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Diritti delle donne: sottomissione? No, grazie!

Quattro giorni prima della Giornata internazionale per i diritti della donna, mi sento dire da una signora, insomma ancora giovane, settanta-due anni: "Siamo state educate per servire gli uomini".

Sono rimasta sospesa tra sentimenti diversi: stupore, rivolta, interrogazioni. E poi questa persona non mi ha mai dato un'impressione di sottomissione in famiglia. Allora mi è venuta immediatamente in mente un'altra domanda: malgrado il fatto di avere studiato all'Università in Italia, tutti corsi girati verso la cultura italiana, mi è scappata la realtà femminile nel corso della sua storia? La pratica del femminismo è così diversa tra il Belgio e l'Italia nella storia dell'emancipazione? Obbiettivamente penso di no. C'è soprattutto il divorzio che è stato accettato diversamente, in Belgio già dal Codice Napoleonico, nella penisola dalla legge del 1° dicembre 1970, n°198, con opposizione della DC.

Tutte le donne hanno dovuto e tante devono ancora lottare per liberarsi dall'autorizzazione maritale (per tutti gli atti amministrativi di beni materiali anche appartenuti alla donna, ovvero incapacità di amministrare della donna, obbligo abolito nel 1919 in Italia), per votare, per divorziare, per assumere il loro cognome, per potere rocorrere all'aborto.

Vero anche che il Risorgimento, tanto laudato per eccellenti motivi, aveva detto no ai diritti delle donne perché non facevano il servizio militare, non si interessavano ai propri diritti (sic), per alcuni signori avevano minore capienza cerebrale (si!). 

Ma insomma, si è guadagnata della strada. E da sociologa e da femminista, mi faccio domande davanti l'affermazione che ha provocato la mia scelta di questo articolo. Sessanta anni fa la mia Nonna aveva 61 anni ed era già una donna modernisssima. Sessanta anni fa la mia mamma era professoressa, autonoma.

Giro di nuovo lo sguardo verso la Gionata dei diritti della donna. Sono convinta che siamo noi, donne, che abbiamo la responsabilità di cambiare la società in un senso di complementarità tra donne ed uomini. Non c'è più da piegare il collo davanti il maschilismo, ed ancora meno di dare abitudini sbagliati ai figli. Questa scelta sarà l'atteggiamento che porterà la società umana verso un più ampio equilibrio ed un indispensabile rispetto.

Françoise Beck

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