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Come e cosa comunicano i politici sui social

Reputation Manager ha analizzato post e tweet dei principali politici nel mese di gennaio per identificare la loro “personalità social”.

In attesa delle elezioni politiche del 4 marzo, vi proponiamo una interessante ricerca di Reputation Manager. La società, specializzata nell'analisi e gestione della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico, ha analizzato post e tweet dei principali politici, nel mese di gennaio su Twitter e Facebook, per identificare la loro “personalità social”. Come vedrete di diritti civili e di cultura non si parla, semmai si fa un gran riferimento alla “famiglia”.

Ecco una sintesi dei risultati: Silvio Berlusconi, “Il poliedrico”, preferisce Twitter e parla di tutto, Italia e tasse in testa; Luigi Di Maio, “L’antagonista”, è l’unico che punta metà della comunicazione sull’attacco agli avversari Matteo Renzi, “Il concreto”, parla alla platea social (la più ampia) di risultati e di avversari; Matteo Salvini, “Il bulimico”, comunica ad altissima intensità e frequenza, dal programma politico alla vita privata; Pietro Grasso, “L’istituzionale”, parla di programma politico e ha un alto tasso di engagement; infine, Giorgia Meloni, “La pasionaria, dà ampio spazio ad antagonismo e ai valori di partito.

Idee programmatiche (39%) e antagonismo (35%): sono queste le modalità di comunicazione social più utilizzate dai politici in campagna elettorale; non si parla mai di leadership, poco di valori legati al partito/coalizione (9%).
Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dall’analisi condotta da Reputation Manager, principale istituto italiano nell'analisi e misurazione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, che ha analizzato la comunicazione dei principali politici in vista delle elezioni del 4 marzo, al fine di capire come e cosa comunicano i canditati e indentificare la loro “personalità social”. Le modalità comunicative dei leader sono identificate in 6 macrocategorie: idee programmatiche, antagonismo, valori, slogan, risultati e sfera personale. Ogni esponente politico è stato identificato secondo il suo carattere comunicativo saliente.

Silvio Berlusconi, “Il poliedrico” - Il leader di Forza Italia sui social parla soprattutto di programma politico (il 44,4%): il cavallo di battaglia è la riduzione delle «tasse», seconda parola da lui più utilizzata dopo «Italia». Nel 28,9% di post e tweet Berlusconi attacca gli avversari, bersagli preferiti Di Maio e Renzi: l’uno giudicato incompetente, l’altro una promessa mancata. I suoi valori di riferimento sono veicolati dal 7% dei suoi messaggi: ottimismo, autodeterminazione e famiglia. La sua comunicazione social punta principalmente su Twitter (318 tweet), ma i suoi fan però sono molto più attivi su Facebook dove a fronte dei suoi 54 post, si sono registrate in totale 443.588 interazioni tra post, commenti e like, un numero 7 volte superiore alle interazioni su Twitter.

Luigi Di Maio, “L’antagonista” - Il suo programma elettorale sui social si sviluppa principalmente sull’antagonismo (50%) rispetto alle altre forze politiche in campo. I suoi contenuti sono quindi costruiti «contro»: il PDL e i professionisti della politica; i privilegi della casta; i dinosauri della politica come Berlusconi, tutte le idee programmatiche degli oppositori Berlusconi e Renzi. Per quanto riguarda invece le idee programmatiche riferite al suo movimento, Di Maio parla di scuola, Italia, qualità della vita, e dell’abolizione di leggi ritenute inutili. Tutto gira intorno al concetto di «cittadini», assente nel linguaggio degli avversari. Spesso fa ricorso a slogan (13,33%), ad esempio «Partecipa, scegli, cambia», «Nessuno deve rimanere indietro!», #Rally invece è l‘hashtag utilizzato nel 17% dei contenuti per promuovere la campagna elettorale itinerante per il Paese.

Matteo Renzi, “Il concreto” – Parla attraverso i suoi social a una platea di oltre 4,5 milioni di seguaci (la più ampia tra quelli monitorati), il 75% dei suoi contenuti si concentrano su Twitter. Fa spesso riferimento a idee programmatiche (30,43%), in particolare parla di tasse, di vaccini, lavoro e ricerca. Tra i politici analizzati è quello che dedica più spazio ai risultati, forte dell’esperienza di governo del PD appena conclusa. Tra le parole che utilizza di più c’è appunto «fatto». Anche lui come altri leader punta sull’antagonismo (28,26%), i suoi bersagli preferiti sono Di Maio e il M5S e Silvio Berlusconi. Il 15% dei suoi messaggi si basa sui valori legati alla propria coalizione, in questo caso le parole d’ordine sono concretezza, cultura e Italia. Renzi è anche il leader che dà maggiore visibilità sui social alla sua sfera personale. Gli aggiornamenti sulla sua vita privata occupano quasi il 9% dei contenuti: il post sul suo compleanno è certamente quello che ha avuto maggior successo di pubblico, guadagnando oltre 72mila like tra Facebook e Twitter.

Matteo Salvini, “Il bulimico” - Ha un approccio “sistematico” alla comunicazione social: scrive con la stessa intensità su Twitter e Facebook, qui in particolare gli utenti sono molto attivi infatti a gennaio la sua Fan Page ha registrato ben 1.869.578 interazioni. I social sono per lui senz’altro un mezzo per affermare la propria leadership e comunicare in modo autoreferenziale (indicativo il fatto che la parola da lui più usata sia proprio #Salvini). Parla soprattutto del suo programma politico (42%). Una fetta considerevole dei suoi messaggi è impregnata di antagonismo: il nemico numero uno è Renzi. Il 7% dei messaggi è fatto di slogan (uno su tutti l’hashtag #4marzovotolega), mentre il 6% è dedicato alla sua vita privata: spesso condivide momenti con la sua famiglia, in particolare con la figlia Mirta.

Giorgia Meloni, “La pasionaria” - Sui social dà un colpo al cerchio e uno alla botte: il 38% delle volte attacca (principalmente chiunque faccia iniziative o proposte a favore degli immigrati); il 36% parla del suo programma, cavalcando il suo slogan di battaglia «Prima gli Italiani». Il livello di audience su Facebook e Twitter è simile, ma il suo mezzo di comunicazione preferito è la sua Fan Page, dove a gennaio ha postato 152 messaggi a fronte di 21 tweet. Considerevole il discorso sui valori (11,3%), in cui mette costantemente al centro l’italianità e la sua difesa, non solo attraverso le sue proposte politiche, ma anche attraverso il commento dell’attualità e di ricorrenze storiche.

Pietro Grasso, “L’istituzionale” - È certamente il politico che ha la comunicazione più istituzionale, basata sulle idee programmatiche (56,25%), sui valori (28,13%) e sugli slogan (12,50%), con un tono pacato, che dà grande risalto alla forza costruttiva e non distruttiva della politica e al ruolo delle Istituzioni. È lui stesso a definirsi infatti «Uomo delle istituzioni». Parla di legalità ed è l’unico che usa la parola «giovani», focalizzando il discorso sulle loro problematiche e su possibili soluzioni, sul valore dell’istruzione, del lavoro, della squadra e della responsabilità. Tra tutti è quello che ha il più alto tasso di engagement con la propria audience, che si concentra maggiormente su Twitter (599.190), il mezzo preferito dal leader anche per comunicare. L’antagonismo verso gli avversari politici gioca un ruolo marginale nella sua comunicazione social (3,13%). Quando lo fa, non colpisce un avversario specifico, ma il diverso modo di fare campagna elettorale delle altre forze politiche.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.107) 3 marzo 2018 12:52

    A segno ! >

    Contestare il vigente sistema elettorale e diffidare delle ricette anticrisi promesse dalle 3-4 forze politiche più agguerrite non autorizza ad astenersi dal voto.

    Andare alle urne è un diritto-dovere del cittadino che vuol far sapere cosa pensa ed avere una voce nelle Aule parlamentari.

    Per contro. L’ASTENSIONE serve solo ad alzare le percentuali calcolate sulle schede depositate e ad implementare il numero di seggi attribuiti in base ai voti espressi.


    Alternativa.

    Partecipano alla campagna elettorale altre forze politiche “minori” (di vario orientamento) genuine e indipendenti.

    E non è difficile rintracciare nei loro programmi una sensata risposta a qualcuno dei bisogni e delle aspettative individuali.

    Contrassegnare uno di tali simboli sortirà un voto che non solo rimarrà del tutto “intonso”, ma darà anche un concreto segnale del fermo auspicio al recupero e confronto di progetti, regole e valori chiari ed univoci.


    ESPRIMERE il proprio sentire ha l’efficacia di un preludio al Ritorno alla Meta

  • Di Marinella Zetti (---.---.---.185) 3 marzo 2018 14:09
    Marinella Zetti

    Non sostengo l’astensione, al contrario sono favorevole al voto. Il voto è un diritto per il quale sono morte molte persone. Io eserciterò il mio diritto. E spero che lo facciano tutti.

  • Di pv21 (---.---.---.107) 4 marzo 2018 12:24

    Flash > Ho assolto al mio dovere di cittadino.

    Con il voto espresso ho esercitato il mio diritto di contribuire alla selezione della rappresentanza locale e nazionale.

    Auguri ..  

  • Di Marinella Zetti (---.---.---.185) 5 marzo 2018 08:47
    Marinella Zetti

    Io continuo a prilegiare l’aspetto diritto a quello del dovere.

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