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 Home page > Tribuna Libera > Cirò e la moneta che illude una Calabria in ginocchio

Cirò e la moneta che illude una Calabria in ginocchio

È davvero impressionante il disimpegno, evidente è il grido inascoltato della gente di Calabria. Cercare toppe con provvedimenti economici a danno fatto, è addirittura ridicolo.

Il ‘disimpegno’ verso la Calabria e i suoi prodotti si è in questi giorni reso evidente a seguito dell’emissione di una monetina ad opera della Zecca dello Stato. Una moneta celebrativa di 5 euro per la serie Cultura Enogastronomica Italiana e che viene presentata come: CIRÒ E CIPOLLE DI TROPEA CALABRIA. Peccato che il nome di Cirò non venga inciso, non è scritto, ce lo dobbiamo immaginare. Probabilmente non si è voluto fare torto agli altri fratelli viticoltori di Calabria. Ma, di fatto il torto si fa al CIRÒ. Oggettivamente la moneta, nei suoi risvolti, valorizza i prodotti di Calabria, punto! Se la valorizzazione era meritatamente per Cirò – in apparenza fatta passare ‒ perché non riportarne in calce? Perché non tutelare davvero una firma reale per la storia del territorio? Parlo di firma e non di ‘marchio o marcatore’, come a certi inventori piace, termine cattivo usato per ‘marchiare’ gli animali semmai. Avrei parlato di Firma Identitaria Distintiva: FID! Cirò è noto al mondo per il suo vino; la sua identità è in questa qualità frutto delle uve Gaglioppo di antichissima storia, e merito dei contadini e viticoltori che, nei secoli, ne hanno saputo mantenere qualità.

Il vino Cirò è prodotto da secoli sul territorio, merita di essere riconosciuto con NOME chiaro. Certa politica sottile cerca di fare di tutta l’‘erba/vite’ un fascio? Anzi la si ringrazia per una illusione ottica. La campagna elettorale che ha portato infiniti voti dal territorio di Cirò e provincia, ai signori che governano la Regione, è valsa una monetina da 5 euro, senza dicitura del Cirò, e in più a tiratura elitaria? Il senso?! Mi sembra che i voti siano stati veri, ricevuti, intascati; la valorizzazione del Cirò sulla moneta no! Pinocchio, ben inciso nella sua monetina, ha fatto la sua parte, e opera di politica mendace.

L'incisione del Cirò, che è Storia Reale, avrebbe sì dato riconoscimento e gratificazione alla produzione di un Vino eccellente, dato merito ai CONTADINI e viticoltori per i loro sacrifici. Rimane però un soldo, aleatorio, una inconcepibile astrusità che ancora una volta mortifica Cirò. È fin troppo evidente la distanza del concetto di Bene Comune ad opera di una politica calabrese mediocre a traino FI. Ci pensa Tajani a rendere tutto ‘tamburello e vino’, purché non si abbia capacità critica!

La Comunicazione è un fatto serio, e non va manipolata.Se si divulga ciò che non è esplicitato, non è scritto, incisione Cirò, per la sottoscritta -che è di Cirò-, non va affatto bene! Da cirotana mi sento presa in giro, e anche da chi dovrebbe tutelare il territorio: Comune, Provincia, Regione. E pongo quaestio: di sicuro sarà stato prodotto un progetto per la monetina. La Regione, e chi se ne sarà occupato, assessorato agricoltura probabile, ne avrà visionato senz’altro prima il contenuto. In genere si producono bozze prima di approvazione finale di un progetto così importante, di collezione. Nessuno si è accorto che mancava il nome Cirò sulla bottiglia, che avrebbe dato senz’altro lustro, riconoscendo la reale firma identitaria di Cirò? O il fine era proprio non scriverne e lasciar pensare in astratto?

Caro mio paese, Cirò, i tuoi amministratori, e corte a seguito, ringraziano per questa moneta a elusione del tuo nome e prodotto, e si battono il petto per lasciarti ‘nudo’. Ciò anche a discapito del Contadino di Cirò che ha fatto la storia del vino sul territorio. E voi produttori ci state a questo eludere la realtà? I giochi politici hanno portato gli agricoltori in ginocchio, per strada, il prodotto di collezione numismatica porterà incasso nelle casse dello Stato, senza che Cirò abbia reale vantaggio. Tralasciare incisione di un’eccellenza di Calabria – il Cirò ‒ lo trovo offensivo per il territorio e sua storia secolare. Cosa costava inserirlo?! Pinocchio rende chiara la politica di Calabria: eludere, non dona Dignità!

Chiarito il fumo negli occhi di una monetina, mi faccio solidale alle proteste in atto, ed esorto:

CALABRIA ALZATI! L'agricoltura è il nostro elemento identitario di eccellenza, non tutelato, non valorizzato, non ascoltato! Indurre un intero comparto in ginocchio, da anni messo male, significa che quelli che siedono scrivanie e ruoli pubblici, compresi i politici, non lavorano per il Bene Comune ma per i loro sporchi interessi.

Alzati Calabria di onesti lavoratori, la terra rende miti, un Contadino lo sa e per questo il suo valore di seminatore di pace è inestimabile!

Le RAGIONI INASCOLTATE di una terra che soffre, l'angoscia di padri di famiglia calpestata da inettitudine politica di Regione, Comuni, Province, Governo, non si possono tollerare.

La Calabria è popolo civile e non distrugge, non crea disordine e per questo rimane INASCOLTATA dai suoi stessi politici, dagli organi di informazione nazionale, manipolatori, buoni solo a fare propaganda di idiozie!

Dare a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio! Rispetto ai Contadini, all'agricoltura, ai lavoratori che sudano il loro pane quotidiano! Fuori gli incapaci della politica asservita a se stessa!

Dott.ssa Maria Francesca Carnea

Questo articolo è stato pubblicato qui

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