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Cosa è il “nazarenismo”: logica del patto Renzi-Berlusconi

Sono francamente divertito dalle letture che sono state date della lettera di risposta del M5s al Pd: “improvvisa svolta”, “Grillo sconfessa Di Maio”, “Di Maio e Casaleggio impongono la loro linea a Grillo”, “Rottura, no ricomposizione!”, “Le due anime del movimento”.

Avendo qualche conoscenza diretta della vicenda, posso dire che sono interpretazioni che non stanno in piedi. In primo luogo, posso attestare che quello che c’è scritto nella lettera di ieri era esattamente quello che la delegazione del M5s, sin da dieci giorni prima, aveva deciso di dire nell’incontro in un primo momento previsto per il 2, prima che arrivasse lo stravagante diktat renziano della risposta scritta. E, nel complesso, era quello che già era maturato quando era stato chiesto il confronto con il Pd. Anzi, mi pare che nessuno ricordi che tutto si è aperto con una lettera a firma congiunta Grillo-Casaleggio. Dunque, non mi pare che ci sia un’anima trattativista ed una “oltranzista”, un buono ed un cattivo. Anzi se il riferimento è ai toni di Grillo nel suo post, devo dire che, quando è arrivata la notizia che il confronto saltava, il più furibondo mi è parso Casaleggio, pur se nelle modalità della sua tipica “rabbia fredda”. Ma qui non si sta parlando delle reazioni individuali più o meno accese di uno o dell’altro, quello che conta è la linea politica che a me sembra unica. Semmai, c’è stata un’articolazione differente di uno stesso discorso, sulla base dei destinatari: le delegazione parlamentare si rivolgeva al suo interlocutore, stando ben attenta a non fornire pretesti per rompere, mentre Grillo si è rivolto all’opinione pubblica ed a quanti, negli altri partiti, hanno a cuore le sorti della democrazia, per denunciare l’involuzione in atto.

Ed ha fatto bene, perché qui sta passando sotto silenzio una riforma elettorale che fa strame di una sentenza della Corte Costituzionale, una riforma costituzionale che somma un Senato di secondo grado ad una Camera di nominati, una alterazione dei rapporti fra poteri dello Stato che stravolge la Carta costituzionale, mentre si prospetta una riforma della Giustizia contrattata con un condannato definitivo, che è una cosa inaudita. Ed il tutto dopo un ventennio di sistematico attacco alla Costituzione ed in un più generale processo di deperimento democratico in tutto il continente. Mi pare positivo che qualcuno alzi la voce, per denunciare tutto questo e chiami alle proprie responsabilità anche quelli che, pur militando in altre formazioni politiche, abbiano sentimenti democratici.

Mi sembra l’opposto dell’immagine del Grillo fondamentalista ed incapace di interloquire con altri, che i media amano dipingere. I toni accesi? Ma Grillo lo conosciamo, ha un suo stile comunicativo ed un suo personaggio, ha scelto di essere (come ha ricordato Ezio Mauro) “il tizzone ardente” della politica italiana ed è giusto che resti questo. Poi il M5s non si esaurisce in questo, se ne prenda atto una volta per tutte. Dunque, niente due anime, niente rotture e niente sconfessioni. Quando uscì la lettera di Grillo e di Casaleggio, avvertii quanti pensavano che si trattasse di una resa o, al contrario, di una pura manfrina per risalire sull’onda, dopo il risultato delle europee, che non era né l’una né l’altra cosa, ma di un corso politico diverso, che andava preso sul serio. Vedo che ancora molti leggono le cose pensando o a una manovra opportunistica o ad un espediente propagandistico: provate a leggerlo come lo sviluppo di una nuova linea politica, che senza abbandonare la precedente alterità al sistema, passa ad una fase propositiva, e vedrete che tutto diventa più comprensibile. Poi non è detto che questa linea abbia successo, ma questo è un altro paio di maniche. Ma di fatto si conferma che oggi il M5s è l’unica vera opposizione di qualche peso e capace di incidere.

L’anomalia, semmai, è in questa strana formula di governo che non coincide con la maggioranza reale. Sulla carta, il governo è composto da Pd, Ndc ed ex lista Monti. Ma, l’ex lista Monti è un fantasma sospeso sul nulla, l’Ndc è trattato come uno sgradito ospite momentaneo ed il Pd ospita dentro molti dissensi. Se Renzi resta in sella è perché la sua maggioranza, in realtà, si riassume nella formula Pd-Fi (ed un po’ anche Lega). Il vocabolario della politica italiana, già immaginifico e folto, si arricchisce di un neologismo: il “nazarenismo” che richiama e supera di molto quel “milazzismo” che, nella Sicilia di fine anni cinquanta, metteva insieme correnti democristiane, comunisti, monarchici e missini. Qui il tutto si arricchisce dell’espediente della “doppia maggioranza “, quella legale e quella reale.

Il pretesto che giustifica il tutto è la riforma delle istituzioni che l’Europa ci imporrebbe (anche se, in Europa nessuno sembra minimamente interessato alle sorti del Senato italiano). La realtà è un’altra e per capire dobbiamo partire da quali siano gli interessi in gioco.

Partiamo da Berlusconi che, al di là delle apparenze, ormai è consapevole della condizione catastrofica in cui versa: è un condannato definitivo con interdizione dagli uffici pubblici, su cui si stanno per abbattere altre condanne. Ha quasi 80 anni e la prospettiva più probabile è che non sia più candidabile in nessuna elezione. Dal punto di vista giudiziario, per via del possibile cumulo delle condanne, corre seriamente il rischio di andare per un bel pezzo agli arresti domiciliari se non proprio in galera. Dal punto di vista politico ha un rudere di partito attestato intorno al 17% ed in costante calo, con gruppi parlamentari in rivolta e molti problemi per comporre una coalizione, perché la Lega ha scelto un corso apertamente anti Ue che è difficilissimo conciliare con il Ncd, per cui, se una coalizione viene fuori è con l’uno o con l’altro, ma non tutti due insieme. Questo significa che, se Berlusconi ha possibilità di arrivare ad un eventuale secondo turno, ne ha meno di zero di battere il Pd e vincere le elezioni. Questo Berlusconi lo sa e mette nel conto di essere stato sconfitto definitivamente. I suoi problemi ormai sono altri. In primo luogo deve evitare di essere ridotto alla marginalità prima ed espulso dalla scena politica subito dopo. Il suo primo obbiettivo ora è sopravvivere. Poi c’è la situazione difficile delle sue aziende. Sarà per l’infierire della crisi che decurta i fondi destinati alla pubblicità, sarà per il web che ne mangia fette sempre maggiori, sarà forse perché molti, da quando non è più Presidente del Consiglio, non trovano più molto conveniente fare pubblicità sulle sue reti, comunque i bilanci si fanno sempre più magri ed è arrivata anche la mazzata dei 500 milioni da dare a De Benedetti per il Lodo Mondadori. E le prospettive future sono ancora meno allegre, c’è bisogno di interventi legislativi che confermino l’attuale assetto mediatico del paese, altrimenti i titoli Mediaset potrebbero iniziare a ballare in borsa e potrebbe iniziare una slavina senza riparo. Poi occorre pilotare la difficile successione familiare con i due gruppi di figli in guerra fra loro, e conservare all’asse Marina- Piersilvio il core business di famiglia. Ed anche qui un ritocchino legislativo aiuterebbe molto.

Ma, per ottenere i necessari supporti legislativi, occorre essere ancora politicamente influenti, magari anche solo all’opposizione, ma comunque non marginali. Il che significa essere riconosciuti come il polo di opposizione con cui il governo si confronta e, nel caso di sistema a doppio turno, arrivare al ballottaggio, anche senza speranze di vittorie. Essere esclusi dal ballottaggio significherebbe essere retrocessi alla terza posizione, esclusi dalla battaglia finale e costretti a fare da portatore d’acqua ad altri: in una parola, ridursi alla marginalità.

Quindi, in primo luogo, è necessario avere un sistema elettorale che consenta di giocare su coalizioni e clausole di sbarramento, per ricondurre sotto le proprie ali i riottosi alleati e togliere spazio alle velleità di poli concorrenti nell’area di centro destra.

Poi, occorre rifarsi un po’ il look, ripulirlo dall’avvilimento di condanne e interdizioni, e l’immagine di padre costituente è l’ideale. Magari ci scappa anche una grazia che può rimetterlo in pista. Non per vincere, ma per poter tornare a candidarsi. In ogni caso, essere il “co-padre della terza Repubblica” gli darebbe una statura utile a ricostruire la sua egemonia su quel che resta del centro destra.

Dunque, va bene accucciarsi nella condizione di “opposizione del Re”, se questo garantisce la sopravvivenza e porta a casa risultati tangibili su altri piani.

Ma Renzi che interesse ha a garantire la sopravvivenza politica, finanziaria e mediatica all’avversario storico del suo partito? A Renzi della storia interessa poco e del suo partito ancor meno, se non nella misura in cui sia il suo personalissimo trampolino di lancio. C’è un primo concretissimo interesse: sinché Fi gli garantirà quel supporto esterno di cui dicevamo, lui potrà tenere testa agli oppositori interni ed al Ncd sia sul terreno delle “riforme” che su quello della durata del governo. Fi è la sua assicurazione di durare oltre il 2015.

Poi, bisogna dire che il ragazzo è lungimirante: durare, dal suo punto di vista, significa anche tenere a mollo il M5s, nella speranza di farlo arrivare frollato all’appuntamento elettorale. Inoltre, il blocco berlusconiano è un avversario ormai domo, con scarsissime probabilità proiettive, una sfida che venga da questo lato sarebbe facilmente battuta. Vice versa, il M5s è un avversario molto meno prevedibile, recente e con capacità espansive ancora non ben misurate. La battuta d’arresto alle europee (ed anche un risultato di basso livello alle amministrative della prossima primavera) non è la garanzia di aver superato il pericolo di una sfida. Soprattutto perché, anche in questa occasione, nelle amministrative si è dimostrato che quando il M5s arriva al ballottaggio, poi vince. E’ molto più conveniente portarsi al ballottaggio Fi, che è un avversario battuto in partenza e che poi, tutto sommato, parla la stessa lingua e ci si può capire.

E poi c’è un altro punto di convergenza: Berlusconi è molto interessato alla prosecuzione della “linea Scaroni” dell’Eni, e vede con apprensione il rischio che salti l’accordo Southstream. Anche Renzi si mostra molto propenso a portare a buon fine quell’accordo, così come ha evidenziato nel discorso inaugurale del suo semestre europeo.

Insomma, i motivi per dare una mano all’amico Silvio non mancano e neppure i mediatori che garantiscano la buona riuscita dell’operazione. Denis Verdini è uno. Ma non è il solo, ce ne sono altri…

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.206) 10 luglio 2014 17:58

    Aldo , condivido tutte le tue perplessità su tema delle riforme . E’ del tutto evidente che se chi le propone è Matteo Renzi e l’interlocutore principale si chiama Silvio Berlusconi (sulla giustizia poi ?!! ) , non si può sperare in niente di buono .

    Tuttavia non condivido il tuo giudizio globalmente assolutorio nei confronti del M5S , che ritengo il vero e unico responsabile di questa situazione .

    Il M5S ha strategicamente perseguito ,in modo arrogante e , a mio avviso politicamente scellerato ,la strategia del "contro tutti " ,che mirava dichiaratamente allo sfascio istituzionale generale ,puntando soprattutto sullo svuotamento elettorale del PD , spingendolo (obtorto collo ) al sodalizio con il pregiudicato sul tema delle riforme .
    Scelta politica che però si è rivelata un fallimento catastrofico e in vitù della quale i grilleschi si sono automaticamente emarginati dal ruolo attivo nel processo delle riforme .

    Adesso non è che siccome Grillo -Casaleggio , sotto la maschera di "perbenino " Di Maio , sfumata la chimera dell’asso pigliatutto , hanno "sic et simpliciter " , per non dire di punto in bianco , cambiato strategia (almeno a parole) , il PD deve abboccare come un tordo al nuovo corso grillesco .E’ evidente che Renzi non si fida e che vuole nero su bianco e diretta streaming . Io pretendereii anche le marche da bollo . Ma come si può pretendere che tutta questa improvvisa disponibilità al dialogo e alle intese non venga percepita come meramente strumentale ? Può bastare che Di Maio dica "adesso vogliamo l’incontro perché Renzi ha vinto le Europee " ? .Perché prima il PD non rappresentava nessuno ? Ma questi ci sono o ci fanno !? .
    E allora " chi è causa del suo mal pianga se stesso " , ma a nulla serve tentare di rigirare la frittata . Il nuovo corso del M5S ,ammesso e non concesso che mai ci sarà ,dovrà necessariamente passare da una rifondazione statutaria che preveda l’uscita di Grillo-Casaleggio e la fine del blog-partito . Solo allora avranno titolo e ragioni per pretendere .

    Poi della collera fredda di Casaleggio francamente non credo importi niente a nessuno , la collera semmai è calda ed è quella di tutti quegli elettori (per non parlare dei potenziali) che hanno puntato sul M5S come "strumento sanitario " della politica italiana e sono rimasti miseramente delusi . Con l’aggravante che Grillo li ha pure sfanculati pubblicamente .
    Questa è la situazione allo stato dell’arte , piaccia o non piaccia.
    ciao

    • Di (---.---.---.120) 10 luglio 2014 19:40

      Certo, cretino. Spero che più nessuno voti grillo. Avanti con il Partito unico in stile maoista. I suicidi aumenteranno e magari fra quelli ci saremo pure io e te, ma moriremo felici pensando che non gliela abbiamo data vinta a quello stronzo di grillo che ha toppato.

    • Di (---.---.---.206) 11 luglio 2014 22:33

       " Mai discutere con un idiota perché prima ti trascina sul suo terreno e poi ti batte per l’esperienza " . Parole sante.
      Ma nel caso di questo anonimo imbecille voglio fare una eccezione , perché è proprio a causa di questi talebani invasati , con il cervello riempito di segatura che siamo arrivati a questi punti .
      Quanto al suicidio , pensa al tuo ,potrebbe essere una idea non disprezzabile.

  • Di (---.---.---.206) 10 luglio 2014 18:00

    Non capisco perché non compare più l’intestatario del commento ,che risegnalo alla Direzione .
    Sono Paolo (sotto ----- 206 ) -ciao

  • Di Francesca Barca (---.---.---.161) 10 luglio 2014 18:14
    Francesca Barca

    grazie Paolo, segnaliamo il problema e cerchiamo di risolverlo. 


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