siz­za­zio­ne” non ri­spar­mia nem­me­no fe­sti­vi­tà con­ce­pi­te ed isti­tui­te per cose de­ci­sa­men­te ter­re­ne, com’è il caso del­la Fe­sta del la­vo­ro ce­le­bra­ta il 1° mag­gio. Le ori­gi­ni di que­sta ri­cor­ren­za sono ame­ri­ca­ne e fan­no ri­fe­ri­men­to alle bat­ta­glie con­dot­te dai sin­da­ca­ti per ot­te­ne­re le otto ore la­vo­ra­ti­ve, ol­tre che agli in­ci­den­ti che por­ta­ro­no a Chi­ca­go alla mor­te di due ope­rai in scio­pe­ro. Eb­be­ne, dal 1956 an­che la Chie­sa cat­to­li­ca fe­steg­gia il Pri­mo Mag­gio, pre­ci­sa­men­te con la ri­cor­ren­za di San Giu­sep­pe Ar­ti­gia­no.

Ri­man­go­no ad oggi esclu­si­va­men­te ci­vi­li le fe­sti­vi­tà del 25 apri­le e del 2 giu­gno.

Ad es­se­re sem­pre di ca­rat­te­re re­li­gio­so, per ovvi mo­ti­vi, sono in­fi­ne le fe­ste pa­tro­na­li, gio­ia per il par­ro­co di tur­no e do­lo­re per le im­pre­se at­ti­ve in più di una cit­tà a cau­sa del­le dif­fi­col­tà nel ge­sti­re tan­to il per­so­na­le quan­to la clien­te­la. Di tan­to in tan­to qual­cu­no ne pro­po­ne ti­mi­da­men­te lo spo­sta­men­to, an­che se in ge­ne­re que­sto av­vie­ne qua­si sem­pre nel con­te­sto di una di­scus­sio­ne che pre­ve­de di ri­toc­ca­re le fe­sti­vi­tà na­zio­na­li, e qua­si sem­pre a ri­met­ter­ci sa­reb­be­ro più le fe­ste ci­vi­li che quel­le re­li­gio­se. Pro­po­ste si­mi­li sono sta­te avan­za­te dal mi­ni­stro Tre­mon­ti pri­ma e dal go­ver­no Mon­ti poi, e in en­tram­bi i casi il cle­ri­ca­li­smo ha in­fi­ne avu­to la me­glio, con for­se l’u­ni­ca lo­de­vo­le ec­ce­zio­ne del de­pu­ta­to Caz­zo­la.

La po­si­zio­ne del­l’Uaar ri­ma­ne sem­pre la stes­sa: se si in­ten­de in­ter­ve­ni­re sul­le fe­sti­vi­tà oc­cor­re­re far­lo par­ten­do pro­prio dal­le pa­tro­na­li, e co­mun­que sem­pre sen­za pre­giu­di­zi e sen­za pri­vi­le­gia­re quel­le giu­sti­fi­ca­te in nome di una re­li­gio­ne, fe­ste di par­te im­po­ste a tut­ti.

Ca­pi­ta in­ve­ce che, mol­to spes­so, i mez­zi d’in­for­ma­zio­ne tac­cia­no sul­le ori­gi­ni lai­che del­le fe­sti­vi­tà. E che, per con­tro, per­si­no Wi­ki­pe­dia ce­le­bri l’as­sun­zio­ne del­la Ma­don­na “in pa­ra­di­so” de­fi­nen­do­la “un av­ve­ni­men­to”.

 

Foto: Kevin Jones/Flickr

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.62) 15 agosto 2013 18:12

    E la prugna al girno?

  • Di (---.---.---.225) 15 agosto 2013 19:26

    Tutti zitti nel paese dei papi.

    La religione influenza l’Italia, purtroppo, da molto tempo ormai.

    Dalla breccia di porta pia ad oggi del tempo è passato ma sembra, molte volte, inutilmente.

    I poteri forti saranno sempre più forti se sostenuti dall’ignoranza.

     

    • Di (---.---.---.157) 16 agosto 2013 08:19

      tutto influenza se non la religione sarà la confindustria se scegli di non essere influenzato dalle religioni sarai influenzato dal partito, dalla famiglia dalla maggioranza di turno del paese! caro mio se non riposi in un giorno di festa andrai a lavorare, andrai a passeggiare in un centro commerciale,qualcosa altro si dovrà fare se ci tolgono le feste religiose.

  • Di (---.---.---.30) 16 agosto 2013 08:50

    Ma fatela finita!!! Siete ridicoli a prendervela pure con le feste religiose....

    Ma cosa v’ha fatto Nostro Signore Gesu’? Io proprio non capisco tutto questa acredine su tutto cio che riguarda la chiesa cattolica.

    Non entro neanche nel merito della questione perchè semplicemente mi disgusta.

    Patetici e ridicoli.

  • Di (---.---.---.57) 16 agosto 2013 09:14

    è il solito bieco anticlericalismo superritrito, è un articolo che avevo letto già trent’anni fa scritto da altri, dove il complotto giudaico-cristiano e clerical-papalino è visibile in ognidove. Non mi sembra che nei tempi attuali ci siano problemi di questo genere vero è che sia i non credenti che i credenti in fieri si augurano buon ferragosto, mentre i veri credenti si augurano buona festa dell’Assunta.

    Marco Ricchi

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