È nata Leonardo Ukraine, ed è sempre più guerra
La notizia l’ha data solo «Milano Finanza» il 19 agosto scorso (e da ieri i media italiani ne gioiscono), ma risale a ben tre mesi fa: Leonardo Ukraine, controllata al 100% da Leonardo International, è stata iscritta al registro delle imprese di Kiev e opera in loco con il polo statale ucraino per l’innovazione militare, Brave1.
di Lorenzo Perrona - Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Prospettive di sviluppo e commesse lucrose, lascia intendere «Milano Finanza»; Rearm Europe in atto. Ma non solo: l’espansione della nostra Leonardo spa significa il formale ed esplicito posizionamento aggressivo dell’Italia, che si espone così ad un livello di pericolo sempre più alto: una cobelligeranza di fatto. Produrre in Ucraina droni contro la Russia, certificare l’eccellenza di “prodotti” micidiali direttamente sul campo di battaglia (e sulla pelle dei soldati, per ora), collaborare strettamente con Palantir che “lavora” molto profittevolmente con lo Stato genocida in Palestina e che è il fenomeno più perfezionato della cosiddetta società del controllo.
Dalla sua nascita l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia la pericolosità delle derive belliciste ed economiciste che la propaganda quotidiana riversa sulla società, e sul mondo della formazione. La pervasività di Leonardo spa spacciata come innovazione imprescindibile, ricerca avanzata, eccellenza italiana, prospettiva di lavoro per i giovani. E l’infiltrazione nella scuola e nelle università di Leonardo attraverso i finanziamenti alla ricerca accademica e anche alla scuola (vedi, tra le altre cose, il famigerato Liceo digitale).
Ma ora appaiono chiare anche le modalità – anticostituzionali – con cui un colosso economico come Leonardo cura i suoi profitti, con scelte basate sulla decisione di procedere verso la catastrofe della guerra. Che non è quello che vogliono i cittadini e le cittadine italiane, le famiglie, gli studenti e le studentesse, la cui maggioranza, come si sa, è contraria alla guerra. «Le decisioni assumono la forma quietissima dell’adempimento burocratico», scrive Pino Cabras (clicca qui per la pagina Facebook) commentando la creazione di Leonardo Ukraine, «ai congressi dei saloni aeronautici, nelle delibere dei consigli di amministrazione». Anche se il Ministero dell’economia è il primo azionista di Leonardo spa, il Parlamento non ne ha discusso, e nessuno ha ritenuto di doverglielo chiedere. E così «una visura camerale depositata a Kiev pesa più dell’articolo 11 della Costituzione, con il vantaggio, per chi la deposita, di non richiedere alcuna maggioranza».
Di fronte a queste modalità antidemocratiche e aggressive che costringono a poco a poco le popolazioni a pagare la guerra decisa da altri, prima impoverendosi, poi essendo le vittime delle carneficine che inevitabilmente succedono, è sempre più chiaro il compito che la scuola ha di fronte a sé: abituare a fare domande, a valutare e contraddire i modelli economici proposti come inevitabili o dominanti; a riconoscere le tecniche della propaganda e la saper maneggiare i messaggi dei media. Incoraggiare, insomma, a creare altri modelli e altri strumenti che abbiano come priorità la vita e la prosperità, non la distruzione e la morte.
Lorenzo Perrona, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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