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El Mundo: Putin e la guerra ibrida

La lezione di El Mundo, i droni a Est e il censimento dei minus habens

El Mundo ha appena lanciato l'allarme definitivo: siamo nel pieno dell'ennesima escalation di guerra ibrida. Non si tratta di congetture da analisti da salotto, ma di una realtà confermata e documentata dai continui sconfinamenti di droni nei cieli delle nazioni a ridosso del conflitto e lungo tutto il fianco orientale del Patto Atlantico.

I fatti parlano chiaro: dalla Polonia — dove formazioni di droni russi hanno bucato i confini spingendosi in profondità fino a costringere l'Alleanza a far decollare i caccia e attivare l'Articolo 4 — fino alla Romania e alla zona del Delta del Danubio, costantemente violata da vettori che mettono in allarme le difese aeree della NATO e la popolazione locale. Si tratta di una strategia di sondaggio e provocazione sistematica, un saggio di quello che rischia di trasformarsi nel prossimo incubo per il fronte Sud dell'Europa: Italia, Spagna e Francia.

La strategia delle zanzare di ferro: sfinire per spaccare

Non serve una flotta di bombardieri per piegare una democrazia occidentale. La guerra asimmetrica moderna viaggia a bassa quota, sotto forma di "zanzare di ferro" ad alto impatto psicologico. L'obiettivo delle penetrazioni aeree ai confini orientali non è la conquista territoriale, ma il collaudo di una tattica ben più perversa: il sabotaggio emotivo, economico e politico.

Cosa accadrebbe se questi stessi vettori anonimi iniziassero a sorvolare i cieli del Mediterraneo, prendendo di mira hub energetici, basi logistiche o infrastrutture critiche a Roma, Madrid o Parigi? La risposta è spietata nella sua banalità:

  • Sanguinamento economico: Per intercettare un drone da diecimila euro lanciato a saturazione, i governi europei devono impiegare missili e caccia da milioni di euro, dissanguando le casse pubbliche.
  • Guerra psicologica: L'allarme costante e il panico mediatico servono a snervare la popolazione, alimentare l'isterismo e spingere una classe politica troppo spesso pavida a cedere al ricatto con il solito rifugio egoista del "pensiamo a casa nostra".

Un'infezione inoculata dall'esterno per spaccare la coalizione e far crollare l'alleanza atlantica senza muovere un solo carro armato dal fronte.

Il cortile dei servitori: la parata dei minus habens

Se la strategia dell'aggressore è spietatamente cinica, lo spettacolo offerto dalla tifoseria nostrana del Cremlino è semplicemente indecente. Di fronte all'evidenza dei droni che sfiorano e violano i confini dei paesi NATO, assistiamo alla solita sfilata dei cortigiani della disinformazione, pronti a dipingere il tiranno come "l'uomo della provvidenza" o il "salvatore del mondo dal decadimento".

Qualifichiamo queste comparse per quello che sono: minus habens.

Sono le vittime volontarie della propaganda, analfabeti funzionali della geopolitica che scambiano il servilismo con la diplomazia e l'aggressione imperiale con una crociata di liberazione. Utili idioti indottrinati dai troll center di regime che, mentre i droni sfiorano le frontiere di casa nostra, continuano a dispensare giustificazioni e a invocare la resa condizionata, spacciando la propria vigliaccheria per pacifismo.

Quando la guerra ibrida buscherà alla porta delle loro città, saranno i primi a chiedere di piegare la schiena, regalando a chi li manovra esattamente ciò che cercava: un'Europa divisa, impaurita e ridotta al ruolo di spettatrice servile.

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