Cinema, cultura e società - Gattopardo d’Oro, quando Palma di Montechiaro celebra il talento e l’emancipazione femminile
A Palma di Montechiaro, nel cuore dei luoghi del Gattopardo, nella suggestiva cornice del centro storico, si è svolta la quinta edizione della manifestazione dedicata alle donne. Cinema, letteratura e musica in una serata che ha riunito grandi protagonisti e nuovi talenti.
PALMA DI MONTECHIARO – 5 settembre 2026 - Certe sere un luogo sembra ricordarsi improvvisamente della propria storia e, nello stesso tempo, guardare al futuro. È accaduto a Palma di Montechiaro, in occasione della quinta edizione del Gattopardo d’Oro, manifestazione che quest’anno ha posto al centro dell’attenzione la donna, il suo ruolo nella società e il lungo, non ancora concluso, percorso della sua emancipazione.
La cornice non avrebbe potuto essere più suggestiva. Nel cuore del centro storico, davanti alla monumentale scalinata della Chiesa Madre Maria Santissima del Rosario - una delle più significative espressioni del barocco siciliano - il palco, le luci e il grande schermo si inserivano in uno scenario nel quale architettura, memoria e spettacolo sembravano naturalmente dialogare. Intorno, quella Palma di Montechiaro indissolubilmente legata nell’immaginario collettivo al mondo del Gattopardo, con i suoi palazzi, le chiese e il monastero delle Benedettine a custodire una storia che attraversa i secoli.
E proprio in questo scenario il cinema ha incontrato la riflessione sulla condizione femminile. Nel corso della serata si sono alternate sul palco attrici appartenenti a generazioni e percorsi artistici differenti, che hanno letto brani tratti da Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Tra le personalità premiate Laura Morante, protagonista di una lunga e prestigiosa carriera cinematografica che l’ha vista cimentarsi anche dietro la macchina da presa; Valeria Solarino; e Lucrezia Lante della Rovere, che alla qualità dell’interprete ha unito una simpatia e una spontaneità capaci di creare immediatamente un rapporto con il pubblico.
La consegna dei riconoscimenti è stata accompagnata dalla proiezione di sequenze tratte dai film delle interpreti premiate: una scelta particolarmente felice, perché ha consentito di ripercorrerne, sia pure per immagini e brevi frammenti, le diverse esperienze artistiche. Non soltanto, dunque, una successione di premi e interventi, ma un piccolo viaggio attraverso il cinema.
Tra le protagoniste della serata anche Dalila Ricotta, giovane attrice che ha preso parte alla recente serie Netflix Il Gattopardo del regista inglese Tom Shankland. La presenza di Dalila assume, per chi scrive, anche un significato particolare: ha vissuto una parte della propria esperienza formativa nell’associazione culturale La Compagnia del Tempo Relativo, diretta da Lella Falzone e presieduta da Angelo Lo Verme, con la quale ha lavorato anche in Romino e Santa, rielaborazione teatrale in chiave comica de I Promessi Sposi, nella quale Romino e Santa prendono il posto di Renzo e Lucia.
E proprio mentre Dalila Ricotta riceveva il Gattopardo d’Oro a Palma di Montechiaro, un altro talento canicattinese, Alfonso Guadagnino, si trovava alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con Scarpe rotte, il film di Roberta Torre presentato come apertura delle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori. Anche Guadagnino ha fatto parte de La Compagnia del Tempo Relativo.
Due percorsi differenti, ma due artisti partiti da esperienze teatrali condivise nella stessa realtà culturale canicattinese e approdati oggi a contesti cinematografici di grande prestigio. Senza indulgere in facili rivendicazioni, qualche motivo d’orgoglio è difficile negarselo. Talenti crescono a Canicattì.
Il Gattopardo d’Oro non è stato soltanto cinema e non ha premiato soltanto donne. Uno spazio importante è stato riservato alla musica con il riconoscimento al compositore catanese Matteo Musumeci, autore di musica sinfonica e per il teatro, mentre un premio alla carriera è stato assegnato al padre, Tuccio Musumeci, decano del teatro e del cinema siciliano. Impossibilitato a essere presente per l’età e per il caldo di questi giorni, l’attore ha voluto comunque partecipare attraverso un breve videomessaggio, ringraziando con semplicità e con quella vena ironica che lo accompagna da una vita. La musica ha avuto un’altra protagonista nel soprano Maria Rita Combattelli, artisticamente legata al compositore premio Oscar Nicola Piovani, che con la sua voce ha regalato alla serata uno dei momenti più intensi. Accanto al cinema e alla musica, spazio anche alla letteratura e alla riflessione culturale. Laura Sanfilippo, legata per nascita a Palma di Montechiaro e con esperienze maturate anche all’estero, scrittrice e dirigente scolastica, ha presentato il volume bilingue a specchio Donne d’Italia – Women of Italy, opera perfettamente inserita nel tema scelto per questa edizione e nel racconto delle esperienze e dell’identità femminile.
A tenere insieme i diversi momenti della manifestazione è stato Nino Graziano Luca, direttore artistico del Gattopardo d’Oro, che ha condotto la lunga serata con competenza, ritmo e una naturale capacità di dialogare con gli ospiti e con il pubblico. Dietro la manifestazione vi è il lavoro dell’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa, presieduta da Letizia Pace, assessora alla Cultura, che insieme al Comune porta avanti un progetto culturale volto a valorizzare l’identità di Palma di Montechiaro attraverso il legame con Giuseppe Tomasi di Lampedusa e con l’immaginario del suo romanzo. La Donnafugata del Gattopardo, infatti, trova proprio in Palma di Montechiaro il suo principale riferimento reale, come lo stesso scrittore confermò in alcune sue lettere. Significativa anche la presenza delle istituzioni. Diverse autorità hanno partecipato alla consegna dei riconoscimenti e particolarmente apprezzato è stato l’intervento del sindaco di Palma di Montechiaro, l’ing. Stefano Castellino, capace di inserire la manifestazione all’interno di una riflessione culturale più ampia sulla donna e sul suo ruolo nella società. Il pubblico era numeroso, pur senza quell’affluenza oceanica che manifestazioni di tale livello meriterebbero. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti sui quali riflettere. Il Gattopardo d’Oro è arrivato alla sua quinta edizione, eppure eventi culturali di questa qualità rischiano ancora di non raggiungere una parte consistente del pubblico potenzialmente interessato. Una maggiore comunicazione, anche al di fuori del territorio comunale, potrebbe trasformare una manifestazione già significativa in un appuntamento maggiormente conosciuto nell’intera provincia e oltre. Perché serate come questa hanno un valore che supera quello dello spettacolo. Portare cinema, letteratura, musica e riflessione culturale in una piazza significa sottrarre la cultura ai luoghi nei quali troppo spesso rimane confinata e restituirla alla comunità. Significa permettere che grandi attrici, una giovane interprete, una scrittrice, un musicista e un rappresentante delle istituzioni parlino, attraverso linguaggi differenti, davanti a persone diversissime tra loro riunite nello stesso spazio.
Quando poi il filo conduttore è l’emancipazione della donna, la piazza acquista quasi un valore simbolico. Alle spalle del palco, la pietra antica della città; davanti, donne che raccontano attraverso il cinema, la letteratura, la musica e la propria esperienza professionale una società profondamente cambiata. In mezzo, il pubblico. Forse è proprio questa l’immagine più bella lasciata dalla quinta edizione del Gattopardo d’Oro: una città che, per una sera, utilizza la propria storia non per rifugiarsi nel passato, ma per interrogare il presente.
Angelo Lo Verme
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