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Cannibalizzata, Torino resiste

É una giornata storica per l’antifascismo torinese quella che inizia oggi.

di Manfredo Pavoni Gay

Stamattina (ieri ndr) verso le 6:00 un’ingente forza di polizia – camionette idranti e agenti – è entrata nel centro sociale Askatasuna, con la scusa di una perquisizione, per manifestazioni legate alla Palestina. Sono penetrati nel centro e hanno iniziato a murare tutte le porte, a sgomberare i materiali all’interno, mentre alcuni abitanti dormivano lì per presidiare la struttura. il sindaco di Torino ha subito approfittato per dire che la trattativa in corso per trasformare l’Askatasuna in un bene comune della città si era interrotta.

La sensazione è che questa operazione non sia soltanto voluta da Fratelli d’Italia torinese, e in particolare da feroci esponenti come Marrone e Montaruli, ma venga coordinata più dall’alto, appunto voluta e gestita da Piantedosi e da Meloni.

Così questa città governata per tanti anni dai padroni, cannibalizzata dalla Fiat e dai suoi interessi, perde un pezzo di spazio antagonista, uno spazio giovanile che aveva saputo anche creare una storia e un legame con il quartiere dove è collocato e il modello Torino, modello repressivo e autoritario soprattutto verso i giovani, ancora una volta esibisce la sua forza reazionaria.

Davanti al centro sociale si stanno radunando attivisti rappresentanti della società civile della sinistra torinese per un presidio e poi per una manifestazione prevista per le 18 di stasera.

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