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Doriana Goracci

Doriana Goracci

Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.

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  • Primo articolo giovedì 08 Agosto 2009
  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2009
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Ultimi commenti

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.60) 14 ottobre 22:47
    Doriana Goracci

    dopo 5 anni:

    Un bambino di due anni in Florida ha ucciso per errore la madre con un colpo di pistola mentre la donna era collegata su Zoom con i colleghi di lavoro. L’arma era stata lasciata carica e senza sicura dal padre in uno zainetto.L’uomo, un ventiduenne, è stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo. La donna aveva 21 anni. dall’ Ansa

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.126) 9 ottobre 10:38
    Doriana Goracci
    l’ amica Daniela Calabrò , incontrata stamattina (senza cani) e che avevo taggato su FB per la storia del vagabondo BOJI mi ha fatto presente che c’ era un altro cane viaggiatore di nome LAMPO, in Italia, e lei aveva letto la sua storia. Sono appena tornata a casa e ve la mando, è meravigliosa:
    Lampo (circa 1950 - Campiglia Marittima, 22 luglio 1961), soprannominato il cane ferroviere o il cane viaggiatore, è stato un cane meticcio pezzato, divenuto famoso per aver compiuto, totalmente da solo, numerosi viaggi in treno lungo l’Italia.Indice
    «Lampo ha solo voluto vivere in un modo diverso da tutti i suoi simili, viaggiando per conoscere non soltanto un po’ del nostro mondo, ma anche la vita e i sentimenti degli uomini.»
    (Elvio Barlettani)
    Lampo comparve nella stazione di Campiglia Marittima in una giornata del mese di agosto del 1953: era un «piccolo bastardello pezzato, senza famiglia né dimora», sceso da un vagone di un treno merci di passaggio. Elvio Barlettani, il vice capostazione dello scalo, residente a Piombino, venne convinto dalla figlia Mirna a metterlo al sicuro nel suo ufficio, nonostante i rigidi regolamenti ferroviari, «per non più di una notte».Tuttavia la famiglia Barlettani (che possedeva già un altro cane, il pastore tedesco Tigre) finì per adottarlo e a chiamarlo "Lampo", per via della sua velocità.Ben presto il cane imparò gli orari dei treni e si dimostrò in grado di distinguere i convogli lenti da quelli veloci e di riconoscere le carrozze ristorante dei treni per andare a chiedere cibo al personale di bordo.[9] Quasi tutte le mattine saliva da solo sul treno a Campiglia per andare a Piombino ad accompagnare Mirna Barlettani a scuola per poi ritornare a Campiglia con un treno in senso opposto, e quotidianamente saliva su treni diretti in località diverse, viaggiando da solo attraverso numerose linee ferroviarie italiane, per poi ritornare, sempre in treno a Campiglia a fine giornata, recandosi spesso anche a casa Barlettani.Dopo alcuni anni, la Direzione del compartimento ferroviario di Firenze obbligò Barlettani ad allontanare il cane Lampo: inizialmente venne messo su un treno merci diretto a Napoli ma riuscì a ritornare a Campiglia dopo qualche giorno. In seguito venne affidato a un contadino delle campagne vicino a Barletta ma nonostante ciò, dopo circa cinque mesi, il cane ricomparve comunque a Campiglia Marittima dove divenne ufficialmente la mascotte della stazione ferroviaria. La sua storia incuriosì i giornalisti di tutto il mondo, che gli dedicarono servizi televisivi, articoli e copertine.[10] Nel novembre 1958 la Rai mandò in onda un servizio all’interno della rubrica Giramondo - Cinegiornale dei ragazzi.
    Dopo alcuni anni fu possibile ricostruire una parte della storia del cane: Lampo fu riconosciuto da un clochard del porto di Livorno, che s’incontrò con Barlettani e gli raccontò di aver tenuto con sé l’animale per qualche tempo dopo averlo visto scendere da una nave statunitense nel 1951.
    Lampo morì la sera del 22 luglio 1961, investito da un treno merci in manovra; venne seppellito nell’aiuola della stazione, ai piedi di un albero di acacia.
    Poco tempo dopo la sua morte, grazie a una colletta dei ferrovieri e a una sottoscrizione lanciata dalla rivista statunitense This Week, presso la stazione di Campiglia Marittima venne inaugurato un monumento in ricordo di Lampo.
    Il suo padrone, Elvio Barlettani (scomparso nel luglio 2006), pubblicò nel 1962 per la casa editrice Garzanti il libro Lampo, il cane viaggiatore, successo editoriale ripubblicato in una quindicina di edizioni fino al 2009. Il libro è stato tradotto in inglese (Lampo, the Traveling Dog), francese (Lampo, chien voyageur, ristampato con il titolo Le chien qui prenait le train),tedesco (Lampo fährt, wohin er will: Abenteuer eines gescheiten Hundes, traducibile in Lampo va dove vuole: avventure di un cane intelligente
    Nel 1967 la storia di Lampo fu romanzata dallo scrittore polacco Roman Pisarski nel racconto O psie, który jeździł koleją (letteralmente: Sul cane che viaggiava in treno), lettura obbligatoria nelle classi di terza elementare in Polonia. (pensate un po’...)
  • Di Doriana Goracci (---.---.---.93) 8 ottobre 07:51
    Doriana Goracci

    merita un aggiornamento credo...: "La legge sull’aborto del Texas, che vieta le interruzioni di gravidanza dopo la sesta settimana anche in caso di stupro e incesto, è stata temporaneamente bloccata da un giudice federale, in quella che è una vittoria preliminare per l’amministrazione Biden.In base alla decisione del giudice distrettuale Robert Pitman, i medici - riportano i media americani - possono tornare a praticare l’aborto senza il timore di essere denunciati. L’amministrazione Biden era ricorsa contro la norma e la decisione di Pitman rappresenta una vittoria, anche se probabilmente temporanea.
    Il Texas farà appello contro la decisione del giudice federale che ha bloccato temporaneamente la legge sull’aborto dello stato, la più stringente d’America."

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.42) 7 ottobre 12:40
    Doriana Goracci

    scusate l’errore, oggi è 7 ottobre 2021.

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.42) 7 ottobre 12:39
    Doriana Goracci

    un’ amica su FB, Nicoletta Montagnani,mi ricorda oggi 7 ottobre 2015 che sei anni fa scrissi per Giordana, una giovane mamma di 20 anni, uccisa dal compagno con 48 coltellate,esattamente nel giorno dell’udienza preliminare dal Gip del procedimento per stalking scaturito da una sua denuncia nei confronti dell’ex convivente.Giordana morì dissanguata a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Aggiorno: Per l’omicidio di Giordana Di Stefano, avvenuto a Nicolosi, in provincia di Catania, l’ex compagno Antonio Luca Priolo è stato condannato in via definitiva a 30 anni di carcere il 21 novembre 2019. La Cassazione ha confermato la sentenza dei giudici della terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Catania. Anche il pg Roberta Maria Barberini, al termine della requisitoria davanti ai giudici della prima Sezione penale, aveva chiesto di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di Luca Priolo. Per l’omicidio della giovane madre ventenne, in primo grado il 7 novembre 2017, al termine del processo celebrato con rito abbreviato Priolo era stato condannato alla massima pena di 30 anni, condanna poi confermata anche in Appello e diventata definitiva in Cassazione. Ai genitori, la sorella e la figlia di Giordana che porta il nome della madre e non più quello del padre, è stato riconosciuto il risarcimento del danno.


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