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Diritti LGB nel mondo

Negli ultimi secoli si è assistito ad un progressivo riconoscimento dei diritti LGB in tutto il Mondo. Il primo provvedimento in assoluto attuato in favore di coloro che appartengono a tale categoria è stata la depenalizzazione degli atti omosessuali nella Francia rivoluzionaria del 1791.

Oggi l’omosessualità in particolare non è più considerata un reato in 116 Stati del mondo (circa il 55% della popolazione mondiale). Gli ultimi paesi in ordine di tempo ad eliminare il reato di omosessualità sono stati la Repubblica Centrafricana, il Mozambico, Palau e Vanuatu.
In generale, quello di depenalizzazione è stato un processo molto lento fino agli ultimi anni del 1900 quando grandi paesi come la Russia (1993), la Cina (1997) e gli Stati Uniti (2003) hanno deciso di eliminare dai loro ordinamenti le leggi che punivano gli atti omosessuali.
Ancora oggi però sono molti i Paesi nel Mondo in cui essere omosessuali non è legale, circa un terzo di essi. Un’illegalità che spesso è legata a reati punibili con pene molto severe, a volte anche con la morte.
L’ultimo rapporto dell’ILGA, (International Gay and Lesbian Association) riporta che l’omosessualità è oggi illegale e punita con pene detentive, pecuniarie e capitali in più di 72 Stati (Coppola 2016).
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel lontano 1948, al suo interno racchiude il fondamentale principio di non discriminazione, che si applica per tutte le violazioni dei diritti e delle libertà negate a “causa dell’opinione politica, della razza, della lingua o della religione, ma anche del sesso o di ogni altra condizione” (Art.2) e pur avendo compiuto quasi 70 anni, la sua influenza è ancora molto forte, anche se non tutti gli Stati lo rendono applicativo (Astore E., 2014).
Nei numerosi luoghi in cui l’omosessualità è ancora considerata un reato, sono molte le varianti dei provvedimenti applicati, ad esempio ci sono quelli che colpiscono soltanto gli atti sessuali tra maschi o quelli che considerano sia le relazioni tra uomini che quelle tra donne.
Tredici sono in tutto i Paesi, riconosciuti dall’ONU, che ancora prevedono la pena di morte per gli omosessuali (Report ILGA, 2017).
Il reato di sodomia ad esempio è punito con la morte in 5 nazioni, soprattutto in Africa e Asia, anche se la scarsa tolleranza nei confronti della comunità LGBT non è una prerogativa solo di questi due continenti. Infatti in America sono ancora 11 i Paesi che criminalizzano l’omosessualità e 9 in Oceania. In Europa la Repubblica Turca di Cipro Nord prevede fino a 5 anni di reclusione per il reato di sodomia.
In Russia è stata approvata di recente una legge contro la “propaganda omosessuale” che ha acuito la “caccia al gay” e favorito la nascita di moltissimi gruppi attivatisi per combattere la comunità LGBT (Coppola, 2016).


Certamente sono sempre di più i Paesi che riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso, ma si tratta ancora di una minoranza; purtroppo interi continenti sono del tutto assenti: l’Asia, l’Africa (ad eccezione del Sud Africa) e l’Oceania (ad eccezione della Nuova Zelanda). Sono in tutto 23 quelli che riconoscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso, tra gli ultimi vi sono gli Stati Uniti, la Finlandia e la Slovenia; 28 quelli che riconoscono le unioni civili tra partner dello stesso sesso e tra questi c’è anche l’Italia.
Le adozioni per le coppie dello stesso sesso sono riconosciute in 26 Stati, tra cui l’Austria, la Finlandia e l’Australia e sono altrettanti quelli che riconoscono le adozioni del figlio del proprio partner; tra questi non rientra l’Italia (Report ILGA, 2017).
Purtroppo essere gay, lesbiche, bisessuali o transgender risulta essere comunque molto difficile anche per coloro che sono cittadini di Paesi dove questo non è criminalizzato.
Infatti anche laddove i diritti delle persone LGBT sono stati equiparati a quelli delle persone eterosessuali, lo stigma sociale da parte della società è sempre molto presente. Le persone LGBT sono ancora considerate, nella maggior parte dei casi, dei cittadini di seconda classe, e sebbene si facciano ogni giorno dei passi in avanti verso la piena accettazione dell’omosessualità, come variante naturale e sana della sessualità umana, sono ancora innumerevoli le discussioni in merito all’adeguamento di tali diritti (Coppola, 2016).

A cura della tirocinante IISS: Emanuela D’Alessio

Tutor: Davide Silvestri

Riferimenti bibliografici
Astore E. (2014). “Scuole attive contro l’omofobia e la transfobia. Diritti lgbti, diritti umani”. Guida per docenti. Amnesty International Italia
Coppola N. (2016) La condizione degli omosessuali nel mondo: quando l’amore (non) vince su tutto http://www.bossy.it/la-condizione-d...
Report ILGA (2017). http://tg24.sky.it/mondo/infografic...
http://salute.leonardo.it/lgbt-che-...
www.google.it/amp/s/Ilmondoc...

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