La nuova stagione del TSV, Teatro Stabile del Veneto
Presentata La Realtà non basta, una ricca stagione teatrale che coinvolge le città di Venezia, Padova e Treviso
Il primo piano di Ca’Giustinian, sede della Biennale di Venezia, ha ospitato la presentazione della nuova stagione del TSV - Teatro Nazionale attiva al Teatro Goldoni di Venezia (12 spettacoli); al Verdi di Padova (13 spettacoli) ; al Del Monaco di Treviso (12 spettacoli).
Il Presidente Giampiero Beltotto ha esordito rivelando che il cambiamento del luogo deputato alla conferenza stampa si spiega perché il TSV è salito sul palcoscenico della Biennale Teatro “Alter Native” con Comeradovera, una drammaturgia di Stefano Fantin, regista Giorgio Sangati, che riflette sull’incendio del Teatro La Fenice avvenuto il 29 gennaio 1996.
Si è poi soffermato sull’immagine della stagione, una farfalla, realizzata dal designer catalano Javier Jaén. “La farfalla non rappresenta un simbolo di leggerezza o evasione, ma testimonia un percorso compiuto. Ogni farfalla porta con sé la memoria della crisalide da cui è nata : un tempo invisibile di cambiamento, in cui una forma si dissolve perché un’altra possa emergere. La crisalide è il simbolo di una trasformazione in atto ; è il luogo in cui il cambiamento avviene, spesso lontano dagli occhi, prima di manifestarsi pienamente. Anche il teatro è stato ed è continuamente una crisalide. Ha attraversato secoli, rivoluzioni culturali, mutamenti sociali e linguistici senza perdere la sua funzione essenziale : creare uno spazio condiviso in cui la realtà possa essere osservata, interrogata e reinventata.
Tra Venezia, Padova e Treviso, il TSV costruisce una stagione che propone spettacoli e occasioni di cambiamento. E’ un teatro che continua a ricordarci che trasformarsi significa scoprire possibilità nuove. Il progetto nasce dall’incontro tra diverse visioni : quella di Filippo Dini, Direttore artistico ; di Alessandro Businaro, Direttore Artistico Junior (Under 35), responsabile dei linguaggi del contemporaneo e della rassegna Glicine ; Carlo Mangolini, Direttore dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni e responsabile dell’Area Sviluppo Artistico.
Il significato più profondo della stagione è la consapevolezza che il teatro cresce quando le esperienze dialogano, le generazioni si incontrano e la trasmissione del sapere diventa un atto creativo. Il teatro ci ricorda, da oltre duemila anni, che nessuna trasformazione avviene all’improvviso, che ogni volo conserva la memoria dell’attesa, che ogni futuro nasce da una forma che ha avuto il coraggio di cambiare “.
Riguardo il cartellone – 83 spettacoli di cui 16 tra produzioni e co-produzioni , dalla tragedia classica alle nuove drammaturgie, passando per i grandi testi del Novecento – Dini ha sottolineato che puntare sulla grande drammaturgia ci dà la possibilità di guardare oltre i nostri confini.
Produzioni e co-produzioni
Sul fronte produttivo il viaggio della stagione prende avvio dal mito e dalle sue risonanze nel presente: con Alcesti di Euripide (18-22 novembre, Teatro Del Monaco ; 24-29 novembre, Teatro Verdi) il Direttore artistico Filippo Dini, che dirige lo spettacolo, riporta al centro il tema universale del sacrificio.
Incendi, dell’autore canadese-libanese Wajdi Mouawad, nella regia di Marco Lorenzi con Filippo Dini nel ruolo di attore protagonista al fianco di Frédérique Loliée, richiama il mito di Edipo e attraversa memoria, identità e violenza. Lo spettacolo inaugurerà le stagioni del Teatro Verdi di Padova (27 ottobre – 3 novembre), e del Teatro Del Monaco di Treviso (5 - 8 novembre) e sarà al Teatro Goldoni dal 12 al 15 novembre.
Ecuba di Marina Carr, interpretata da Elisabetta Pozzi con la regia di Andrea Chiodi, riscrive il mito della regina di Troia, trasformandolo in una riflessione contemporanea sul dolore, la guerra e la perdita. Lo spettacolo debutterà in prima nazionale dal 2 al 4 aprile 2027 al Teatro Goldoni.
Mentre il fenomeno della Veneto Wave, espressione della produzione artistica della nostra regione, sta toccando l’intero panorama nazionale, il TSV contribuisce ad alimentarne la fonte sostenendo la produzione e la diffusione del teatro veneto e dei suoi protagonisti. Dalle radici del mito il viaggio approda a quelle della tradizione teatrale veneta: Andrea Pennacchi e Gabriele Vacis rileggono l'eredità di Ruzante in Predatori di pianura, co-produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo (Teatro Goldoni, 9 – 13 dicembre ; Teatro Verdi, 15 – 20 dicembre).
Con Una delle ultime sere di Carnevale (co-produzione Teatro Stabile di Torino), affidata alla regia di Valerio Binasco, riaffiora il mondo di Carlo Goldoni, osservatore dei mutamenti della società veneziana (Teatro Del Monaco, 10 – 13 dicembre ; Teatro Verdi, 19 -24 gennaio 2027).
Marco Paolini, invece, con il suo Bestiario idrico (co-produzione Jolefilm) prosegue il proprio percorso di narrazione civile intrecciando ambiente, paesaggio e memoria collettiva (Teatro Verdi, 16 – 21 febbraio 2027).
Tra le produzioni targate TSV si inserisce, infine, il ritorno de L'ultima domenica di agosto, racconto corale ispirato a La potenza delle tenebre di Tolstoj, scritto e diretto da Fulvio Pepe, che guida un cast anche di attori veneti, tra cui Denis Fasolo, tra i protagonisti de Le città di pianura, film vincitore ai Premi David di Donatello, e in scena anche in Alcesti (Teatro Del Monaco, 18 – 21 marzo 2027).
Titoli in ospitalità
La programmazione continua nel solco della tradizione teatrale veneta anche per quanto riguarda i titoli in ospitalità : due sono le opere goldoniane, Gli innamorati, con adattamento e regia di Roberto Valerio (Teatro Goldoni, 22 – 24 gennaio 2027) e Le smanie per la villeggiatura diretto del padovano Giorgio Sangati (Teatro Goldoni, 12 – 14 febbraio 2027).
Sempre a Sangati è affidato il compito di portare in scena Il delirio del particolare, testo di Vitaliano Trevisan, con l’interpretazione della veneta Maria Paiato (Teatro Verdi, 7 – 11 aprile).
La stagione accoglie, poi, alcuni tra i protagonisti più autorevoli della scena italiana ed europea, dando vita a un dialogo continuo tra classici e nuove scritture. Con Gaber. Mi fa male in mondo Neri Marcorè inaugura il cartellone del Teatro Goldoni di Venezia (30 ottobre – 1 novembre) dando nuova vita al teatro canzone, attraverso l’esplorazione dell’universo creativo e letterario del cantautore scomparso.
Il rapporto tra individuo e responsabilità attraversa Erano tutti miei figli di Arthur Miller nella regia di Elio De Capitani (Teatro Verdi, 3 – 7 febbraio 2027), mentre Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, diretto da Leo Muscato e interpretato da Lunetta Savino, riporta al centro il tema della guerra e delle sue conseguenze sui destini individuali e collettivi (Teatro Del Monaco, 21 – 24 gennaio 2027).
E ancora Finale di partita di Samuel Beckett, diretto da Gabriele Russo, mette in scena una delle riflessioni più radicali sulla condizione umana (Teatro Verdi, 10 – 14 marzo 2027).
Si aggiunge poi Molière di Francesco Niccolini, con Alessio Boni (Teatro Verdi, 2 – 7 marzo 2027) e completa il percorso La cosmicomica vita di Q, interpretata da Luca Marinelli, che trasforma l’immaginario di Italo Calvino in un racconto teatrale sospeso tra scienza, filosofia e fantasia (Teatro Verdi, 27 – 31 gennaio 2027).
Violenza, fragilità familiari e contraddizioni del presente emergono invece in Le dieu du Carnage di Yasmina Reza con Antonio Zavatteri (Teatro Del Monaco, 18 – 21 febbraio 2027) ; L’angelo del focolare di Emma Dante, che riflette sulla tragedia dei femminicidi (Teatro Goldoni, 19 – 21 febbraio 2027) ; Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri (Teatro Verdi, 31 marzo – 4 aprile) ; Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese con Valeria Solarino (Teatro Goldoni, 16 – 18 aprile 2027) ; A casa tutti bene di Gabriele Muccino con Anna Galiena (Teatro Verdi, 24 – 28 febbraio 2027).
La presenza internazionale della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano, una delle realtà più innovative della scena europea contemporanea, che al Goldoni porta Historia del amor (29 – 31 gennaio 2027) dialoga con interpreti come Umberto Orsini, Anna Ferzetti, Stefano Massini, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, Salvo Ficarra e Massimiliano Gallo.
Si conferma, infine, per tutti e tre i teatri il format A scena aperta : per ogni spettacolo in stagione il pubblico avrà l’opportunità di incontrare attori e registi in dibattiti moderati da esperti di teatro o giornalisti (a Venezia, all’Ateneo Veneto).
La Stagione contemporanea al Teatro Maddalene e al ridotto del Teatro Verdi : nasce Glicine ‘26 /’27
Dopo due anni di sperimentazione, la programmazione al Teatro Maddalene di Padova cambia volto : non più singoli format ma un unico cartellone di spettacoli che indagano i linguaggi del contemporaneo e parlano al pubblico più giovane. L’attività produttiva del TSV si configura come un laboratorio esteso. Oltre a presentare spettacoli finiti intende accompagnare processi: scrittura, creazione e maturazione scenica si sviluppano così davanti allo spettatore come parte integrante di un unico progetto artistico.
L’apertura nel 2026 con la nuova produzione Il sentiero di Linda Dalisi, da Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, diretto da Fabiana Iacozzilli inaugura il dialogo con la letteratura. Il 2027 segna poi un passaggio chiave in cui i processi avviati l’anno precedente con Maturazione, Test Your Writing e il progetto europeo Storm diventano spettacoli compiuti.
Gli spettacoli in ospitalità
Le ospitalità di Glicine 26/27 intercettano alcune delle traiettorie più vive della scena contemporanea italiana per affrontare temi di attualità.
Il calendario si apre nel 2027 al Teatro Maddalene con Per sempre (14, 15 gennaio) di Alessandro Bandini, un lavoro centrato su una relazione amorosa raccontata nelle sue evoluzioni e fratture, a partire da materiali inediti di Giovanni Testori : lettere e cartoline ad Alain Toubas, insieme ai “Trionfi” e a dediche private in cui la parola, intima e necessaria, restituisce la densità del legame.
Con Dad or alive di BumBumFritz, il 29 e 30 gennaio alle Maddalene, il registro cambia radicalmente: lo spettacolo utilizza una chiave pop, con ritmo serrato e una costruzione frammentaria per mettere in scena la figura paterna come presenza ambigua, tra assenza e sovraesposizione.
In Calcinculo (11, 12 febbraio) di Babilonia Teatri, il teatro si rivolge direttamente al pubblico, senza filtri, alternando narrazione e affondo politico attraverso una sorta di compilation di canzoni pop, in cui il tema della diversità e della marginalità viene affrontato senza mediazioni.
Con Kamikaze (16, 17 marzo) Giulio Santolini introduce una dimensione performativa più fisica e concentrata, in tensione verso il rischio e l’esposizione, costruendo una presenza scenica che si mette continuamente alla prova, in equilibrio tra controllo e perdita.
Attesa alle Maddalene anche Francesca Astrei e il linguaggio rarefatto di Io sono verticale (23, 24 marzo) : uno spettacolo che si sviluppa per sottrazione, affidandosi a pochi elementi e una dimensione poetica quasi astratta, dove il corpo diventa segno.
Al Ridotto del Teatro Verdi, Infinita bellezza (15, 16 aprile) di Claudia Manuelli e Aron Tewelde prosegue questa ricerca ma con un’apertura maggiore alla relazione : il corpo è al centro, ma come luogo di incontro e di percezione condivisa.
Infine, Michel - The Animals I Am (22, 23 aprile) di Chiara Bersani chiude il percorso con un lavoro di forte riconoscibilità.
Fuoriserie
Complementare al cartellone della Stagione, la rassegna Fuoriserie nasce dalla volontà di attraversare i confini tra discipline e linguaggi. A Venezia il teatro incontra la filosofia, la divulgazione e la satira attraverso la ripresa di Vestire gli ignudi di Pirandello rivisto dallo sguardo di Alessandro Businaro ; il Dario Fo e Franca Rame de Lo Santo Jullare Francesco, interpretati da Matthias Martelli ; Le parole dell’amore di Pietro Del Soldà ; il linguaggio visionario di Antonio Rezza e Flavia Mastrella in Metadietro ; l'ironia di Arianna Porcelli Safonov in Minotauri contemporanei e quella di Massimiliano Finazzer Flory con un’intervista impossibile a Leonardo Da Vinci (Essere Leonardo da Vinci).
Tra gli eventi speciali, inoltre, tornano gli appuntamenti natalizi con la Big Vocal Orchestra (19 e 20 dicembre, Stand Up – La luce del Natale ; il 6 gennaio 2027 al Teatro Del Monaco) ; Lo Schiaccianoci con il Balletto Classico Russo (26 dicembre) e il 25 aprile con i Vocal Skyline (Babel – La Torre della Libertà)
A Padova il percorso prosegue con Paolo Calabrese e il suo sguardo sulle vite possibili e mancate ; con Francesco Piccolo e Pif ; con Roberto Citran che restituisce la scrittura di Goffredo Parise (Il prete bello) ; con Mario Perrotta e il racconto umano e musicale di Domenico Modugno ; fino alla ricerca performativa di Marco D'Agostin.
Infine, Treviso indaga i temi del teatro antico all’interno del Festival Mythos 2027 con spettacoli a cura di Tema Cultura Academy ; Anagoor ; I sacchi di sabbia / Massimiliano Civica.
Dagli appuntamenti Fuoriserie della passata Stagione nasce un nuovo progetto editoriale che vede la collaborazione tra il Teatro Stabile del Veneto e l’editore Ronzani : le conferenze-spettacolo Tre capitoli del martirio, ovvero Dioniso, Gesù e Hosseyn a cura di Pietrangelo Buttafuoco e L’Edipo Re a cura di Umberto Curi saranno pubblicate nella collana Lezioni di Ronzani.
Dalla formazione al palcoscenico
Dal teatro classico alla scena contemporanea, gli spettacoli dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni - ATCG si configurano come spazio di formazione, confronto e trasformazione per gli allievi del III anno. Non una semplice successione di titoli, ma un percorso che forma gli attori accompagnandoli nella costruzione di uno sguardo, una consapevolezza e una presenza artistica autonoma. L’avvio a fine 2026, nel Ridotto del Teatro Verdi, è affidato alla regia di Michele Modesto Casarin, che immerge gli allievi in due testi classici della Commedia dell’Arte: Arlecchino, Pulcinella e gli amanti veneziani e Pantalone e l’elisir della giovinezza (4>6 dicembre) lavorano sulle maschere, sul ritmo, sull’improvvisazione e costruzione del corpo scenico, restituendo la vitalità di un teatro popolare e contemporaneo.
Con il nuovo anno, il percorso si sposta verso la grande drammaturgia europea: Simona Gonella guida gli allievi dentro Tre sorelle di Anton Čechov (29>30 gennaio), affrontando la complessità del sottotesto, dell’ascolto e della costruzione psicologica. Il lavoro si fa più intimo, stratificato, e chiama gli attori a confrontarsi con il tempo sospeso e con il desiderio inappagato che attraversa i personaggi cechoviani.
Con Giorgio Sangati allievi e allieve si misurano con Le operette morali, al Ridotto del Teatro Verdi dal 12 al 18 marzo : a partire dai dialoghi filosofici di Leopardi, lo spettacolo affronta temi universali come la morte, il dolore, il senso dell’esistenza e il rapporto tra l’uomo e la natura.
La primavera segna poi l’apertura verso la contemporaneità performativa di Marco D’Agostin al Teatro Maddalene: Pompei (28>31 maggio) vede un gruppo di interpreti attraversare presente, passato e futuro per ricostruire una possibile storia dell’umano, mescolando il teatro al linguaggio del corpo, la performance e una scrittura scenica che supera i confini del testo.
TORNANO I LABORATORI AL TEATRO GOLDONI
Con In transito. La città che si muove, la comunità che si racconta torna un nuovo capitolo del Teatro di Cittadinanza ideato e condotto da Mattia Berto per il Teatro Stabile del Veneto : 18 incontri da ottobre 2026 ad aprile 2027 con il regista veneziano che quest’anno affronta il tema degli spostamenti e dei modi di entrare in relazione con la città.
Il laboratorio di Teatro di Cittadinanza invita a riflettere su Venezia e la sua comunità: In transito. La città che si muove, la comunità che si racconta fotografa una città costruita sul movimento, che si attraversa a piedi e sull'acqua, e una comunità che attraversa il mondo, tra partenze e ritorni. Vaporetto, gondola, sandolo, barca da lavoro, aeroporto : ogni mezzo racconta un modo diverso di vivere il viaggio e di entrare in relazione con la propria città. Qui ogni spostamento è un'esperienza fatta di incontri, attese, silenzi e osservazioni.
Il progetto che Mattia Berto e il Teatro Stabile del Veneto propongono quest’anno guarda ai mezzi di trasporto come luoghi di vita e relazione. I percorsi quotidiani diventano spazi in cui prendono forma storie invisibili: conversazioni, coincidenze, partenze, ritorni e nuovi inizi che costruiscono il tempo della comunità. Il laboratorio coinvolgerà cittadini di età ed esperienze diverse, invitati a condividere ricordi e racconti legati ai propri viaggi. Attraverso pratiche teatrali, improvvisazioni e scrittura scenica, queste memorie diventeranno una drammaturgia collettiva. La ricerca dialogherà con i grandi classici della letteratura e del teatro, da Omero a Dante, da Shakespeare a Goldoni, assunti come riferimenti poetici capaci di intrecciarsi con le storie dei partecipanti.
Nel corso degli anni il teatro di cittadinanza ha coltivato una comunità transgenerazionale che agisce attraverso le arti sceniche e si interroga sulla città di Venezia e sulla contemporaneità. La nuova proposta, per cittadini di età compresa tra i 18 e i 70 anni, è di 18 incontri il giovedì sera dalle 19.15 alle 21.15, a cui si aggiungono le due performance finali in città domenica 4 aprile.
Le iscrizioni sono aperte : basta inviare una mail all’indirizzo [email protected].
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